Risparmio, Perrotta (Banca Generali): puntare ancora sui big tech Usa, occasioni interessanti dai farmaceutici europei

Venerdì 4 Settembre 2020
Mantenere la prudenza, non farsi prendere dalla fretta di disinvestire e diversificare. Dopo il lockdown e le forti oscillazioni dei mercati, i risparmiatori si chiedono come agire nei prossimi mesi. «I segnali di ripresa ci sono ma i dati del Pil relativi al secondo semestre per Eurozona e Stati Uniti fanno pensare che la situazione dal punto di vista economico e dei mercati finanziari va monitorata con grande attenzione ed è necessario investire con grande oculatezza», osserva Generoso Perrotta, responsabile Financial Advisory di Banca Generali.

Questa prima parte di 2020 è stata segnata da numerosi scossoni sui mercati finanziari. Cosa succederà nei prossimi mesi, tra rischio di un nuovo lockdown, le elezioni americane e le altre tensioni geopolitiche? Quali consigli si sente di dare ai risparmiatori?
«Negli ultimi due mesi - risponde Perrotta - abbiamo assistito al recupero dei principali indici azionari dopo i minimi di fine marzo anche grazie alle politiche monetarie e fiscali ultra-espansive di banche centrali e governi, ma non è il caso di rilassarsi troppo visto che i progressi potrebbero essere effimeri se l’economia non tornasse a crescere come nelle attese nella seconda parte dell’anno e nel 2021. Davanti a questo scenario è bene tenere un atteggiamento attendista e preferire una diversificazione dei portafogli che vanno analizzati alla luce del fatto che asset class che prima potevano apparire estremamente solide oggi possono rivelarsi molto deboli. Viceversa su molti business si sono aperte interessanti opportunità per chi investe. Ci sono poi altri elementi da tenere in considerazione».

A cosa si riferisce?
«Al ruolo delle Banche centrali che, ancora una volta, è stato e sarà decisivo. Sono proprio le loro azioni che vanno seguite con attenzione. Dopo che alcuni giorni fa la Fed ha fatto sapere di voler tenere a lungo i tassi bassi anche a costo di favorire la crescita dell’inflazione, ora bisogna attendere una risposta in primis da parte della Banca Centrale Europea. Le conseguenze di tali evoluzioni delle politiche monetarie saranno, ancora una volta, i principali fattori a cui i mercati finanziari, e in particolare quelli azionari, guarderanno per il proseguimento dell’attuale trend e con alcuni settori che potranno essere favoriti a scapito di altri».

L'obbligazionario ormai rende pochissimo è il caso di puntare sull'azionario?
«L’incertezza sull’efficacia delle misure di lockdown, il rischio concreto di una seconda ondata pandemica in autunno, risultati delle trimestrali in arrivo, e una ripresa nel terzo trimestre ancora da decifrare possono suggerire un approccio neutrale con ampia diversificazione geografica e valutaria verso l’obbligazionario, ma stiamo parlando di rendimenti limitati, vicini allo zero. Seppure gli italiani siano sempre attratti da questo comparto vale la pena rimodulare questi investimenti, allungandone magari la durata o spostandosi verso una maggiore esposizione al mercato azionario. E’ soprattutto sugli investimenti azionari che deve essere applicata una diversificazione massiccia, oltre che geografica anche e soprattutto settoriale; questo aiuterà a proteggere i portafogli dal rischio sempre più presente di invecchiamento delle scelte fatte. Non da ultima andrebbe consigliata una terza via per elevare il livello di diversificazione: selezionare opportunità nel campo degli strumenti alternativi, destinando magari una parte fino al 10% del portafoglio a investimenti in illiquidi, come i crediti delle pmi, che potrebbero portare un extra rendimento quanto mai importante in questa fase. Da qui si deduce facilmente che occorre un monitoraggio costante che solo un consulente professionale può garantire».

Quali sono le prospettive dei prossimi mesi e quali le aree su cui orientarsi?
«Partiamo dall’Asia continente che, al di là del Giappone alle prese con una serie di problemi interni e relativi ad un economia altamente indebitata, offre opportunità di investimento molto interessanti che devono tuttavia essere bilanciate perché molto sensibili all’evoluzione delle tensioni politiche, soprattutto sulla scia dei contrasti Usa-Cina, che continueranno sia che vinca Trump o Biden alle prossime elezioni americane. A tal proposito, gli Stati Uniti potrebbero continuare a crescere sulla scorta delle performance dei big del tech che sono destinati a confermarsi per un periodo più o meno lungo». 

E l'Europa?
«C’è margine per investire anche se non bisogna esporsi troppo: le occasioni più interessanti dovrebbero arrivare dal comparto farmaceutico. C’è poi da considerare quale sarà l’evoluzione dell’emergenza sanitaria ma alcuni settori più colpiti come turismo, trasporti e commercio, dovranno essere riesaminati perché potrebbero garantire una ripresa, alla luce di una possibile e necessaria rotazione settoriale. Quest’ultima necessaria affinché il trend continui e si rafforzi e soprattutto si risintonizzi con l’economia reale».

Un consulente alle prese con questo scenario di mercato che sostegno può dare al cliente?
«Visto il quadro della situazione non ci sono facili guadagni alla portata di nessuno. L’approccio che i consulenti di Banca Generali Private adottano è sempre improntato all’ascolto delle necessità dei risparmiatori e all’analisi delle loro esigenze per arrivare a selezionare le migliori opportunità che pure in un mercato come questo esistono. In questi mesi così complessi i consulenti si sono misurati con una situazione inedita ma che ha trovato gli italiani più maturi e riflessivi rispetto alla gestione dei propri risparmi. Infatti, non hanno agito di istinto, ma hanno monitorato ed ascoltato i consigli dati, prediligendo investimenti che bilanciano rischi con opportunità, ricetta che un professionista prescrive di fronte a tempi straordinari come questi».




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