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Zuccherifici, un settore in grande difficoltà
Scende in campo l'Europa

Zuccherifici, un settore in grande difficoltà Scende in campo l'Europa
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 30 Gennaio 2019, 17:10

«Dal 2006 ad oggi l’Italia ha visto la chiusura in rapida successione di 16 zuccherifici su 19 e, con la fine delle quote a Ottobre 2017 (e il conseguente crollo del prezzo sul mercato europeo, - 30% in sei mesi), gli zuccherifici italiani operano in condizioni di enorme difficoltà con drammatiche conseguenze per il mondo del lavoro e per la filiera agricola connessa». A lanciare l'allarme è  Roberto Iovino della Flai Cgil nazionale, subito dopo l'incontro che si è tenuto stamane  a Bruxelles sul settore. Iovino vi ha partecipato in qualità di portavoce di tutti i sindacati europei del settore. «L’incontro è stato utile per ribadire la necessità di mettere in campo politiche europee per salvare la produzione bieticolo-saccarifera» dice il sindacalista.
«Senza un sostegno coordinato tra l’Europa ed il governo italiano - continua -  corriamo il rischio di lasciar implodere una filiera strategica per il nostro paese. Solo ieri Sud Zucker, leader tedesco e europeo, ha annunciato un pesante piano di ristrutturazione, a dimostrazione che il problema non è solo italiano o spagnolo, ma dell’Europa intera. Il pericolo che tutti dobbiamo scongiurare è che questo contesto porti importanti gruppi come la CoproB, a perdere capacità produttiva e questo vada nuovamente a discapito degli operai diretti e dell’indotto. Il nostro appello, reiterato oggi alla presenza della Commissione europea, si rivolge anche al mondo produttivo agricolo e agro-industriale. Se l’impegno dei bieticoltori nella sottoscrizione dei contratti nel 2019 sarà fondamentale per l’avvio della campagna, altrettanto necessario ora è il sostegno istituzionale a tutta la filiera, affinché non si dismetta la produzione di una commodity strategica per la nostra industria alimentare e per l’occupazione».
Sull'argomento ieri si è riunito per la prima volta il Gruppo di Alto Livello, istituito dal Consiglio d’Europa, che sta valutando misure straordinarie a supporto del settore, non escludendo il sostegno all’ammasso privato così come richiesto negli ultimi anni dai governi italiani.
«Come affermato oggi in sede di dialogo sociale – prosegue Iovino - insieme ai colleghi spagnoli, polacchi e francesi, sosteniamo questa proposta e chiediamo al governo italiano di implementare ulteriori misure a sostegno della bieticoltura, a partire dal bacino agricolo Veneto ed Emiliano-Romagnolo, ovvero dove ci sono gli zuccherifici che da ormai diversi anni rischiano la chiusura a causa di una strategia miope e dannosa portata avanti in primis dalla commissione europea». Il prossimo incontro del gruppo di esperti è previsto il 19 Marzo. «Il nostro auspicio - conclude il sindacalista - è che entro questa data la Commissione capisca che ora è il momento di agire».

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