Vendita mascherine U-Mask e sanzione Antitrust, soddisfazione UNC

Vendita mascherine U-Mask e sanzione Antitrust, soddisfazione UNC
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Venerdì 22 Ottobre 2021, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 10:38

(Teleborsa) - L'Antitrust ha concluso il procedimento istruttorio sulle mascherine chirurgiche biotech U-Mask (nelle versioni Model 2, Model 2.1 e Model 2.2), registrate come dispositivi medici, irrogando sanzioni per un ammontare complessivo di 450.000 euro.



"Bene, finalmente, dopo la denuncia pubblica di Striscia la Notizia, si è fatta chiarezza su queste mascherine". Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

"Spiace che la tempistica sia stata così lunga, dato che serviva con urgenza capire l'effettiva capacità filtrante di quelle mascherine e la loro efficacia protettiva, con prove di laboratorio incontrovertibili, in modo che non vi fossero dubbi di sorta" prosegue Dona.

"Purtroppo sono troppe le mascherine farlocche circolate per oltre un anno, talvolta pure a prezzi esorbitanti, senza che ci fossero controlli adeguati da parte degli organi preposti. Un vulnus grave per la salute dei cittadini su cui sarebbe bene il legislatore riflettesse" conclude Dona.

La replica dell'azienda

U-Earth non ha mai commercializzato mascherine dannose per la salute né ha mai ingannato, né inteso ingannare i consumatori. Anche per questi motivi, la Società contesterà le conclusioni raggiunte dall’Antitrust con il provvedimento odierno circa la comunicazione asseritamente ingannevole ai consumatori delle attività di promozione e vendita della U-Mask, e presenterà ricorso al TAR del Lazio per il suo annullamento, certa della correttezza del proprio operato e della piena conformità delle mascherine alla normativa di settore. Il TAR del Lazio, peraltro, si è espresso già a favore della Società, annullando il provvedimento del Ministero della Salute di ritiro dal mercato della mascherina.

Inoltre, quanto alla comparazione della U-Mask con le mascherine di tipo FFP2 e FFP3, si sottolinea che l’azienda non ha mai affermato che la mascherina avesse le stesse caratteristiche delle mascherine di tipo FFP2 o FFP3; anzi, ha sempre espressamente chiarito come la mascherina fosse registrata come semplice Dispositivo Medico di Classe 1 e non come DPI. La società ha soltanto inteso illustrare la migliore efficacia della U-Mask rispetto alle normali mascherine chirurgiche e le ulteriori specificità che ne caratterizzano le capacità di filtrazione e anti-proliferazione assente nei DPI usa e getta.

Inoltre, le qualità protettive della mascherina sono state oggetto di molteplici e comprovati test, svolti da autorevoli laboratori e soggetti certificatori terzi. In particolare, con riferimento alla contestata efficacia protettiva fino a 200 ore della mascherina, le performance della stessa sono state certificate da indagini specifiche svolte sempre da laboratori terzi e autorevoli come il Laboratorio Sana e il Laboratorio Microbe Investigations AG di Zurigo, specializzati in analisi su materiali antivirali.

In merito all’asserita inesistente approvazione da parte del Ministero della Salute, si sottolinea che la U-Mask è stata sempre regolarmente registrata.

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