Unioncamere: Italia quarta per marchi e disegni europei, decima per brevetti

Lunedì 13 Gennaio 2020
Più brevetti significa più fatturato. Secondo un recente studio dell’Ufficio europeo dei brevetti (Epo) e dell’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale (Euipo) le imprese che richiedono brevetti, marchi o disegni hanno il 21% di possibilità in più, rispetto alle altre, di aumentare il proprio fatturato. E il nostro Paese sembra averlo capito bene. L’Italia, infatti, si è aggiudicata la medaglia d’argento per la tutela dei marchi e dei disegni europei tra i Paesi Ue alle spalle della Germania e la quarta posizione tra i 25 big mondiali. Sul fronte dei brevetti, invece, si posiziona al decimo posto della classifica internazionale delle invenzioni depositate all’Epo.

Far crescere la cultura dell’innovazione e della tutela della proprietà intellettuale è quindi fondamentale per consentire al nostro sistema produttivo di essere competitivo sui mercati internazionali. A questo scopo il ministero dello Sviluppo Economico ha varato specifiche misure e incentivi, illustrati  dal viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, insieme con Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Misure sulle quali le Camere di commercio, attraverso Unioncamere, sono impegnate dal 2009, in collaborazione con l’Ufficio italiano brevetti e marchi, al fianco delle imprese: oltre 56 milioni di euro le risorse del Mise che, negli anni scorsi, hanno consentito a quasi 4mila imprese di effettuare la registrazione di oltre 4mila marchi all’estero, la valorizzazione di 643 disegni e modelli e il riconoscimento di 44 marchi storici.

«Le Camere di commercio sono da tempo impegnate nella tutela e promozione della proprietà intellettuale- ha commentato Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi- Negli ultimi dieci anni il sistema camerale ha gestito oltre 56 milioni di euro di agevolazioni messi a disposizione dal Mise grazie alle quali sono state supportate quasi 4mila imprese». Secondo Sangalli «brevetti, marchi e disegni sono asset immateriali che costituiscono per le aziende un fattore determinante per un vantaggio competitivo di lungo termine, con effetti importanti sulle economie territoriali. In Italia un posto di lavoro su 3, cioè quasi 7 milioni di posti di lavoro, si trova nelle aziende che fanno un uso intensivo di marchi e brevetti. Queste aziende contribuiscono da sole al 46,9% del nostro Pil».

Più nel dettaglio in Italia nonostante ci sia stato un buon recupero rispetto al 2016 (+5,4%), i 4.400 brevetti depositati da imprese, fondazioni, enti pubblici e inventori italiani rappresentano il 2,5% delle 174mila domande pervenute. A trainare saldamente la classifica sono gli Stati Uniti che, nel 2018, hanno depositato oltre 43mila domande (un quarto di tutte quelle pervenute). Alle spalle degli Usa, la Germania, con quasi 27mila domande (il 15,3% del totale), quindi il Giappone (oltre 22mila domande, pari al 13% del totale). © RIPRODUZIONE RISERVATA

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