Unicredit taglia 8mila dipendenti, via al piano. I sindacati: «L'azienda ritiri tutto»

Martedì 3 Dicembre 2019
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Unicredit alza il velo sul Piano strategico 2020-2023, presentato oggi ad analisti e investitori a Londra. L'istituto ha annunciato che taglierà il personale di circa 8.000 unità, di cui circa 5mila in Italia, nell'arco del piano 2020-2023 mentre l'ottimizzazione della rete di filiali porterà alla chiusura di circa 500 sportelli. 

Gli 8.000 tagli si concentreranno soprattutto in Italia, Germania e Austria, dove il personale verrà ridotto complessivamente del 12% e verrà chiuso il 17% delle filiali. L'Italia appare destinata a sostenere la parte più consistente degli esuberi: degli 1,4 miliardi di euro di costi di integrazione stimati per la loro gestione, infatti, 1,1 miliardi riguarderanno la Penisola (pari al 78% del totale) e solo 0,3 miliardi l'Austria e la Germania. 

Il piano strategico di Unicredit prevede di realizzare un utile di 5 miliardi di euro nel 2023, con una crescita aggregata dell'utile per azione di circa il 12% nel periodo 2018-2023. Il ritorno sul capitale tangibile (rote) sarà «pari o al di sopra dell'8%» per tutto il piano, si legge in una nota.

«Stiamo avviando in questi giorni negoziati con i sindacati rappresentativi» per capire come e dove saranno effettuati i tagli, ha detto il numero uno del gruppo Jean Pierre Mustier, specificando che saranno fatti in modo «sociale e responsabile». Mustier non ha voluto aggiungere dettagli di misura o geografici, per «rispetto alle trattative avviate con i sindacati».

Venendo ai dati finanziari del piano, Unicredit stima che la crescita e il rafforzamento della base paneuropea di clienti produrranno ricavi resilienti, malgrado il contesto di tassi d'interesse negativi, con ricavi per 19,3 miliardi nel 2023, e una crescita aggregata dello 0,8 per cento dal 2018 al 2023. In Europa occidentale i ricavi sono previsti in crescita dello 0,5 per cento, mentre nell'Europa centro-orientale i ricavi cresceranno del 2 per cento dal 2018 al 2023.

La dematerializzazione dei processi porterà invece alla «banca retail paperless» che produrrà risparmi di costo per il gruppo pari a oltre 150 miliardi l'anno entro il 2023.

In merito ai rischi, le esposizioni deteriorate lorde di gruppo sono previste inferiori a 20 miliardi alla fine del 2023, con una consistente riduzione di quasi 60 miliardi dalla fine del 2015. 

Grazie alla posizione patrimoniale significativamente rafforzata e alla continua disciplina nella gestione del rischio, il nuovo piano produrrà migliori rendimenti del capitale per gli azionisti: distribuzione di capitale pari al 40 per cento dell'utile netto sottostante per il periodo 2020-2022, di cui 30 per cento di pagamento in contanti dei dividendi e 10 per cento con riacquisto azioni; distribuzione di capitale pari al 50 per cento dell'utile netto sottostante nel 2023, di cui 40 per cento di pagamento in contanti dei dividendi e 10 per cento con riacquisto azioni.

Il nuovo piano, secondo l'istituto, genererà consistente valore per gli azionisti, per complessivi 16 miliardi, di cui: 6 miliardi di dividendi cash, 2 miliardi con riacquisti di azioni, 8 miliardi di incremento del patrimonio netto tangibile, In aggiunta, la distribuzione di capitale proposta per il 2019 è aumentata al 40 per cento dell'utile netto sottostante, di cui 10 per cento mediante riacquisto di azioni. La nuova proposta di distribuzione è raddoppiata rispetto al target iniziale, di un dividendo cash del 20 per cento.

Il Piano Team 23 di Unicredit prevede, fra le altre cose, la possibilità di creazione di una subholding italiana non quotata e controllata da Unicredit Spa. La subholding raggrupperà anche alcune attività all'estero come Unicredit Bank (Germania), UniCredit Bank Austria (Austria) e altre attività in Europa centrale ed orientale, mentre non ne faranno parte la banca turca Yapi Kredi e le attività in Irlanda e Lussemburgo. L'obiettivo della sua creazione - si legge nelle slide di presentazione del Piano - sarà quello di «contribuire a ottimizzare nel medio termine i requisiti Mrel», ossia i nuovi vincoli per il passivo delle banche introdotti dalla normativa europea. Mustier ha spiegato che la creazione di questa subholding «è solo in fase progettuale» e che servirà a «ridurre le esposizioni intragruppo».

Il numero uno dell'istituto milanese ha poi affermato che Unicredit «è soddisfatta dell'attuale perimetro del gruppo». Poi rispondendo a una domanda ha precisato che il Piano non prevede la crescita esterna ma se si dovessero presentare delle opportunità di «piccole acquisizioni» potrebbero riguardare perlopiù l'area europea.

«Team 23 è incentrato sulla massimizzazione della creazione di valore per gli stakeholder, inclusa una rinnovata attenzione alla soddisfazione del cliente grazie a processi semplificati e a prodotti innovativi nonché a un maggiore ritorno per gli azionisti - ha detto ancora Mustier -. Durante l'arco del piano prevediamo di generare 16 miliardi di valore per gli investitori tramite una combinazione di dividendi, riacquisti di azioni e incremento del patrimonio tangibile. Continueremo a far leva sui nostri vantaggi competitivi: la rete presente in Europa occidentale, centrale e orientale, la posizione di banca di riferimento per le PMI Europee e l'ampia e crescente base di clienti. Per tutta la durata del piano continueremo a cogliere le opportunità commerciali mantenendo allo stesso tempo uno stretto controllo su rischio, disciplina nell'esecuzione e controllo dei costi».

A Piazza Affari il titolo sale leggermente: +0,5% a 12,44 euro.

Landini minaccia il conflitto. «Diciamo no e diciamo basta. Il lavoro non può essere considerato una merce che si prende quando serve e si butta quando fa comodo. Unicredit annuncia 8mila esuberi e chiude i primi nove mesi con un utile di 4,3 miliardi. Questo non è fare impresa, è essere irresponsabili. Non lo possiamo accettare. Il governo non può accettarlo. Prima di aprire un gravissimo conflitto Unicredit riveda tutto. Ritiri quanto ha improvvidamente annunciato e, prima di compiere azioni gravi e irreparabili, discuta con il sindacato». Così il leader della Cgil, Maurizio Landini.

 

Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 07:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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