Tria conferma i fondamentali della Manovra. Di Maio ribadisce: il Governo non cadrà

Venerdì 9 Novembre 2018
(Teleborsa) - Il ministro dell'Economia Giovanni Tria continua a difendere a spada tratta la Manovra, ricordando che "il Governo è stato autorizzato dal Parlamento ad un indebitamento del 2,4% nel 2019 e il Governo è impegnato a rispettare questo limite". Lo ha detto il titolare del dicastero di via XX settembre nel corso di un'audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato sulla legge di bilancio. "Ci rendiamo conto che i problemi rilevati richiederebbero una Manovra espansiva forse più incisiva di quella programmata ma è stato necessario trovare un corretto bilanciamento equilibro tra stabilità finanziaria e stabilità sociale perché entrambe sono necessarie", ha sottolineato il ministro.

"Il Governo è impegnato nella predisposizione delle richieste della Commissione europea" sulla Manovra che l'Esecutivo "intende confermare nei suoi capisaldi fondamentali", ha ribadito Tria segnalando che il rallentamento dell'economia evidenziato dagli ultimi dati, "anche alla luce dell'incertezza internazionale, rafforza ulteriormente gli obiettivi della Manovra: contrastare il rallentamento della crescita e fornire uno stimolo con gli investimenti pubblici".

"Con questa Manovra stiamo cercando di uscire dalla trappola della bassa crescita. Le nostre preoccupazioni sul rallentamento dell'economia sono confermate ed è quindi ancor più necessario attuare una manovra anticiclica - ha detto - . Le misure che il Governo ha messo a punto rappresentano un percorso di politica economica che aiuterà il Paese a crescere".

"Ribadisco un concetto fondamentale: non esiste stabilità economica senza stabilità sociale", ha rimarcato il ministro.

Impegnato a difendere la Manovra con la stampa estera il vicepremier Luigi Di Maio, ribadendo ancora una volta che il Governo non cadrà. "Siamo molto fiduciosi sul poter assicurare il 2,4% di deficit perché c'è ancora tanto da tagliare. Il 2,4% è il massimo. Vogliamo tenere fede a questo patto. Il tema di assicurare il 2,4% è un tema su cui noi siamo convinti per due ragioni crediamo nella crescita che abbiamo stimato e individuato e nel fatto ci sia ancora tanto da tagliare nel bilancio dello Stato".

"In questo momento non c'è in previsione una multa per l'Italia - ha detto il vicepremier - . Credo nel dialogo che avremo con Bruxelles. Ieri (8 novembre 2018) il ministero dell'Economia ha contestato le previsioni della commissione Ue perché pensiamo che dal punto di vista econometrico siano sbagliate. Ma allo stesso tempo il nostro obiettivo è spiegare a Bruxelles i punti di partenza di questo Governo che partiva dal 2% di deficit senza far nulla". © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Un film per ricordare Angelo

di Marco Pasqua