Tim e Vodafone insieme per il 5G. Nasce un nuovo colosso delle torri

Sabato 27 Luglio 2019 di Jacopo Orsini
Tim e Vodafone si alleano per condividere la rete mobile in Italia. Le due società hanno firmato un accordo per costruire insieme l'infrastruttura 5G, la rete internet superveloce. L'obiettivo è uno sviluppo più efficiente e rapido e a un costo più basso della nuova tecnologia. L'intesa prevede anche che tutte le 22 mila torri di trasmissione dei due gruppi verranno riunite sotto Inwit, la società controllata al 60% da Tim a cui fanno già capo le apparecchiature della compagnia italiana.

«Questo accordo consente di accelerare la strategia di sviluppo del 5G a beneficio dei nostri clienti e dell'intera comunità - ha sottolineato l'amministratore delegato di Vodafone, Aldo Bisio -. Il 5G rappresenta una infrastruttura chiave per la modernizzazione del Paese. Una piattaforma tecnologica che apre la strada a una nuova era di servizi. Il modello di condivisione valorizza i vantaggi del 5G e allo stesso tempo riduce l'impatto sull'ambiente e i costi di implementazione, consentendo maggiori investimenti in servizi per i clienti». «La conclusione di questa operazione - ha aggiunto il numero uno di Tim, Luigi Gubitosi - è fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale e tecnologico del Paese e permetterà di accelerare ulteriormente l'introduzione del 5G».

L'intesa è stata presentata ieri a Roma all'Accademia dei Lincei, «luogo culto della scienza italiana con Galilei che ci guarda», ha detto Gubitosi, riferendosi al padre della scienza moderna, socio dell'istituzione fondata nel 1603. A grandi linee l'accordo prevede la condivisione delle antenne e le stazioni radio base che servono a sviluppare il segnale che poi arriva al telefono. L'utilizzo in comune delle reti mobili consentirà ai due gruppi di risparmiare cassa operativa che potrà essere destinata a costruire nuovi servizi sulla rete 5G. Le sinergie attese per i due gruppi a regime sono infatti di 800 milioni ciascuna, mentre per Tim è prevista anche la riduzione nel tempo del debito di 1,4miliardi. «Per i consumatori - ha sottolineato ancora Bisio - non cambia nulla». L'alleanza, secondo le due società, consentirà inoltre «di ridurre il gap di sviluppo tecnologico tra i grandi centri urbani e le aree rurali».

L'operazione prevede poi di riunire le 22 mila torri delle due aziende nella Penisola sotto Inwit, che diventerà così la più grande tower company italiana. Vodafone farà confluire le sue antenne in una nuova società che sarà poi incorporata da Inwit. La stessa operazione di separazione ci sarà anche per le torri del gruppo inglese negli altri paesi europei, che confluiranno in una azienda separata che in futuro potrà essere quotata. La compagnia italiana pagherà i britannici con 2,14 miliardi in contanti e 360 milioni di azioni Inwit in modo che al termine dell'operazione, nel 2020, l'azienda delle torri sarà controllata da Tim e Vodafone con due quote identiche del 37,5% (il resto sarà sul mercato). L'assemblea dei soci di Inwit che sarà chiamata a dare il via libera approverà anche la distribuzione di un dividendo straordinario il cui ammontare deve ancora essere definito. Si stima che nel 2026 il nuovo colosso delle torri avrà un giro d'affari di oltre un miliardo e migliorerà il margine operativo lordo di 200 milioni. Advisor dell'operazione sono stati Banca Imi, Bofa Merrill Lynch, Goldman Sachs, Mediobanca. L'intesa è stata apprezzata in Borsa: ieri Tim ha chiuso con un rialzo del 4%, Vodafone del 10% e Inwit del 3,8%.

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