Tim, consiglieri si ricompattano: Gubitosi sarà il nuovo amministratore delegato

Sabato 17 Novembre 2018
I dieci consiglieri indipendenti di Tim, eletti nella lista del fondo Elliott, si sono ricompattati, dopo una lunga serie di contatti tra il presidente Fulvio Conti e i singoli consiglieri, a sostegno del nome di Luigi Gubitosi come amministratore delegato del gruppo al posto di Amos Genish, sfiduciato all'inizio di questa settimana. Lo apprende l'agenzia Ansa al termine della call che avrebbe visto fare un passo indietro dell'altro candidato all'incarico, Alfredo Altavilla. 

La decisione verà presa dal cda convocato per domenica e dopo la spaccatura nel Comitato nomine tenuto giovedì scorso ci sono voluti due giorni di lavorio per riportare l'unanimità tra i consiglieri che fanno capo al fondo Elliot. Conti per tutta la mattinata ha avuto intensi contatti telefonici con tutti i consiglieri.

I rappresentanti del fondo Elliot che hanno deciso il ribaltone silurando l'ex ad Amos Genish in un primo momento erano orientati a puntare proprio su Altavilla, ma la soluzione si è poi arenata in quanto il manager ex Fca, pur avendo una solida esperienza non si è mai occupato di tlc e per assumere il comando pare avesse chiesto la nomina di tre direttori generali ai quali affidare compiti operativi. Una ipotesi che ha fatto calare le sue quotazioni a favore di Gubitosi, attualmente commissario di Alitalia, ma con una solida esperienza nelle telecomunicazioni per aver guidato come Wind e Rai. 

Tutti elementi che alla fine hanno favorito la sua candidatura tenuto conto della necessità della società di avere una guida forte e subito operativa in grado di operare scelte decisive per il futuro in un mercato in rapida evoluzione sia per l'arrivo del nuovo operatore low cost Iliad che per gli sviluppi dell'offerta legata alle nuove tecnologie del 5G. Gubitosi, infatti, si troverà da subito a fare scelte fondamentali per il futuro della società e del settore delle Tlc in Italia.

La nomina del nuovo ad si intreccia con le scelte politiche sulla rete telefonica. Proprio ieri la maggioranza ha presentato un emendamento al decreto fiscale per favorire l'integrazione tra le reti di Tim e di Open Fiber. L'obiettivo è quello di favorire la nascita di una rete unica in fibra anche attraverso incentivi fissati dall'Autorità delle Tlc. È stato presentato infatti un emendamento al decreto fiscale, a firma del relatore, il senatore M5S Emiliano Fenu, che istituisce una serie di incentivi per la rete unica in fibra sul modello di quelli della rete elettrica in capo a Snam e Terna. Il sistema di fatto spingerà alla creazione di una rete unica tra Tim e Open Fiber, controllata da cassa depositi e prestiti ed Enel, attraverso un regime tariffario incentivante con il metodo "regulated asset base" (Rab), cioè attraverso la fissazione di un regime tariffario definito proprio come quello in vigore per le reti elettriche.

Il sistema del Rab di fatto assicurerà adeguati ritorni sugli investimenti, garantendo ricavi e utili predefiniti ed incentivando quindi l'aggregazione della rete. Le tariffe saranno infatti fissate tenendo conto anche del costo storico degli investimenti effettuati, dei livelli occupazionali della newco così creata e delle migliori pratiche regolatorie europee e nazionali.

L'emendamento presentato dispone che l'Agcom sia il regista di tutta l'operazione attraverso la consueta attività di vigilanza e la fissazione del Rab e che l'aggregazione della rete possa avvenire solo in capo a un soggetto non integrato verticalmente ovvero Open Fiber. 

  Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 18:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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