TIM, Elliott critica il piano Vivendi sulla rete: "Un anno perso, non crea valore"

Lunedì 21 Gennaio 2019
(Teleborsa) - Il Fondo Elliott torna in pressing sulla TIM chiedendo al Board di accelerare sulla separazione della rete. Il commento arriva all'indomani della bocciatura dell'AgCom, che ha rilevato come la creazione di due società totalmente controllate (NetCo e ServCo) non abbia affrancato il gruppo telefonico dal ruolo di operatore "dominante".

"La decisione di AGCOM conferma che il progetto di Vivendi di mantenere l'intero capitale di NetCo in TIM non solo non crea valore per gli azionisti, ma è considerata insufficiente dalla stessa autorità anche per un cambiamento del quadro regolatorio"", sottolinea un portavoce del Fondo Elliott, azionista della società telefonica, aggiungendo che le scelte fatte dal CdA nominato da Vivendi sino ad oggi "hanno avuto come risultato un anno di distruzione di valore e di tempo perso a spese di TIM, dei suoi azionisti, e dell'intero Paese".

Frattanto, il titolo TIM continua a soffrire in Borsa, dove sosta in prossimità dei minimi degli ultimi 5 anni raggiunti di recente, con scambi a 0,479 euro (-0,10%). Intermonte oggi ha tagliato il target price da 0,8 a 0,65 euro, sottolineando che il nodo della rete è sempre stato il pomo della discordia fra Vivendi e Elliott ed ora va fatta chiarezza. Gli analisti di Mediobanca hanno invece auspicato che il nuovo Ad Gubitosi adotti un piano più ambizioso di quello stilato da Amos Genish (Vivendi) per lo scorporo della rete, eventualmente prevedendo anche la vendita della partecipazione in NetCom. Ed anche gli analisti di Banca Akros puntano su uno scorporo "più radicale" e sul cash riveniente dalle cessioni di asset.


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