Terremoto, crescono i fondi statali per la ricostruzione delle case: l'accordo dopo il rincaro dei materiali

Verso l’innalzamento del 20% per i contributi alle abitazioni private e del 25% per le imprese

Terremoto, crescono i fondi statali per la ricostruzione delle case: l'accordo dopo il rincaro dei materiali
di Michele Di Branco
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Venerdì 22 Aprile 2022, 21:35

Terremoto, nuovi aiuti ad un passo. Governo e Regioni vicini all’accordo per la definizione del pacchetto di misure per contrastare il caro prezzi dei materiali edili che, come sta accadendo in tutta Italia, sta determinando seri problemi ai cantieri della ricostruzione post sisma 2016. Nel corso della giornata di ieri si è svolta una riunione della Cabina di coordinamento, guidata dal commissario straordinario, Giovanni Legnini. Sul tavolo l’ordinanza proposta dal commissario, che prevede l’adozione di un nuovo prezzario unico per il “cratere”, per tenere conto del rincaro dei materiali, e l’incremento del costo parametrico, ovvero degli strumenti che servono per determinare il contributo di ricostruzione, destinato ad aumentare nuovamente dopo un aumento temporaneo già deciso nello scorso mese di agosto. Tre Regioni (Lazio, Umbria e Abruzzo) sono già d’accordo sulla proposta formulata da Legnini (il contributo per la ricostruzione degli immobili aumenterebbe del 20% per le residenze private e del 25% per i siti produttivi) ma le Marche (dove si trova il 60% delle infrastrutture danneggiate) non sono ancora convinte e trattano per spuntare condizioni ancora migliori. 

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IL PASSAGGIO
L’intesa (indispensabile considerato che ci sarebbero circa 3 mila cantieri fermi o a rilento) sarebbe comunque ormai vicina ed avrebbe un impatto finanziario enorme. Si calcola infatti che l’adeguamento (che avrebbe effetto retroattivo coinvolgendo anche le spese effettuate dai proprietari a partire da luglio 2021) produrrebbe un beneficio complessivo di circa 4 miliardi di euro nell’arco di una decina di anni. Soldi fondamentali per spingere i lavori, considerato che, su 27 miliardi stimati di costo per la ricostruzione, ne sono stati investiti solo 7. In ballo ci sono ancora 40 mila immobili da far rivivere: un impegno enorme che necessita di ulteriori stimoli. «L’ordinanza – spiega chi lavora su questo delicato dossier – punta a rispondere ai problemi innescati nella ricostruzione pubblica e privata dall’aumento del prezzo di molti materiali edili, anche fino all’80%, con un aumento del contributo per le nuove domande, e consentendo un recupero dei maggiori costi a chi ha redatto i progetti sulla base dei vecchi prezzi, e ha già avviato i lavori».

In attesa dei prossimi sviluppi, la cabina di regia ha approvato i primi due bandi per gli incentivi destinati alle imprese dell’Appennino centrale colpito dai terremoti del 2009 e del 2016 previsti dal Fondo complementare Aree sisma 2009-2016. Si tratta di fondi aggiuntivi rispetto a quelli del Pnrr nazionale, e destinati a finanziare lo sviluppo del territorio ed accompagnare la ricostruzione. I bandi, che mettono a disposizione delle imprese 180 milioni di euro, sono già stati notificati alla Commissione europea per le valutazioni sull’intensità degli aiuti di Stato previsti a favore delle imprese, e dovrebbero essere pubblicati entro il mese di maggio. Le risorse di questi bandi, i primi di un pacchetto che ammonta nel complesso ad oltre 600 milioni di euro, sono destinate ai contratti di sviluppo di carattere industriale, delle attività turistiche o per la tutela ambientale nelle aree colpite dal sisma. 
 

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