GIUSEPPE CONTE

Chiude il Salone del Mobile
Conte: orgogliosi
della creatività italiana

Domenica 14 Aprile 2019
MILANO Saranno i numeri, che nelle prossime ore si raccoglieranno meticolosamente, a stabilire se la 58/ma edizione dl Salone del Mobile ha battuto il fantastico record dello scorso anno, un obiettivo difficilissimo perché all'edizione 2019 mancano le due rassegne biennali dedicate al bagno e alla cucina, seppure sostituite nell'alternanza fieristica da Euroluce e dagli arredi per uffici. Ma una sentenza è già stata pronunciata: questa edizione è stata la più bella della lunga storia del Salone e del suo rapporto con la città che oramai vive in simbiosi con Rho una movida multietnica viva e affollata giorno e notte. E poi è stata la prima edizione 'Olimpicà quella che in attesa di un responso sui cinque cerchi nel 2026, ha dimostrato come Milano sia in grado di ospitare il mondo offrendo cultura, affari, divertimento. «Milano che fa la capitale mondiale della creatività e della tecnologia ci inorgoglisce» aveva detto il Premier Giuseppe Conteinaugurando la Rassegna e sostando a lungo nell'area De Signo, installazione dedicata a raccontare il genio di Leonardo da Vinci il primo geniale designer nella storia del Made in Italy. «Sicuramente questa è stata un'edizione speciale - commenta il Presidente di Federlegno Emanuele Orsini nel momento di spegnere le luci del Salone del Mobile -. Si è visto, come non era mai accaduto prima, il fatto che le aziende si sono messe in gioco facendo prodotti e innovazioni che sono veramente il vanto del Paese». «Il resto - ha aggiunto - lo ha fatto il sistema, cioè la straordinaria simbiosi tra la Fiera e la città diventati un connubio imprescindibile e che fa la differenza con tutte le altre Fiere del mondo e quel passo in più che è stato fatto per raccontare il nostro Paese mettendoci la Storia con Leonardo e la spinta che ci dà nel vedere l'intreccio tra arte e società che ci permette di resistere alle avversità economiche che stiamo attraversando». Il settore del legno-arredo in Italia rappresenta il 5% del Pil, 42,2 miliardi di euro col 53% di arredo venduto all'estero e i buyers di che sono venuti al Salone sono arrivati da 184 paesi. «Ci dà fiducia - aggiunge Orsini - e dimostra che è il mondo a credere in noi ancora più di quanto noi crediamo in noi stessi. Il bello e ben fatto italiano non è un brand effimero: design, fashion, food, turismo, arte, hanno descritto una Milano e un'Italia pronta a ospitare le Olimpiadi». Al Salone 2019 ha trionfato poi la filosofia di prodotti realizzati con materiali che rispettino l'ambiente, sconfiggendo, con l'eccellenza della ricerca e del design, il luogo comune che il 'riciclatò sia sinonimo di prodotti poveri. «Pensare al futuro - ha spiegato Orsini - significa pensare a poter recuperare i materiali senza buttarli via mai». Il governo sembra aver raccolto l'invito a sostenere la svolta affiancando al già esistente bonus mobili un 'ecobonus' destinato alle aziende del settore che producono con materiali riciclati e agli stessi consumatori finali. © RIPRODUZIONE RISERVATA