Tav, Lega: l'analisi costi-benefici non è il vangelo. Salvini: resto della mia idea

Martedì 12 Febbraio 2019
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I lavori al cantiere della Tav a Chiomonte
E' di nuovo scontro sulla Tav. «Leggerò tutte le carte perché ho il rispetto del lavoro di tutti ma io resto della mia idea». Lo ha detto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, interpellato in serata al suo ingresso alla Camera sulla relazione costi-benefici sulla Tav.

«Su diverse modalità di attuazione della Tav» si «può ragionare» mentre «non realizzarla non la ritengo un'ipotesi percorribile», aveva detto oggi il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, ospite di SkyTg24, commentando l'analisi costi-benefici. «È un'analisi tecnica come altre, non è il Vangelo», sottolinea Molinari. «Prima di mandare a monte la Tav ci penserei bene». 

«Ci sono argomenti» dell'analisi costi benefici «su cui potremmo discutere e discuteremo attorno a un tavolo: troveremo una sintesi di buonsenso», dice il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Armando Siri, interpellato al telefono. Siri valuta «un po' fuori luogo», anche in chiave di politica ambientale, valutare come costi i mancati incassi da accise e pedaggi. Ad ogni modo, sottolinea, «è la politica a fare le scelte strategiche e di contesto. Sarebbe un peccato perdere un'occasione così importante».

«Ora abbiamo tutti i dati necessari per ridiscutere completamente l'opera, come prevede il contratto di governo, con la Francia e con l'Unione europea. L'analisi costi-benefici evidenzia l'enorme spreco rappresentato dal Tav Torino-Lione, che costerebbe 12 miliardi con una perdita secca di 7-8 miliardi: è questa l'entità del rapporto tra i costi e i benefici su un trentennio di esercizio dell'opera, tenendo conto del solo esborso per il completamento», affermano invece le deputate e i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Trasporti alla Camera. «Sia considerando lo scenario più ottimistico sui flussi sovrastimati di merci trasportate, sia considerando quello più realistico, l'esito -ribadiscono - è lo stesso: costi troppo elevati. Per rendere sostenibile l'opera il traffico merci dovrebbe essere 25 volte superiore all'attuale. E per giunta i vantaggi ambientali legati al minor traffico su strada sarebbero irrisori. Investiamo quelle risorse in Piemonte e Italia, per migliorare e potenziare il trasporto pubblico e la qualità della vita dei pendolari».

L'ordine di grandezza dei costi e delle previsioni del traffico della Tav Torino-Lione «li conoscevo ben prima di fare questa analisi, come li conoscevano tutti. E io non ero, come non lo era nessuno dei miei collaboratori, un No Tav ideologico, ero un No Tav vedendo i costi e il traffico», dice all'agenzia Adnkronos Marco Ponti, capo della commissione per l'analisi costi-benefici della Tav e professore in pensione di Economia applicata al Politecnico di Milano, rispondendo alle critiche secondo cui il gruppo di lavoro sull'analisi fosse composto solamente da tecnici contrari alla Tav. «Chi fa il mio mestiere vede i costi e il traffico di un'opera e se costa cara e passa poco traffico generalmente la risposta è "no". Poi bisogna approfondire». Ma per la Tav, ha aggiunto, «tendenzialmente i numeri erano piccoli e i costi erano tanti».

«Credo di aver fatto un buon lavoro, sono contento. Il mio mestiere è fare quel lavoro lì, è tutta la vita che predico per l'impegno civile che occorre fare i conti. Mi hanno fatto fare i conti e sono contento», prosegue ancora a Radio Capital Ponti. Quanto alle dichiarazioni del commissario per la Tav Paolo Foietta, che ha parlato di «analisi truffa», Ponti ha detto: «Quello è pagato, io no, gli farò causa, ma ormai non merita nemmeno che gli faccia causa quel signore lì».

«Non mi frega niente della vicenda attuale» ha proseguito Ponti, aggiungendo che la sua speranza è che «la cultura del fare i conti permanga come nei Paesi sviluppati, perché l'obiettivo non è la Torino-Lione, l'obiettivo principale di questa cultura è quella di fare i conti, poi la decisione è politica. L'obiettivo mio è ragionevolmente raggiunto, poi ogni parte politica strilla, ma quelli pagati dovrebbero stare un po' più zitti».

«Ha ragione chi definisce un'analisi truffa quella diffusa da alcuni settori del governo sulla Tav. Numeri approssimativi, previsioni inattendibili. Siamo di fronte ad un esercizio di negromanzia. Una sorta di rito esoterico e nello stesso tempo ideologico. Quella infrastruttura va fatta», dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI). «Non può essere isolata - aggiunge - l'Italia da una dorsale di sviluppo di collegamenti moderni che deve attraversare l'intera Europa. Sarebbe stato come se, negli anni Cinquanta, i toscani o i laziali avessero detto che l'Autostrada del Sole, Milano-Napoli non sarebbe dovuta passare sul loro territorio. Oscurantismo e spreco di risorse si realizzano con le ricette grilline. Questa gente va mandata via dal governo al più presto. Sono degli incapaci irresponsabili. La gente lo sta capendo, sia per quanto riguarda il governo nazionale con i vari Di Maio e company, sia nelle città con la catastrofica Raggi. Mandarli via non è un diritto, è un dovere».

  Ultimo aggiornamento: 21:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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