Tasse più alte, ecco chi paga. Incognita imposte locali

Sabato 29 Dicembre 2018 di Michele Di Branco
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Una stangata da 13 miliardi nel giro di tre anni. Il Consiglio nazionale dei commercialisti quantifica il costo delle misure di carattere fiscale, contenute nella Legge di Bilancio del governo M5s-Lega, che sta per ricevere l'ok definitivo dal Parlamento.

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L'indagine dell'ufficio studi dei commercialisti è un dito in un occhio nei confronti del governo e, di fatto, conferma le valutazioni sviluppate due giorni fa dall'Ufficio parlamentare di bilancio, secondo il quale nel 2019 la pressione fiscale salirà dal 41,9 al 42,4% del Pil dal 42% del 2018.

Mentre negli anni successivi, secondo i calcoli dell'organismo guidato dal presidente Giuseppe Pisauro, si arriva al 42,8% nel 2020 e al 42,5% nel 2021. I numeri dei commercialisti parlano piuttosto chiaro: dal punto di vista della pressione delle imposte, ci sarà un saldo netto di 12,9 miliardi di maggiori entrate tributarie nel periodo 2019-2021. Importi sui quali, però, precisano i professionisti, pesa «l'incognita della tassazione locale».
 


LE ALIQUOTE
Occorre aggiungere a questo proposito che la legge di Bilancio non conferma il blocco che dura ormai da tre anni (2016-2018) degli aumenti delle aliquote Irap, Imu, Tasi ed addizionali regionali e comunali all'Irpef. E questo vuol dire che se sindaci e governatori azioneranno la leva fiscale aumentando a loro volta le tasse, il conto potrebbe diventare ben più salato di quanto stimano i commercialisti. Su questo tema, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non si è espresso ieri nel corso della conferenza stampa di fine anno. Suscitando la reazione preoccupata di Confedilizia.
Il cui presidente, Giorgio Spaziani Testa, ha sollecitato l'intervento dei vicepremier Salvini e Di Maio.Tornando ai dati dell'Ordine dei commercialisti, nel dettaglio è previsto innanzitutto che nel prossimo triennio affluiscano nelle casse statali 7,3 miliardi di maggiori entrate, a seguito delle sanatorie concesse ai contribuenti infedeli che utilizzeranno una delle numerose forme di regolarizzazione agevolata contemplate nel Decreto fiscale e il provvedimento di cosiddetto saldo e stralcio inserito della manovra economica, nonché da imprese e persone fisiche che sceglieranno, spontaneamente, di avvalersi di regimi opzionali di rivalutazione, o estromissione fiscale dei beni.

Le vere e proprie tasse aggiuntive permetteranno, si legge nell'analisi, di ricavare 12,4 miliardi, e saranno applicate su banche e assicurazioni (5,6 miliardi), su imprese in generale (2,4 miliardi), sul settore del gioco d'azzardo (2,1 miliardi), sui grandi gruppi dell'economia digitale (1,3 miliardi), sui consumatori (0,6 miliardi) e sugli enti del no-profit (0,4 miliardi). A seguire, spiegano i professionisti, 6,8 miliardi saranno le note positive di riduzione del prelievo fiscale, concentrate essenzialmente sulle partite Iva individuali (4,8 miliardi) e sul settore immobiliare, dell'edilizia e degli interventi sulla casa in generale (1,8 miliardi), cui si aggiungono alcuni capitoli marginali (0,2 miliardi). L'indagine si chiude polemicamente ricordando che, a differenza di quanto previsto per le tasse locali, la manovra «consente espressamente aumenti fino al 50% dell'imposta comunale sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni».

LA REPLICA
«Non stiamo aumentando la pressione fiscale sui cittadini, l'abbiamo alleggerita» ha replicato il premier Conte, a giudizio del quale il governo «ha realizzato un'opera redistributiva privilegiando alcune fasce sociali rispetto ad altre». «A chi ti rivolgi quando devi pagare le tasse? Al commercialista. Bene, allora chiediamo ai commercialisti se la legge di bilancio ha davvero aumentato le tasse. Un governo di cialtroni» ha polemizzato su Twitter l'ex premier, Matteo Renzi. Polemica anche Forza Italia: «L'Upb, la Cgia di Mestre, i dottori commercialisti, l'Ocse: sono tutti impazziti dicendo che dal prossimo anno il carico fiscale aumenta? Ha ragione soltanto Conte o è come quello che va contromano sull'autostrada ed è convinto che siano gli altri ad andarci?»

Ultimo aggiornamento: 21:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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