Tari in bolletta? Le associazioni insorgono e il Governo è pronto a fare retromarcia

Giovedì 20 Dicembre 2018
(Teleborsa) - La tassa sui rifiuti potrebbe finire direttamente nella bolletta elettrica, proprio come accaduto già col canone Rai. La novità, prevista da un emendamento della Lega alla manovra, che non riguarderebbe tutte le amministrazioni locali ma soltanto i Comuni in situazioni di dissesto e che hanno deliberato un piano di riequilibrio finanziario, mira a contrastare la diffusa evasione ma è finita nel mirino delle associazioni dei consumatori secondo le quali più che combattere l'evasione aumenterebbe i rischi di morosità e di distacco della corrente per famiglie in difficoltà

GOVERNO PRONTO A FARE RETROMARCIA? - "A me piacerebbe, ma non so se riusciamo, c'è qualche ritrosia". Così il sottosegretario all'Economia Massimo Garavaglia, alla fine dei lavori della commissione Bilancio sulla manovra.

Contro la Tari in bolletta, infatti, per tutto il giorno, si è alzato il fuoco di fila delle associazioni dei consumatori che pur condividendo l'intento nobile a contrasto dell'evasione, puntano i riflettori sui bilanci delle famiglie già in debito di ossigeno. Per la Federconsumatori, la soluzione è "semplicemente impensabile. Condividiamo la necessità di un contrasto all'evasione, ma la strada non è certo quella di aggravare la spesa bimestrale dei cittadini, che già a fatica arrivano a fine mese. In questo modo, invece di pagare due volte l'anno (per un totale di 321,96 euro, si stima, per una famiglia media di 3 persone) i cittadini pagherebbero circa 53,50 euro in più ogni bimestre, aggravando la spesa già elevata per la bolletta elettrica, su cui già pesano oneri di sistema insostenibili e rincari elevati". © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Noi, viaggiatori compulsivi con destinazione “ovunque

di Mauro Evangelisti

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma