Taiwan chiede l'ammissione all'Oms. «Nel 2021 nonostante il Covid crescita oltre il 6%»

Taiwan chiede l'ammissione all'Oms. «Nel 2021 nonostante il Covid crescita oltre il 6%»
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Martedì 24 Maggio 2022, 15:41 - Ultimo aggiornamento: 15:56

«Esortiamo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e le parti correlate a sostenere l'inclusione di Taiwan nell'Oms e consentirle di partecipare pienamente alle riunioni, ai meccanismi e alle attività dell'organizzazione. Taiwan continuerà a collaborare con il resto del mondo per garantire che tutti godano del diritto umano fondamentale alla salute, come sancito dalla Costituzione dell'Oms. Nello spirito degli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite, nessuno dovrebbe essere lasciato indietro». E' quanto afferma Shih-Chung Chen, ministro della Salute e del Benessere di Taiwan, in un appello diffuso dall'Ufficio di rappresentanza di Taipei in Italia. La richiesta di ammissione di Taiwan all'Oms arriva in occasione della 74a assemblea dell'istituzione con sede a Ginevra che quest'anno, a causa della pandemia, si tiene in videoconferenza. 

Taiwan ha chiesto più volte, anche negli anni scorsi, di partecipare alla discussione dell'assemblea come osservatore. Una richiesta sempre respinta da Pechino che considera l'isola parte del suo territorio e non accetta deroghe al principio di «una sola Cina». Anche quest'anno Pechino ha espresso «ferma opposizione» al sostegno degli Stati Uniti per l'invito di Taiwan in qualità di osservatore. La partecipazione di Taipei all'Oms, ha ribadito nei giorni scorsi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, «deve essere gestita in base al principio di "una sola Cina"». Gli Usa, ha aggiunto, «devono smettere sollevare questioni relative all'isola».

Il segretario di Stato americano Antony Blinken aveva invece sollecitato ancora una volta l'ammissione dell'isola all'Assemblea sottolineando che «non c'è ragione giustificabile per escluderne la partecipazione» e che gli Stati Uniti continueranno a «sostenere il coinvolgimento di Taiwan nelle organizzazioni internazionali dove l'essere uno Stato non è un prerequisito». 

«Negli ultimi cinque anni, Taiwan non è stata invitata a partecipare all'Oms. Per garantire che Taiwan non venga lasciata indietro e che non vi sia alcuna lacuna nella copertura sanitaria globale, Taiwan cerca di partecipare all'Oms quest'anno in modo professionale e pragmatico, al fine di poter apportare contributi come parte dello sforzo globale per realizzare la visione dell'Oms di una rete globale ininterrotta di prevenzione delle malattie», prosegue il ministro.

Taiwan ricorda poi che a due anni dall'inizio della pandemia di Covid-19, sono stati segnalati più di 510 milioni di casi confermati e più di 6,25 milioni di decessi in tutto il mondo. Mentre le nazioni continuano a combattere la pandemia, i risultati di Taiwan sono stati largamente riconosciuti. Al 10 maggio 2022, sono stati segnalati circa 390.000 casi confermati e 931 decessi a Taiwan, su una popolazione di 23,5 milioni di abitanti. E grazie a uno sforzo congiunto del governo e del popolo, il tasso di crescita economica di Taiwan per il 2021 ha raggiunto il 6,45%.

Nel suo messaggio il ministro di Taipei afferma che il sistema di Assicurazione Sanitaria Nazionale (Nhi) di Taiwan, varato nel 1995, ha svolto un ruolo importante nella lotta contro la pandemia. La Nhi fornisce servizi sanitari completi e di alta qualità, raggiungendo una copertura universale (99,9%). «I solidi sistemi sanitari e la Nhi di Taiwan hanno salvaguardato la popolazione e garantito la stabilità sociale durante la pandemia di Covid-19. Inoltre, il database completo dell'Nhi e altri sistemi informativi aggiornati sono stati fondamentali nell’assicurare l'efficace applicazione della tecnologia digitale per la prevenzione delle malattie. Il sistema sanitario di Taiwan è stato classificato secondo nel mondo nel 2021 da CeoWorld. Nell’indagine annuale di Numbeo, Taiwan è stata classificata al primo posto tra i 95 paesi sondati nella categoria Indice di Assistenza Sanitaria per il 2021», sottolinea ancora Shih-Chung Chen.

«Taiwan - prosegue il ministro - è stata in grado di contenere la pandemia facendo in modo che le persone conducessero una vita normale e ottenendo una crescita economica positiva attraverso l'uso preciso della tecnologia, la trasparenza delle informazioni, severi controlli alle frontiere e accurati screening e indagini sui casi. Tuttavia, con la diffusione mondiale della variante Omicron dalla fine del 2021, la trasmissione comunitaria ha iniziato ad aumentare anche a Taiwan. La variante sembra essere molto più contagiosa ma causare sintomi lievi o assenti. Cercare di bloccare la trasmissione di ogni singolo caso sarebbe uno sforzo vano che inciderebbe notevolmente sui mezzi di sussistenza delle persone. Il governo ha quindi scelto di mirare all'eliminazione dei casi gravi, alla gestione dei casi lievi, alla riduzione al minimo degli impatti complessivi e alla cura dei casi moderati e gravi dall'aprile 2022. Questo nuovo modello taiwanese mira a consentire alle persone di condurre una vita normale pur mantenendo attive le misure di prevenzione delle epidemie e permettendo al paese di aprirsi con costanza».

«Il mondo oggi continua ad affrontare le sfide della pandemia, della fornitura di vaccini e della ripresa post-pandemica - conclude Shih-Chung Chen -. I paesi dovrebbero lavorare insieme e prepararsi a possibili future pandemie. Taiwan è un partner indispensabile per garantire una ripresa post-pandemica di successo. Per contenere la pandemia, Taiwan ha continuato a cooperare con altri paesi nella ricerca e sviluppo di vaccini e farmaci per il CovidD-19 e ha donato forniture mediche, come mascherine e medicinali, ai paesi in necessità. Ciò ha dimostrato che Taiwan può aiutare, e Taiwan sta aiutando».

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