Taglio tasse, gli aumenti: 100 euro tondi in più solo tra 26 e 28 mila euro

Sabato 18 Gennaio 2020 di Michele Di Branco

Un buon taglio del cuneo fiscale per oltre 4 milioni di contribuenti poco sopra i 26 mila euro di reddito, che non percepivano il bonus da 80 euro di Renzi introdotto nel 2014. E qualche beneficio aggiuntivo anche per quella stessa platea. Risultato finale: a partire da luglio, circa 16 milioni di lavoratori dipendenti saranno interessati dalla riforma fiscale di Palazzo Chigi, di cui circa 12 milioni e mezzo che avranno 100 euro al mese in busta paga (1.200 euro a regime, nel 2021) a partire, appunto, dal primo di luglio.

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Con l'entrata in vigore del taglio del cuneo fiscale voluto dal governo giallorosso tanti saranno i dipendenti che potranno godere del beneficio, tra chi già contava sul bonus degli 80 euro che ora sale a 100, circa 11,7 milioni, e i nuovi beneficiari che avranno lo sconto fiscale pieno, cioè i circa 750 mila che hanno redditi compresi i 26.600 euro e i 28 mila euro. Per questi lavoratori il beneficio nel 2020 sarà quindi di 600 euro.

Una ulteriore fascia di lavoratori, i 2,6 milioni tra 28 mila e 35 mila euro, otterrà un beneficio tra i 100 e gli 80 euro al mese, che calerà ancora (il beneficio minimo vale 192 euro all'anno), fino ad azzerarsi, per altri 950mila dipendenti che si collocano entro i 40mila euro di reddito. Il meccanismo per erogare il beneficio resterà quello del bonus per l'attuale platea (fino a 26.600 euro) mentre per i nuovi beneficiari ci sarà una detrazione.
 

Qualche esempio può essere utile a inquadrare la situazione: il mix rafforzamento bonus-detrazioni si traduce in un vantaggio in busta paga da 1.200 euro annui (100 euro al mese, ovvero gli 80 euro del bonus Renzi, più 20 euro aggiuntivi) per i redditi dagli 8.200 euro fino ai 28.000. Da questa soglia in poi, la proposta illustrata ieri ai sindacati dal ministro dell'Economia, Giovanni Gualtieri, applicherà un décalage: per i redditi fino a 29mila il beneficio scalerebbe a 1.166 annuo (+97euro mese); arriverebbe a 1.131 euro l'anno (94 euro mese) per la fascia 29 mila-30 mila e passerebbe a 1.097 (91 euro mese) per i redditi fino a 31 mila euro annui per scendere a 1.063 euro (88,5 euro mese ) per i redditi fino a 31 mila e a 1.029 (85,7 euro mese) fino a 32 mila.

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A partire dai 34 mila euro, il taglio del cuneo si tradurrà in un beneficio sotto i mille euro annui. E infatti: i lavoratori con redditi di 34 mila euro percepirebbero 994 euro (83 euro mese), 960 euro (80 euro) quelli con 35 mila euro di reddito; 768 euro (64 euro mese) fino a 36 mila euro di reddito annuo; 576 ( 48 euro mese) per i lavoratori con un reddito lordo di 37mila euro annuo; 384 euro (32 euro mese ) per i redditi fino a 38 mila; 192 (16 euro mese) per quelli fino a 39 mila euro fino ad arrivare a impatto zero per i redditi di 40 mila euro annui.

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IL FINANZIAMENTO
Per finanziare questa operazione, il governo ha messo sul piatto 3 miliardi (che diventeranno 5 miliardi nel 2021) utilizzando, come ricordato, un sistema misto. Per evitare il problema degli incapienti e per facilitare l'applicazione delle nuove regole alle imprese, ha chiarito il viceministro dell'Economia, Laura Castelli, l'importo del beneficio a 100 euro sarà realizzato con il sistema vigente per gli attuali percettori, mentre sarà introdotto un meccanismo di detrazioni per i nuovi beneficiari.

Insomma la strada del taglio del cuneo fiscale, la più gradita al Pd, ha prevalso sulla riforma immaginata dai 5 Stelle che avrebbero preferito intervenire direttamente sugli scaglioni dell'Irpef riducendoli da cinque a tre, con l'ampliamento della no tax area da 8 a 10 mila euro. In quello schema l'aliquota più alta sarebbe scesa dal 43 al 42%, quella del 41 al 37% e quella fino al 27% sarebbe stata ridotta al 23%. Costo calcolato: 4-5 miliardi e fino a mille euro l'anno i risparmi per la classe media.
 

Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 00:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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