Sconto in fattura Superbonus come si chiede? La procedura facile per iniziare subito i lavori

Superbonus 110%, lo sconto in fattura come si chiede? La procedura facile per iniziare subito i lavori
di R. Ec.
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Sabato 13 Novembre 2021, 15:53 - Ultimo aggiornamento: 17:49

Con la proroga del Superbonus 110% contenuta nell'ultima legge di Bilancio, in discussione in Parlamento, anche nei prossimi mesi ci saranno notevoli vantaggi nell'avviare lavori di efficientamento energetico dentro casa. Lo stesso vale per gli altri incentivi legati alla casa: ecobonus, bonus facciate, bonus ristrutturazioni. Con il mantenimento dello sconto in fattura poi, è possibile ottenere subito l'agevolazione che copre interamente il costo degli interventi, senza lungaggini burocratiche. 

Così si potranno ancora sbloccare i lavori di ristrutturazione delle famiglie che non hanno a disposizione liquidità sufficiente per l’avvio dei lavori, ma anche di chi risulta «incapiente» dal punto di vista delle detrazioni Irpef. Ma vediamo nel dettaglio come chiedere lo sconto in fattura.


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Per sconto in fattura si intende una modalità di rimborso che consente di ottenere uno sconto applicato direttamente sulla fattura del fornitore, invece che la detrazione fiscale sull’Irpef da diluire in 5 o addiritura 10 anni. In pratica l’azienda che fa i lavori anticipa al cliente, in una volta sola, tutta la somma detraibile dalle imposte, necessaria per coprire le spese dell’intervento. Lo sconto in fattura non deve essere confuso con la cessione del credito. Quest'ultimo, nel caso del Superbonus, è un accordo attraverso il quale viene ceduto il diritto di credito di un soggetto a un banca, che in questo modo può procedere alla riscossione dello sconto per conto del cliente (guadagnando il restante 10% oltre il costo dei lavori).

Lo sconto in fattura si può applicare agli interventi primari e secondari previsti dai vari bonus casa. E ancora: sia per i condomini, sia le singole unità immobiliari, anche se seconde case. Il contribuente deve richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione del credito d'imposta, ma solo per gli interventi che comportano la demolizione e ricostruzione dell’edificio.


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Quindi va presentata ad Enea un'asseverazione di un tecnico sui requisiti e la conguità delle spese sostenute. Se invece si tratta di lavori destinati alla riduzione del rischio sismico servirà assumere dei tecnici incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori strutturali e del collaudo statico. Loro dovranno certificare l’effettiva riduzione del rischio sismico, oltre che condurre l’analisi dei costi conseguiti.

La richiesta all'Agenzia delle Entrate

L'opzione dello sconto va poi comunicata all'Agenzia delle Entrate. Sul sito dell'Agenzia è disponibile il nuovo modello per la comunicazione delle opzioni (cessione del credito o sconto in fattura) relative alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica. Il nuovo modello recepisce le modifiche introdotte dal decreto legge n. 157/2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.269 dell'11 novembre 2021. 

Per gli interventi mirati all’efficientamento energetico, la richiesta alle Entrate non potrà essere inviata prima del quinto giorno lavorativo dopo l’ottenimento della ricevuta di avvenuto invio della comunicazione all'Enea. Questo per consentire all’Enea di inviare per tempo all’Agenzia i dati dei documenti ricevuti.

Le novità dell'ultimo decreto

L'ultimo decreto legge in materia bonus casa, il cosiddetto Dl Superbonus, ha poi introdotto una serie di controlli aggiuntivi per limitare gli abusi e le frodi nell'utilizzo degli sconti e delle loro modalità di fruizione. Le novità principali sono tre: l’obbligo del visto di conformità (deve essere apposto da un professionista qualificato) non solo per la cessione del credito o lo sconto in fattura, ma anche per il Superbonus che utilizza le detrazioni annuali, con l’eccezione dei contribuenti che presentano da soli la dichiarazione con la precompilata; la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di sospendere per 30 giorni l’efficacia delle comunicazioni su cessioni e sconto in fattura, in attesa delle verifiche; l’aumento dei poteri della stessa Agenzia su questa materia e sui contributi a fondo perduto.


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I lavori ammessi

I lavori che possono usufruire dello “sconto in fattura” sono: efficientamento energetico (lavori di riduzione fabbisogno energetico, miglioramento termico edificio, pannelli solari, sostituzione impianti riscaldamento); installazione di impianti solari fotovoltaici e di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici; ristrutturazioni edilizie (lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali, lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari), lavori antisismici (che riducono il rischio sismico nelle zone 1, 2 e 3); recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna).

Le scadenze

Per quanto riguarda il Superbonus i lavori in villette e case unifamiliari fino alla fine di quest'anno i lavori saranno coperti per tutti. Nel 2022, e fino alla fine dell'anno, potranno ottenere lo sconto del 110% solo i proprietari con un Isee inferiore a 25mila euro annui. La scadenza per i condomini, senza limiti di Isee, è invece il 31 dicembre 2023. Unica condizione prevista è che al 30 giugno 2023 i lavori abbiano raggiunto il 60%. Per il 2024 e il 2025, infine, ci sarà un sistema di riduzione graduale dell'incentivo: prima al 70% e poi al 65%, tornando in linea con l'ordinario ecobonus che esisteva prima della pandemia. 

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Il bonus facciate verrà ridotto del 60% nel 2022. Rimangono nel 2022 poi sismabonus (sconto per le unità immobiliari dal 50% al 70% e per i condomini dal 75% all'85% a seconda dei lavori) ed ecobonus (che può arrivare addirittura all’85% se si abbatte il rischio sismico), ma anche il bonus ristrutturazioni (sconto del 50%).

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