Statali, pagelle a dirigenti e funzionari per tutelare i cittadini: premi o tagli di stipendio e multe per gli operatori

Statali, pagelle a dirigenti e funzionari per tutelare i cittadini: premi o tagli di stipendio e multe per gli operatori
di Andrea Bassi
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Lunedì 26 Luglio 2021, 00:01 - Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 10:33

La norma è passata, fino a questo momento, inosservata. Due sole righe inserite nel decreto sulle semplificazioni e la governance del Recovery Plan che, in qualche modo, potrebbero cambiare il rapporto tra i cittadini e la Pubblica amministrazione. Dal momento in cui il decreto sarà convertito in legge (per ora è stato approvato alla Camera e ora arriverà al Senato in un testo considerato ormai blindato), i dirigenti pubblici dei singoli uffici dovranno non solo offrire online tutti i loro servizi, ma saranno anche obbligati a «consentire agli utenti di esprimere soddisfazione per i servizi in rete». Il sistema che viene in mente è un po’ quello a cui tutte le piattaforme, da quelle di consegna del cibo a domicilio fino a quelle di pagamento, hanno abituato i consumatori. Ossia la possibilità di dare un “voto” normalmente espresso in stelle da uno a cinque per il servizio ricevuto.

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Statali, pagelle a dirigenti e funzionari per tutelare i cittadini

Non solo. Gli stessi obblighi varranno anche per autorità indipendenti, gestori dei servizi pubblici, società in controllo pubblico. Abilitare anche i servizi on line della Pubblica amministrazione a questi meccanismi, come detto, sarà un obbligo molto stringente per i dirigenti pubblici e per le stesse amministrazioni. Nel caso in cui infatti, non dovessero ottemperare, le sanzioni sarebbero molto pesanti. I dirigenti rischierebbero un taglio della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale, che per loro costituiscono una parte importante dello stipendio, fino al 30 per cento, e nei casi più gravi persino il licenziamento. Per gli uffici inadempienti, inoltre, scatterebbe una multa che va da 10 mila fino a 100 mila euro. In realtà quello del “gradimento” dei servizi on line da parte dei cittadini, è solamente un tassello di un progetto decisamente più ampio contenuto all’interno del decreto sul Recovery appena approvato dalla Camera.

L'articolo del provvedimento

L’articolo 41 del provvedimento è intitolato “Violazione degli obblighi di transizione digitale”. Il tema, insomma, è quello più complessivo della digitalizzazione della pubblica amministrazione. L’intero articolo 41 potrebbe essere definito come un provvedimento “anti-burocrazia”. La preoccupazione del governo è che le ingenti risorse previste dal Piano di ripresa e resilienza per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, e dunque dei servizi da queste erogati, potessero essere frenati dalle resistenze interne della burocrazia. Proprio per questo nella legge sul Recovery è stato approvato un articolo che sanziona pesantemente i dirigenti che tenteranno di frenare la digitalizzazione dell’apparato pubblico.

Il meccanismo

Ad essere puniti con il taglio dello stipendio e le multe fino a 100 mila euro, infatti, non saranno soltanto quei dirigenti che non rileveranno il gradimento dei servizi da parte dei cittadini. I motivi per cui potranno scattare le sanzioni sono numerosi. Si va dalla mancata ottemperanza alla richiesta di dati, documenti o informazioni o la trasmissione di informazioni e dati parziali o non veritieri. Viene sanzionata la violazione dell’obbligo di accettare i pagamenti attraverso sistemi elettronici. Così come sarà punita la violazione dell’obbligo di utilizzare esclusivamente identità digitali per l’identificazione degli utenti dei servizi online. E ovviamente tra le ragioni per cui ci potrà essere il taglio dello stipendio e la multa c’è la violazione dell’obbligo di rendere disponibili i propri servizi in rete. Non solo. Oltre alle sanzioni, per evitare che la digitalizzazione della Pubblica amministrazione rallenti, nel caso in cui un’amministrazione o un dirigente dovessero frenare il processo non rispettando gli obblighi imposti dalla legge, viene previsto l’intervento sostitutivo del governo con la nomina di un commissario ad acta. Il governo, insomma, ha deciso di usare le maniere “forti” per procedere a tappe forzate alle digitalizzazione della Pa, considerato tra l’altro, uno dei principali obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

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