Statali, smart working solo con il Green pass. Controlli ogni giorno

Dal 15 ottobre stop a stipendio e pensione per tutti i dipendenti senza la certificazione

Statali, smart working solo con il Green pass. Controlli ogni giorno
di Andrea Bassi
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 6 Ottobre 2021, 00:02 - Ultimo aggiornamento: 22:41

I dipendenti pubblici senza Green pass non solo non riceveranno lo stipendio, il periodo di assenza «ingiustificata» dal lavoro non farà maturare per quel periodo nemmeno gli scatti, le progressioni e la pensione. È una delle principali novità contenute nella bozza delle linee guida preparate dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta e da quello della Salute Roberto Speranza, che il Messaggero ha potuto leggere. Nel testo del provvedimento si conferma la linea dura nei confronti dei dipendenti sprovvisti del certificato verde. Chi non ha il Green pass non potrà lavorare nemmeno in smart working. «Non è consentito, in alcun modo», si legge nella bozza delle linee guida, «che il lavoratore permanga nella struttura, anche a fini diversi, o che il medesimo sia adibito a lavoro agile in sostituzione della prestazione non eseguibile in presenza». Mettere in smart working lavoratori sprovvisti del certificato verde sarebbe, spiega il provvedimento, un aggiramento della norma. Insomma, si legge nel provvedimento, «non è consentito in alcun modo, in quanto elusivo del predetto obbligo, individuare i lavoratori da adibire al lavoro agile sulla base del mancato possesso di tale certificazione». E non basterà che il lavoratore dichiari di essere in possesso del Green pass. Se non è in grado di esibire il certificato sarà comunque considerato assente ingiustificato e non potrà, ancora una volta, essere messo in lavoro agile. 
Per l’accesso agli uffici pubblici, dunque, il certificato verde sarà indispensabile. E questo non vale solo per il personale. Vale anche, dicono le linee guida, per i «visitatori e le autorità politiche o i componenti delle giunte e delle assemblee delle autonomie locali e regionali». Ma c’è un’eccezione. E anche abbastanza vistosa. «L’unica categoria di soggetti esclusa dall’obbligo di esibire il green pass per accedere agli uffici pubblici», si legge ancora nel documento, «è quella degli utenti, ovvero di coloro i quali si recano in un ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare». 

Discoteche, ok del Cts: «Ma con capienza al 35%»

Green pass obbligatorio anche in Senato: taglio della diaria per i trasgressori

L’eccezione

In virtù di questa eccezione, il datore di lavoro dovrà predisporre tutte le misure di contenimento stabilite dalle competenti autorità sanitarie e dagli eventuali protocolli d’intesa stipulati con le organizzazioni sindacali, in modo da evitare che l’accesso agli uffici pubblici senza Green pass possa far nascere dei focolai di Covid. Un altro tema centrale affrontato all’interno delle linee guida, è quello dei controlli. Toccherà ai dirigenti apicali degli uffici organizzare le verifiche sul possesso dei certificati verdi da parte dei dipendenti. Ci saranno due modi di procedere. Il primo è direttamente ai tornelli, per quelle amministrazioni che sono in grado di dotarsi di strumenti automatizzati di verifica. 

Ma se questo non sarà possibile, allora ciascun dirigente responsabile di un dipartimento, un ufficio o un servizio, deve procedere, a campione, almeno con cadenza giornaliera, a verificare il possesso del Green pass del proprio personale (attraverso l’app VerificaC19) in misura percentuale non inferiore al 30 per cento di quello presente in servizio, assicurando, spiegano le linee guida, che tale controllo sia effettuato, nel tempo, in maniera omogenea con un criterio di rotazione, su tutto il personale dipendente e, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa. 

Dovranno poi essere muniti di Green pass anche tutti i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia o quelli di ristorazione, il personale dipendente delle imprese di manutenzione che, anche saltuariamente, accedono alle infrastrutture, il personale addetto alla manutenzione e al rifornimento dei distributori automatici di generi di consumo (caffè e merendine), il personale chiamato anche occasionalmente per attività straordinarie, nonché consulenti e collaboratori, oltre ai prestatori e i frequentatori di corsi di formazione. 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA