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Statali, manca un dipendente su tre: Stato a corto di personale. Pa sotto di 900mila unità

Al Fisco servono 15 mila dipendenti, all’Inps altri 6 mila, alla Giustizia 9 mila. Nonostante assunzioni e sblocco del turnover

Statali, manca un dipendente su tre: Stato a corto di personale. Pa sotto di 900mila unità
di Andrea Bassi
5 Minuti di Lettura
Lunedì 18 Luglio 2022, 01:48 - Ultimo aggiornamento: 14:30

 Provateci voi. Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate non ci è andato liscio. La sfida è questa: far funzionare una qualsiasi azienda privata con poco più della metà del personale necessario. In quanti ci riuscirebbero? Pochi. Eppure la situazione in cui si trova ad operare, ormai da anni, il Fisco italiano è questa. La pianta organica prevede che ci siano 44 mila dipendenti impegnati a scovare gli evasori e a fare tutto il resto del lavoro. La realtà dei fatti che a timbrare il cartellino ogni mattina ci sono solo 29 mila persone. I quindicimila che mancano sono caduti sotto la mannaia decennale della spending review. «È come scegliere allegramente di segare il ramo sul quale siamo seduti», ha commentato sarcastico Ruffini. Il caso del Fisco non è un caso isolato. E per rendersene conto, basta avere la pazienza di sfogliare i Piao, i piani integrati delle amministrazioni voluti dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta

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IL MONITORAGGIO
In quasi tutti quelli pubblicati la “carenza” media degli organici è del 30 per cento. A voler fare un conto della serva, siccome la Pubblica amministrazione ha poco più di 3 milioni di dipendenti, significa che ne mancano tra 900 mila e un milione. Un conto che però è probabile non sia lontano dal vero. Qualche tempo fa, ascoltato in audizione in Parlamento, Brunetta aveva spiegato che alla fine di questo decennio lui vedeva una Pubblica amministrazione più vicina ai 4 milioni di dipendenti che ai tre. Un milione in più, appunto.

E per questo ha rilanciato le assunzioni sbloccando il turn over. Ma intanto la macchina resta, come spiegano i Piao, in affanno.  Prendiamo il Piano del ministero della giustizia, illustrato una quindicina di giorni fa ai sindacati. «L’attuale dotazione organica dell’amministrazione giudiziaria», c’è scritto, «risulta appena sufficiente, se non proprio inadeguata, per poter assicurare i rilevanti compiti istituzionali e i servizi all’utenza che alla stessa fanno carico». Mani in alto ci arrendiamo, insomma. Solo che è una resa a caro prezzo. Poco più di due anni fa a Torino, l’allora ventisettenne Said Mechaquat accoltellò mortalmente un passante, Stefano Leo. 


Il punto è che Mechaquat era già stato condannato a un anno e mezzo senza sospensione della pena. Non doveva stare per strada, ma già da tempo in carcere. «Ci sono quarantamila sentenze passate in giudicato che attendono di essere ancora eseguite», dice Massimo Battaglia, segretario generale di Unsa-Confsal, il più grande sindacato della giustizia. «La carenza di personale di cancelleria è drammatica», aggiunge. Nei tribunali il Pnrr ha provato a dare una mano, inserendo 16.500 dipendenti a termine, 8.125 dei quali già in servizio. «Ma per ora», prosegue Battaglia, «non sta funzionando. Molti sono nelle cancellerie, molti altri messi a non fare nulla per carenze organizzative». Secondo il Piao del ministero della Giustizia, la dotazione organica dovrebbe essere di 43 mila persone, in servizio ce ne sono 34 mila. Mancano insomma, novemila e passa dipendenti. 
Lo sblocco del turn over, pure fortemente voluto dal ministro Brunetta, pare non bastare a recuperare oltre un decennio di assunzioni congelate che hanno portato, tra le altre cose, ad un invecchiamento drammatico del personale in servizio nella Pubblica amministrazione, la cui età media è ormai di 50 anni. L’Agenzia delle Dogane ha compiti rilevantissimi. Dal controllo delle frontiere, all’amministrazione dei giochi, fino a tabacchi e alcol. Anche qui, però, la situazione è quella di una macchina a cui da anni manca una ruota. «La carenza media di personale», si legge nel Piao, «è del 28%». 


I PASSAGGI
La dotazione organica dovrebbe essere di oltre 12.500 persone. In servizio ce ne sono 9 mila. Nemmeno la ripresa vigorosa dei concorsi per i prossimi tre anni basterà a colmare il divario. Nel 2024 la previsione è di arrivare a poco più di 10.600 dipendenti. All’Inps i posti scoperti sono 6 mila su 24 mial. «All’agenzia delle Entrate manca un terzo del personale e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che tra le altre cose è deputata alla protezione del Made in Italy dalle contraffazioni, siamo nelle medesime condizioni», dice Marco Carlomagno, segretario generale della Flp. «E il resto della Pa», prosegue, «soffre anzianità degli addetti e carenze endemiche. Diventa difficile, in queste condizioni, anche solo garantire il rispetto dei diritti fondamentali di cittadini e imprese». Una mano dovrebbe arrivare anche in questo caso dal Pnrr. Per il piano il governo ha dato mani libere ad assunzioni a termine a valere sui soldi destinati ai progetti. Le amministrazioni ci stanno provando in tutti i modi ad assumere, anche grazie allo sblocco del turn over voluto da Brunetta. Sempre più spesso però, non riescono a trovare le persone di cui hanno bisogno e i concorsi non riescono a coprire i posti messi a bando. Ma questa è un’altra storia. 
 

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