Statali, scatti di carriera per merito: ma i dipendenti hanno tutti voti alti, cosa cambia

Statali, scatti di carriera per merito, ma i dipendenti hanno tutti voti alti. Carriera e scatti: che cosa cambia
di Andrea Bassi
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Giovedì 9 Settembre 2021, 21:51 - Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 11:17

Un altro tassello del rinnovo del contratto degli statali è stato posato. Durante l’incontro di ieri l’Aran, l’Agenzia che negozia al tavolo del rinnovo per il governo, ha presentato una nuova proposta per riscrivere l’ordinamento professionale dei lavoratori delle funzioni centrali. In pratica lo sviluppo delle carriere. Per i dipendenti arriveranno degli scatti economici ogni due o tre anni, in base alle competenze e alle professionalità maturate. 

 

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Dipendenti statali verso il rinnovo del contratti


Per poter concorrere all’aumento, bisognerà non aver avuto alcuna valutazione negativa negli ultimi tre anni. Per poter accedere all’aumento, che nella bozza viene definito «differenziale stipendiale», bisognerà candidarsi a una procedura selettiva. Per ogni amministrazione ci sarà solo un tot massimo di differenziali stipendiali. Solo chi ha maturato più competenze e ha avuto i giudizi migliori negli ultimi anni potrà accedere all’aumento. In realtà è previsto una sorta di “correttivo” per l’anzianità. Perché non si potrà concorrere ogni anno ai differenziali stipendiali, ma solo ogni due o tre anni. Con la riforma dell’ordinamento professionale, dunque, scompariranno le fasce retributive. Questo avrà anche un’altra conseguenza. Oggi chi ha raggiunto la fascia massima all’interno della sua area, per poter ottenere un nuovo aumento può soltanto concorrere a un passaggio all’area superiore.

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IL MECCANISMO


Con il nuovo ordinamento invece, questo limite salta. E dunque sarà possibile accedere ad aumenti continui anche senza la necessità di dover salire di area. Le aree, viene inoltre confermato, diventeranno quattro al posto delle attuali tre per far posto all’area delle alte professionalità. Anche le tre aree preesistenti cambieranno nome. Quella che oggi si chiama prima area diventerà «area degli operatori», quella che oggi è la seconda area, si chiamerà «area degli assistenti», e quella che oggi è la terza area, sarà ribattezzata «area dei funzionari».

 
Non tutti i problemi però, sembrano ancora risolti. Due in particolar modo: quello dei soldi e quello delle valutazioni. Gli aumenti legati al merito dovranno essere finanziati con i fondi delle amministrazioni. Fondi che sono stati recentemente sbloccati dal decreto sul reclutamento, dopo che per anni sono restati inchiodati per legge ai valori del 2016. Questo sblocco, tuttavia, dovrà tener conto dell’equilibrio delle finanze pubbliche. Durante l’estate il Ragioniere generale dello Stato, Biagio Mazzotta, aveva stimato che lo sblocco dei fondi sarebbe costato tra i 2 e i 3 miliardi di euro, lasciando intendere che la norma del decreto sul reclutamento, senza la necessaria copertura finanziaria, non sarebbe stata sufficiente a liberare i fondi.

 
Una quantificazione e una valutazione che, tuttavia, l’Aran non ha mai condiviso. Non solo. Nel Patto firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta con i sindacati, è previsto che nella prossima manovra vengano stanziati dei fondi sufficienti a finanziare le nuove carriere. L’importo però, al momento non è noto. La seconda questione riguarda le valutazioni di merito affidate ai dirigenti per gli scatti economici. Non è un mistero che in buona parte della Pubblica amministrazione oggi la quasi totalità dei dipendenti ha un punteggio massimo o vicino al massimo. È ipotizzabile, insomma, che anche sulla valutazione dei dipendenti arrivi qualche novità.

Il prossimo incontro tra l’Aran e i sindacati è stato fissato per mercoledì prossimo quando sul tavolo arriverà uno dei capitoli più spinosi della trattativa: lo smart working. Il contratto dovrà dettare le regole per quei pochi o tanti che rimarranno a lavorare da remoto dopo il rientro generalizzato in ufficio che dovrebbe arrivare ai primi di ottobre.

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