Statali, "scatti" da 2.200 euro: incentivi legati a merito ed età, sarà più facile fare carriera

Aumenta l’importo dei nuovi incentivi che saranno legati al merito e all’anzianità

Statali, "scatti" da 2.200 euro: con il nuovo contratto sarà più facile fare carriera
di Andrea Bassi
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Domenica 12 Dicembre 2021, 23:13 - Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre, 19:38

Due giorni per provare a chiudere il primo rinnovo del contratto degli statali, quello delle Funzioni centrali, che comprende i ministeri, le agenzie fiscali e gli enti pubblici non economici come Inps e Inail. Con la “variabile” però, dello sciopero proclamato da Cgil e Uil contro la manovra del governo guidato da Mario Draghi. Il negoziato tra l’Aran e i sindacati riprenderà oggi e proseguirà domani. Sul tavolo c’è l’ultima bozza portata da Antonio Naddeo, il presidente dell’Aran. L’intenzione è «verificare» se ci sono le condizioni per chiudere l’accordo. Altrimenti le trattative saranno sospese e il contratto delle Funzioni centrali slitterebbe al prossimo anno. Nell’ultimo testo consegnato ai sindacati, l’Aran ha deciso di fare alcuni altri passi per andare incontro alle sigle. Il primo riguarda le «progressioni economiche orizzontali». Si tratta dei nuovi “scatti” introdotti nel contratto con la riforma dell’ordinamento professionale, e che saranno in parte legati al merito (la valutazione peserà per il 40 per cento) in parte all’anzianità di servizio. Lo “scatto” per un funzionario della terza area salirà a 2.200 euro lordi annui, quello per gli assistenti della seconda area a 1.200 euro lordi annui e quello per gli operatori della prima area a 800 euro. Chi per sei anni consecutivi non ha ottenuto “scatti”, avrà un punteggio aggiuntivo per concorrere, anche se non ha ricevuto valutazioni positive. 

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IL PASSAGGIO
Chi invece ha ottenuto già uno scatto, dovrà attendere tre anni per poter concorrere al successivo. C’è un altro punto considerato rilevante modificato nell’ultima bozza di contratto proposta dall’Aran. Alla prima applicazione del nuovo ordinamento professionale, verranno semplificati i passaggi tra le varie aree. Le promozioni, insomma, saranno più facili. Potranno avvenire in deroga al possesso del titolo di studio, ma considerando l’anzianità di servizio. Cosa significa esattamente? Un operatore della prima area (un commesso di un ministero, o un usciere), potranno passare nella seconda area, quella degli assistenti (che per esempio comprende chi lavora allo sportello), senza la necessità di avere il diploma di scuola superiore come richiesto dai requisiti di accesso dall’esterno. Basterà aver maturato un’esperienza di almento otto anni all’interno della prima area. Lo stesso vale per il passaggio dalla seconda area alla terza, quella dei funzionari. Oggi questo passaggio implica il possesso della laurea. Con l’entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale, chi si trova nella seconda area potrà essere “promosso” alla terza anche se non ha il titolo. Basterà aver maturato almeno 10 anni di esperienza. Si tratta di requisiti ammorbiditi rispetto alle bozze precedenti, quando i requisiti di esperienza erano indicati rispettivamente in 10 anni per i passaggi da prima a seconda area, e 15 anni dalla seconda alla terza. Con il nuovo ordinamento professionale, poi, nascerà anche una quarta area, quella delle elevate professionalità. Una sorta di area “quadri”. All’inizio sarà vuota, poi man mano accoglierà gli esperti che saranno assunti per il Recovery plan. Lo stipendio sarà composto da una retribuzione tabellare, una di posizione e una di risultato e, complessivamente, sarà di circa 60 mila euro lordi annui.

LE SIMULAZIONI
C’è poi il tema degli aumenti tabellari, quelli che andranno a tutti i dipendenti del comparto. L’aumento medio sarà del 4,15%. Si andrà da un minimo di 60 euro per la prima area a un massimo di 114 euro per la terza. Nelle buste paga dei dipendenti ministeriali, delle agenzie e degli enti pubblici non economici, il prossimo anno arriveranno insomma, sempre se il contratto sarà firmato, degli aumenti mensili netti di rilievo. Anche grazie al contemporaneo taglio delle aliquote Irpef deciso dal governo e che sarà inserito in manovra. Secondo le stime elaborate dal Messaggero (si veda tabella in pagina), per i funzionari della terza area si andrà da aumenti di 87 euro netti mensili per il ministero della Pubblica istruzione, fino ai 137 euro netti del ministero della Salute. Solo di poco superiori ai 136 euro netti mensili che andrebbero invece ad incrementare il cedolino dei funzionari del ministero dell’Economia. A seguire ci sarebbero gli aumenti per il ministero dello Sviluppo economico, con 115 euro mensili, e quelli per il ministero delle Politiche agricole, 113 euro mensili. 
 

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