Stallo Recovery Fund: braccio di ferro Parlamento Europeo-Consiglio

Venerdì 9 Ottobre 2020

(Teleborsa) - Cresce pericolosamente l'asticella della tensione tra Parlamento europeo e Consiglio sul delicato negoziato per il bilancio Ue 2021-2027 e il piano Next Generation Eu (NGEU), di cui il Recovery Fund è, di fatto, il principale pilastro. Così, alla fine di una giornata a dir poco tesa, è arrivato lo stop ai negoziati.

Il rischio che le risorse pensate per risollevare le economie dei Paesi membri travolti dall'emergenza coronavirus possano slittare è più che una ipotesi. C'è però un'ultima chance: si guarda già al prossimo vertice europeo fissato per il 15-16 ottobre sperando che arriva la fumata bianca.

A far saltare il banco la richiesta del Parlamento di aumentare gli stanziamenti su ben 15 capitoli di spesa della proposta di bilancio, tra cui i programmi per la digitalizzazione, il lavoro e il sociale. Non solo: bisogna anche rafforzare il legame tra rispetto delle regole dello stato di diritto ed erogazione dei fondi europei, aspetto che tocca direttamente Polonia e Ungheria, sotto la lente per le norme con cui, secondo la Commissione, sono stati messi in discussioni alcuni principi democratici fondamentali.

A dar fuoco alle polveri nella mattinata di ieri il Presidente della commissione Bilancio all'Eurocamera, Johan van Overtfeldt, che si è detto "deluso" dalla proposta di compromesso inviata dalla presidenza di turno tedesca del Consiglio. A suo dire, "nonostante i sei dialoghi trilaterali, il Consiglio non si è mosso e non c'è niente di nuovo nella sua proposta".

Non ci sta la Germania, che tramite un tweet del Portavoce della Rappresentanza del Paese Sebastian Fischer definisce "deplorevole" il fatto che il Parlamento "abbia perso l'occasione di portare avanti i negoziati sul bilancio Ue per il 2021-2027.

Trattativa, dunque, in salita. Ma il Ministro dell'Economia Gualtieri getta acqua sul fuoco e intervistato a Porta a Porta prova a sdrammatizzare: "Sono normali schermaglie negoziali".

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