Snam punta sul vettore energetico pulito del futuro, al via «The Hydrogen Challenge»

Snam punta sul vettore energetico pulito del futuro, al via «The Hydrogen Challenge»
3 Minuti di Lettura
Giovedì 10 Ottobre 2019, 14:30 - Ultimo aggiornamento: 16:56

Snam scommette sull'idrogeno e sulle sue potenzialità. È il tema al centro dell'iniziativa «The Hydrogen Challenge – 2019 Global ESG Conference» organizzata dalla società italiana a Roma con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Nel corso dell'evento l'amministratore delegato di Snam Marco Alverà ha parlato dei progetti e degli investimenti sull'idrogeno, considerato il vettore energetico pulito del futuro. Dopo l'avvio ad aprile della sperimentazione di
una miscela di idrogeno al 5% e gas naturale nella rete di trasmissione servendo due aziende della zona di Contursi Terme (Salerno), «entro fine anno introdurremo nella rete di trasmissione del gas naturale un mix di idrogeno al 10% sempre in Campania», ha annunciato Alverà. 

«Sono proprio le regioni del Sud Italia, dalla Campania alla Puglia alla Sicilia, ricche di energia rinnovabile, quelle che potrebbero favorire l'affermazione dell'idrogeno come nuovo vettore di energia pulita nonché nuove opportunità di sviluppo e occupazione», ha spiegato il numero uno di Snam. 

Nel corso della mattinata, che ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è stato presentato lo studio Snam-Mckinsey che espone le grandi prospettive di sviluppo dell'idrogeno. Questa fonte di energia sostenibile- che può essere generata a partire da energia rinnovabile e quindi trasportato, immagazzinato e utilizzato come un gas- potrebbe arrivare a coprire in Italia quasi un quarto (23%) della domanda di energia nazionale entro il 2050 in uno scenario di decarbonizzazione al 95%. 

Il maggior potenziale di utilizzo di idrogeno riguarda il settore dei trasporti (camion, bus e treni), quello residenziale
(riscaldamento) e alcune applicazioni industriali (raffinazione e processi che richiedono elevate temperature). Secondo la ricerca, il costo dell'idrogeno potrà essere competitivo già entro il 2030 e l'Italia potrebbe importarlo dal
Nord Africa, a un costo inferiore del 14% rispetto alla produzione domestica. In particolare potrebbero essere disposti pannelli solari nei Paesi dell'Africa settentrionale per poi importare idrogeno in Sicilia attraverso i tubi esistenti.

Snam, inoltre, nel corso dell'iniziativa ha annunciato l'avvio del programma «Snam plastic less», finalizzato a ridurre del 100% l'utilizzo della plastica negli imballaggi industriali entro il 2023 ed eliminare dal 2020 la plastica monouso nei distributori di bevande in tutte le sedi aziendali.

Nella mattinata, infine, il gruppo ha firmato due accordi sui temi dell'energia sostenibile e dell'innovazione. Il primo è un memorandum of understanding con l'Autorità per l'Innovazione di Israele mirato a favorire la collaborazione tra Snam e le aziende israeliane, in particolare start-up, nelle tecnologie innovative al servizio della green economy. Il secondo, invece, è un accordo quadro Snam-Cnr finalizzato a progettualità e analisi comuni per lo sviluppo dell'idrogeno e in generale dei gas rinnovabili e della modalità sostenibile. La collaborazione, in particolare, prevede l'avvio di un tavolo di lavoro congiunto per valutare studi di compatibilità di quantità crescenti di idrogeno nelle infrastrutture gas e nella mobilità, analisi di processi di cattura, trasporto e stoccaggio dell'anidride carbonica, studi di nuove tecnologie nel settore del biometano e in generale del low-carbon gas. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA