Smart working prorogato fino a dicembre: ecco chi può ottenerlo (e come)

La misura è destinata ai fragili e ai genitori di figli con meno di 14 anni

Il ministro Orlando strappa la proroga dello smart working
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Martedì 13 Settembre 2022, 17:50 - Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 21:32

Ora è ufficiale. È «prorogato fino al 31 dicembre lo smart working per i fragili e per i genitori di figli con meno di 14 anni». Lo annuncia su Twitter il ministro del lavoro Andrea Orlando, facendo riferimento all’emendamento al dl aiuti bis con la proroga all’esame del Senato. «In diverse occasioni, negli scorsi mesi, avevo proposto la proroga e mi ero impegnato affinché fosse approvata: promessa mantenuta», aggiunge.

LA MODIFICA

La misura, spiega il ministro, «rappresenta un intervento fondamentale per tutelare le persone più fragili, i genitori con figli piccoli e continuare a garantire migliore conciliazione del tempo vita-lavoro grazie alla modalità agile». La misura, aggiunge, è stata possibile «grazie a risorse del Ministero del lavoro». Il lavoro per entrambe le figure è scaduto il 30 giugno e l’emendamento sposta questo termine al 31 dicembre 2022. Agli oneri derivanti da questa modifica - si legge nell’emendamento - si corrisponde con 18,66 milioni per il 2022, che verranno coperti per 8 milioni attraverso il Fondo sociale per l’occupazione del Ministero del lavoro e 10,66 milioni con riduzione del Fondo per le politiche attive del lavoro.

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LO STUDIO

I benefici qualitativi dello smart working sono per molti un dato acquisito. Ma quelli quantitativi? In soli sei mesi di smart working parziale, 300 dipendenti di 11 aziende hanno evitato emissioni di CO2 pari a quelle assorbite in un anno da una foresta di 32 ettari. A fare questi calcoli ci ha pensato “Smart & Value”, il progetto nato dalla partnership tra Stantec e Dilium con il “Sustainability & Circular Economy Lab”, in collaborazione con l’università di Bologna e Manageritalia Emilia-Romagna. L’iniziativa ha coinvolto 11 aziende del territorio bolognese e di altre parti d’Italia, per un totale di circa 300 dipendenti, che per un anno si sono impegnate a misurare il proprio modello di smart working in termini di impatto di Co2 nell’atmosfera, km percorsi, tempi di viaggio, costi per i dipendenti e per l’azienda, produttività.

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