SI.N.PRE.F, strumenti più efficaci per i Commissari nei Comuni sciolti per mafia

Domenica 18 Novembre 2018
(Teleborsa) - Aemilia, il più grande processo di Mafia sinora celebrato nel Nord Italia che si è concluso in primo grado il 31 ottobre scorso a Reggio Emilia con 118 condanne per complessivi 1223 anni di reclusione, colpendo quasi tutti gli imputati. Infiltrazioni nel settentrione della 'ndrangheta calabrese che hanno interessato, danneggiandolo, parte di quel mondo economico e imprenditoriale di questa parte della Regione Emilia Romagna, zona ricca e fortemente industrializzata.

Lo strumento oggi disponibile per fonteggiare realtà locali colluse con fenomeni mafiosi è lo scioglimento dei Comuni da parte del Ministero dell'Interno, con la nomina di tre Commissari (funzinari di prefettura), dopo gli accertamenti di una Commissione di accesso appunto di nomina ministeriale. Per "potenziare il contrasto" all'attività della criminialità organizzata sono in studio avanzato proposte tali da rendere più efficace l'azione delle Prefetture, tra le quali la "non ricandidabilità degli Aministratori locali per 10 anni, il commissariamento delle società partecipate e la costituzione di un Albo di funzionari altamente "specializzati" in commisariamenti.

Così non a caso a Reggio Emilia, in pratica all'indomani della sentenza, il SI.N.PRE.F, l'Associazione sindacale dei funzionari prefettizi, ha organizzato una "tavola rotonda" sul tema "La riforma della disciplina delle gestioni commissariali", ovvero dello strumento dello scioglimento di quei Comuni dove l'attività amministrativa risulta condizionata da influenze di personaggi legati o vicini a organizzazioni cosiddette appunto mafiose, sia che si tratti di Mafia propriamente detta, che Camorra e 'Ndrangheta.

Sono al momento 45 i Comuni italiani commissariati per Mafia, e tra i più a Nord dei quali è stato fino a poco tempo Brescello, il Comune dell'Emilia Romagna noto per i pernonaggi del parroco Don Camillo e del sindaco comunista Peppone, figli nell'immediato dopoguerra della penna di Giovannino Guareschi.

L'iniziativa ha costituito una preziosa occasione di confronto sulle esigenze di riforma per l'affermazione del principio di legalità, la tenuta dello Stato di diritto e il risanamento dell'Ente locale. Tema di importanza decisiva per il Paese e per l'Amministrazione dell'Interno, oltre a presentare notevoli riflessi per la stessa carriera prefettizia.

Nutrita e qualificata la partecipazione a un'iniziativa su una questione quanto mai attuale e particolarmente sentita, fortemente voluta dal Segretario del sindacato, Antonio Giannelli. Presenti, tra gli altri, Maria Edera Spadoni (vice Presidente Camera), Carlo Sibilia e Luigi Gaetti (Sottosegretario all'Interno), Gianmaria Manghi (Sottosegretario Regione Emilia Romagna), Elisabetta Belgiorno (Prefetto Capo Dipartimento Affari Territoriali), Veronica Nicotra (Segretario generale ANCI), oltre a numerosi Prefetti e vice intervenuti da tutta Italia.

A far gli "onori di casa" Maria Forte, Prefetto di Reggio Emilia. "E' noto a tutti che le comunità territoriali vivono con disagio i commissariamenti - ha esordito Maria Forte - e occorre dunque, a mio avviso, trovare soluzioni che corrispondano opportunamente alle esigenze del territorio. E' importante comprendere se poi siano necessari ulteriori strumenti di monitoraggio successivi, senza tuttavia intaccare l'autonomia dell'Ente".

"Per noi che abbiamo sempre ritenuto che lo Stato debba manifestare in pieno il proprio ruolo quando si scioglie un Ente locale per così gravi motivi - ha detto il Segretario SI.N.PRE.F. Antonio Giannelli - occorre potenziare ulteriormente l'azione dei commissari. Troppo spesso questi funzionari arrivano, infatti, a distanza di mesi, con la conseguenza che i commissari restano isolati in ambienti ostili che attendono solo che vadano via. Fondamentale, dunque, il ruolo delle Prefetture nel supportare l'azione dei Commissari, contribuendo, ad esempio, all'individuazione di un nuovo segretario comunale nel caso fosse opportuno interrompere il rapporto con quello precedente".

Giannelli ha anche avanzato la proposta che i Commissari possano utilizzare il denaro oggetto di confisca per avviare la realizzazione di opere pubbliche nei Comuni sciolti per Mafia. "Noi funzionari di prefettura - ha sottolineato il Segretario SI.N.PRE.F.- dobbiamo scrollarci di dosso l'impressione dei cittadini che ci vedono principalmente nel ruolo di quelli che alzano le loro tasse".

Da parte sua, il Sottosegretario Carlo Sibilia ha assicurato tutto il supporto del Governo per attivare gli strumenti necessari proprio per potenziare l'azione dei Commissari. "Una volta che è stato disposto l'accesso dal Ministero - ha sottolineato Sibilia - il Comune interessato non potrà più avvalersi della patente di onestà". © RIPRODUZIONE RISERVATA

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