Sfratti bloccati, ira proprietari: zero risarcimenti, ma per molti soldi indispensabili

Sfratti bloccati, ira proprietari: zero risarcimenti, ma per molti soldi indispensabili
di Francesco Bisozzi
8 Minuti di Lettura
Giovedì 31 Dicembre 2020, 07:57 - Ultimo aggiornamento: 13:12

ROMA Se avessero potuto fare una domanda al premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di fine anno, i proprietari di immobili gli avrebbero probabilmente chiesto se ha valutato attentamente le conseguenze che provocherà la proroga del blocco degli sfratti al 30 giugno. La decisione di sospendere gli sfratti era stata presa durante il primo lockdown: il blocco sarebbe dovuto durare fino all'estate, ma il governo lo ha prima esteso al 31 dicembre e poi con il Milleproroghe al 30 giugno.

L'ennesimo stop equivale a una dichiarazione di guerra agli occhi dei proprietari di immobili, molti dei quali in questi giorni hanno scritto al Messaggero per far sentire la loro voce: alcune lettere (più di 100 ne sono giunte in redazione) sono pubblicate in coda all'articolo.


Per tanti il canone di locazione costituisce l'unica fonte di reddito e adesso non riescono più ad andare avanti. I proprietari ritengono innanzitutto che la misura sia poco selettiva, dal momento che ne beneficiano pure gli inquilini che avevano smesso di pagare l'affitto prima dell'inizio dell'emergenza e non solo quelli caduti in rovina per effetto del virus. Si sentono per la maggior parte abbandonati al loro destino: nonostante molti di loro non riscuotano da mesi l'affitto a causa della pandemia, finora non hanno avuto diritto a nessun ristoro. Confedilizia, la storica associazione dei proprietari, ha più volte fatto notare l'insostenibilità della situazione che si è venuta a creare per le persone che vivono di investimenti immobiliari. Il governo però alla fine ha optato per una soluzione che di fatto legittima situazioni di illegalità consolidate, come sottolinea il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa.


Le vittime


Tra le vittime del blocco degli sfratti ci sono famiglie rimaste senza lavoro che senza riscuotere l'affitto non arrivano a fine mese, proprietari alle prese con inquilini che non pagano da prima che comparisse il Covid-19 e che hanno approfittato della pandemia e del paracadute dello Stato per continuare a occupare l'immobile in cui si trovano, lavoratori che hanno investito i risparmi di una vita per comprare l'appartamento dei loro sogni ma che poi non hanno potuto varcare la soglia della loro nuova casa visto che i vecchi inquilini una volta deflagrata l'emergenza sanitaria non si sono più trasferiti. La proroga vale limitatamente ai provvedimenti di rilascio adottati per mancato pagamento del canone alle scadenze e ai provvedimenti di rilascio conseguenti all'adozione del decreto di trasferimento di immobili pignorati e abitati dal debitore e dai suoi familiari.

I proprietari di immobili hanno chiesto a più riprese che il blocco invece non facesse presa sulle sentenze esecutive di sfratto pronunciate prima del lockdown e premono affinché vengano messi in pista adeguati ristori a favore di tutti i proprietari che ospitano inquilini divenuti morosi per effetto della pandemia. Così il presidente di Confedilizia: «La proroga in pratica porta a quasi un anno e mezzo il periodo di requisizione di immobili privati, appartenenti nella massima parte a famiglie di piccoli risparmiatori. Il tutto senza alcun risarcimento in favore dei proprietari, a cui è stato persino chiesto di continuare a pagare l'Imu».

Se il blocco sarà confermato, Confedilizia teme che molti proprietari abbandoneranno l'affitto tradizionale, a tutto svantaggio delle famiglie in cerca di casa e con grave danno per l'intera economia. «Il mercato immobiliare ne uscirà fuori paralizzato. Molti terranno la loro casa vuota, in attesa per esempio di cederla a un figlio. Per questo riteniamo che la strada da seguire non sia quella del blocco degli sfratti. Occorre individuare le situazioni di difficoltà e disporre interventi di sostegno a carico dello Stato e non dei privati cittadini», continua Giorgio Spaziani Testa. La proroga del blocco degli sfratti era stata chiesta a gran voce dai sindacati inquilini, che alla fine sono stati accontentati.


Tam tam sui social


La protesta dei proprietari si sta diffondendo anche sui social. Su Facebook per esempio fioriscono gruppi di titolari di immobili occupati che avevano una situazione di sfratti esecutivi già prima del lockdown e che a causa del Milleproroghe si vedono ora costretti ad aspettare altri sei mesi. L'amministratrice di uno di questi gruppi, Eva Z., ci spiega: «Per molti di noi le case in oggetto di sfratto rappresentano l'unica fonte di reddito. La situazione è grave. Vorremmo che il governo ascoltasse le nostre richieste: la proroga va ridotta a 3 mesi se non è possibile eliminarla del tutto, servono ristori per i proprietari e lo stop al pagamento dell'Imu per il periodo in cui la sospensione sarà valida».

Le lettere dai nostri lettori

La coppia

«Gli inquilini morosi e adesso la malattia»

Questo è un grido d'aiuto per i miei genitori. Mi chiamo Daniela: mia mamma ha 64 anni e mio padre ne farà 67 a breve, versano in condizioni economiche difficili, però lo Stato non li aiuta. Sono proprietari di due appartamenti, ma non sono ricchi: in uno di questi ci abitano, mentre l'altro lo hanno dato in locazione a inquilini che si sono presto rivelati morosi. I miei non lavorano, non prendono ancora la pensione visto che non hanno raggiunto la soglia di età necessaria e da ormai più di un anno non incassano nemmeno l'affitto della casa che hanno locato per avere i soldi per vivere. Più precisamente, mio padre non percepisce la cifra che gli spetta da settembre dell'anno scorso: si è rivolto a un avvocato per far si che il giudice gli concedesse lo sfratto per morosità e così è stato, era gennaio di quest'anno, subito prima del lockdown, però a giugno (dopo il pagamento dell'Imu) è stato deciso di bloccare gli sfratti per morosità fino al 31 dicembre 2020. Con la proroga del blocco fino a giugno 2021 mio padre perderà in tutto 22 mesi di affitto. Per giunta mia madre è rimasta vittima nel frattempo di una grave malattia. L'affitto di quella casa rappresentava molto per loro, soprattutto in questo momento.


Daniela D.

Il lavoratore

«Sognavo questa casa, è diventata un incubo»

Mi chiamo Enzo e a febbraio 2020 ho acquistato all’asta un appartamento da utilizzare come prima casa con la liquidazione di 42 anni di lavoro. Doveva essere un sogno che si realizzava, per ora è solo un incubo. Contavo di poterci entrare in estate, ma non avevo fatto i conti con l’emergenza sanitaria. Si sono bloccate pure le procedure di liberazione degli immobili come il mio. Risultato? Il giudice ha emesso il decreto di trasferimento a luglio, ma fino al 30 giugno dell’anno prossimo rimarrò comunque fuori dalla mia nuova casa. Il governo insomma mi ha fatto trovare una tragica sorpresa sotto l’albero di Natale con il Milleproroghe. Ho investito in quell’immobile i risparmi di una vita e non mi ci posso trasferire, è assurdo. Penso che questa norma, che nel primo periodo emergenziale poteva anche permettersi di essere superficiale e generica, avrebbe dovuto discernere ora tra i diversi casi, tutelando solo chi effettivamente si trova in difficoltà economiche per effetto dell’emergenza. E non è questo il caso degli attuali occupanti del mio immobile. Ma siamo certi che dopo un anno di blocco la parte debole sia ancora quella degli inquilini morosi e inadempienti e non sia, al contrario, quella dei piccoli proprietari di immobili occupati?

Enzo P.

La pensionata

«Noi paghiamo le tasse, il governo requisisce»

La mia casa è un mio diritto, o sbaglio? Sono una pensionata, mi chiamo Angela, e a luglio 2019 ho dato in affitto un appartamento di cui sono proprietaria. Non lo avessi mai fatto. Il conduttore ha smesso di pagarmi dopo solo due mesi che era entrato in casa mia, ignorando pure i pagamenti delle spese condominiali. Il Covid non era ancora arrivato e per me è stato l’inizio di un inferno: ho avviato una causa un anno fa esatto e a luglio il giudice ha finalmente convalidato il tanto atteso sfratto, fissato per il 7 gennaio prossimo. Ma la proroga fino al 30 giugno del blocco degli sfratti per morosità ha reso di colpo vani tutti i miei sforzi. Penso che con quest’ultima decisione il governo in pratica stia requisendo gli immobili per sedici mesi ai proprietari come me, che nel frattempo pagano le tasse e sostengono i costi condominiali, anche se vittime di casi di morosità colpevole, come se per noi la pandemia non esistesse. Il blocco attualmente lascia ampia azione a conduttori che consapevoli della situazione, intenzionalmente, prendono vantaggio dalle tragedie altrui.

Angela C.

Il disoccupato

«I risparmi in un bar, ora non ho più nulla»

Mi chiamo Carlo e ho un bar, anzi a dirla tutta lo avevo. L’ho acquistato spendendo tutti i miei risparmi, poi però l’ho dato in affitto alla persona sbagliata: il conduttore nonostante la pandemia ha continuato a lavorare come prima, però a differenza di prima ha smesso di corrispondermi l’affitto, probabilmente perché si sente protetto dal governo. Ma io sono disoccupato e vivevo con i soldi dell’affitto del locale. È dal primo lockdown, quindi da marzo, che non ricevo più il canone di locazione. Non so per quanto riuscirò ancora ad andare avanti. Anche perché ho continuato a pagare le tasse e dopo aver saldato l’ultima rata Imu la mia riserva di liquidità si è definitivamente esaurita. La procedura di sfratto per mancato pagamento è stata accolta: a febbraio il bar sarebbe tornato in mio possesso, ma a causa della proroga dovrò aspettare altri sei mesi per riavere il mio immobile. Sono senza forze. Ai miei occhi si tratta di un esproprio di Stato bello e buono. 


Carlo C.

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