SdR, Grossi (Etica SGR): engagement per stimolare aziende a essere virtuose

SdR, Grossi (Etica SGR): engagement per stimolare aziende a essere virtuose
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Giovedì 12 Maggio 2022, 17:45

(Teleborsa) - Per gli investimenti etici "siamo a un momento di svolta, nel senso che l'interesse sui temi della sostenibilità e della responsabilità sociale è veramente ai massimi. Noi questa crescita l'abbiamo vista, in quanto siamo attivi in questo settore da più di vent'anni ormai. Al Salone del Risparmio abbiamo portato concetti particolarmente a noi cari, come può essere quello della diversità, del lavoro minorile o dei diritti dei lavoratori. In sostanza di carattere sociale, di quella S che fa parte dell'acronimo ESG - dove spesso si parla di ambiente, un pochino di governance, ma del sociale tendenzialmente ci si dimentica un po' troppo - e invece noi ci teniamo affinché ci sia spazio anche per queste tematiche". Lo ha detto a Teleborsa Roberto Grossi, Vicedirettore Generale di Etica SGR, a margine del Salone del Risparmio (SdR) in corso a Milano.

"Quando siamo nati, più di venti anni fa, si parlava più di finanza etica che di finanza sostenibile, mentre oggi si parla delle due cose quasi come se fossero sinonimi - ha aggiunto - Però delle sfumature diverse tutto sommato ci sono e ahimé anche di drammatica attualità: per esempio la finanza etica rifiuta a grande voce, ad esempio, ogni coinvolgimento nel settore della difesa e degli armamenti".


"Il nostro è un approccio di mission, nel senso che l'articolo 4 del nostro statuto c'è proprio scritto l'SGR deve rappresentare i valori della finanza etica sui mercati finanziari, quindi nostro compito è sempre stato quello di cercare di contaminare con dei messaggi positivi di responsabilità, di sostenibilità e di etica il mondo della finanza tradizionale - ha raccontato Grossi - Ovviamente con un approccio che per noi è sempre stato olistico, nel senso che non può esistere sostenibilità ambientale se non c'è anche la sostenibilità sociale e se non c'è anche l'aspetto di governance. È importante che tutti tre questi pilastri siano analizzati e valutati in maniera corretta, per creare un investimento davvero etico".

Il manager ha evidenziato che "l'engagement è un'attività che ci ha sempre visti coinvolti fortemente e storicamente, peraltro non è stato possibile durante l'ultimo periodo di pandemia, abbiamo anche spesso cercato di approcciare il tema anche andando fisicamente ove possibile nelle aziende in cui investivamo per votare e farci vedere".

"Spesso l'investitore è qualcosa di astratto, soprattutto quando si tratta di fondi comuni che non hanno un volto - ha spiegato - Noi ci teniamo a metterci la faccia e a creare un dialogo che sia costruttivo: noi non andiamo soltanto a criticare, ma anzi andiamo soprattutto a cercare di stimolare anche delle mozioni e idee il management delle aziende, che già sono nei nostri panieri e quindi tutto sommato virtuose, a intraprendere percorsi che siano di ulteriore virtuosità".

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