Sanità, 200 milioni in più: il governo spinge sugli ospedali. Già stanziati 2 miliardi, la metà per le bollette

Palazzo Chigi e ministero dell’Economia aprono alle richieste delle Regioni sull’aumento dei fondi

Sanità, 200 milioni in più: il governo spinge sugli ospedali. Già stanziati 2 miliardi, la metà per le bollette
di Michele Di Branco
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Sabato 26 Novembre 2022, 00:19 - Ultimo aggiornamento: 06:25

Più soldi per la Sanità. Governo pronto a raccogliere l’appello di Regioni e medici che, negli ultimi giorni, hanno chiesto di aumentare le risorse per il Servizio nazionale. Nella legge di Bilancio presentata dal governo tre giorni fa la dotazione finanziaria prevista per il 2023 si ferma a 2 miliardi di euro, portando la capienza del Fondo sanitario nazionale a quota 128 miliardi di euro. La questione, secondo quanto filtra dal ministero dell’Economia, è al centro dell’attenzione dell’esecutivo Meloni che avrebbe già individuato una iniezione aggiuntiva di 200 milioni di euro. 

In pratica, la posta sanitaria della manovra salirebbe a 2,2 miliardi di euro. Ma, forse, si potrà andare anche oltre. «Ogni euro in più che dovesse rendersi disponibile nella fase di discussione parlamentare dovrà essere destinata alla Sanità», spiegano fonti impegnate su questo delicato dossier. Consapevoli che è assolutamente necessario fare di più, considerando che la spesa per la salute, in rapporto al Pil, rischia di calare sotto il 6,4%. L’obiettivo ideale sarebbe arrivare fino al 7%, come auspicano i governatori. Sui fondi alla salute nella manovra «spero che si trovi un accordo. La sanità è centrale», ha spiegato nelle ultime ore il presidente del Veneto, Luca Zaia, capofila, insieme ai colleghi Giani (Toscana) ed Emiliano (Puglia), del fronte politicamente trasversale che spinge per avere più soldi. Un po’ di soldi in più arriveranno, come ricordato. Anche per riequilibrare la distribuzione delle risorse. Su 2 miliardi investiti infatti, ben 1,2 servono solo per fare fronte all’aumento dei costi energetici che hanno fatto decollare le spese per far funzionare, tra le altre cose, i macchinari ospedalieri. 

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IL PASSAGGIO

In pratica, il caro energia assorbe oltre la metà dei nuovi investimenti. Un elemento che riduce fortemente la posta per altre necessità. Ad esempio servirebbero finanziamenti aggiuntivi per l’acquisto di vaccini anti-Covid (attualmente sono indicati 600 milioni), mentre potrebbe essere rafforzata la dotazione (ferma a quota 150 milioni) in favore delle farmacie per promuovere i medicinali generici mutuabili che consentono ai pazienti di ridurre quei 160 milioni complessivi di spesa per i ticket. Tra i problemi sul tappeto, tra l’altro, c’è la necessità di aumentare i 200 milioni necessari per rafforzare l’indennità di Pronto soccorso e riconoscere, si legge nella manovra, «le particolari condizioni di lavoro svolto dal personale della dirigenza medica e dal personale del comparto sanità, dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale ed operante nei servizi di pronto soccorso». Il problema è che i soldi (60 milioni per i medici, il resto distribuito su altri lavoratori) arriveranno solo a partire dal 2024. Mentre invece, su questo fronte, il governo è consapevole che occorre fare di più. 

 

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