MIGRANTI

Coronavirus, il governo studia la sanatoria per i braccianti. Lamorgese: per le colf stiamo valutando

Mercoledì 22 Aprile 2020 di Jacopo Orsini
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Il governo studia una sanatoria per gli stranieri irregolari occupati nel settore agricolo. I braccianti che raccolgono in nero per pochi euro la frutta e la verdura che arriva sulle nostre tavole. Una misura pensata anche per cercare di contenere il rischio di diffusione di nuovi contagi da coronavirus. «Stiamo lavorando insieme al ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova», ha detto ieri il titolare dell'Interno, Luciana Lamorgese, intervenendo in audizione in videoconferenza davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera. Lamorgese ha tuttavia ridimensionato il numero di persone che potranno beneficiare del provvedimento. «La questione della sanatoria nel settore non è nei termini di 600mila persone», ha precisato il ministro.

LA MISURA
Di una misura per mettere in regola i molti stranieri senza documenti che già lavorano nei campi della Penisola si parla da tempo. La campagna Ero straniero, promossa da Radicali Italiani e associazioni come Arci e Acli, ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede la regolarizzazione dei cittadini non comunitari già presenti in Italia con il rilascio di un permesso di soggiorno a fronte della stipula di un contratto di lavoro in settori come l'agricoltura o i servizi di cura per le persone anziane. Ora l'emergenza coronavirus ha fatto tornare l'ipotesi in primo piano. «Stiamo pensando al problema della raccolta dei prodotti, per far emergere chi attualmente lavora in nero, anche per una questione di sicurezza, in modo da permettere di seguire le linee sanitarie richieste in questa fase - ha argomentato ancora il titolare del Viminale -. È una valutazione che dovrebbe riguardare sia il settore dell'agricoltura che quello della pesca. E stiamo verificando quali altri settori potrebbero essere eventualmente considerati» dalla possibile sanatoria.

Per il ministro dell'Interno, si tratterà comunque di «un provvedimento che non vedrà certo la regolarizzazione di tutte le unità presenti, ma certamente di coloro che servono in questo momento, con precise regole». Ancora da decidere comunque se la sanatoria potrà essere allargata anche ad altri settori. «Per colf e badanti ci riserviamo una valutazione. Di concreto, al momento, non c'è però nulla. Affronteremo l'argomento quando sarà necessario», ha detto Lamorgese.

Favorevole alla regolarizzazione la Cgil, anche se il segretario confederale Giuseppe Massafra ritiene «sbagliata ed opportunistica» l'idea di legarla solo al settore agricolo perché, ha proseguito, «non tiene conto della condizione di ricatto e sfruttamento vissuta da tutte le lavoratrici e i lavoratori stranieri». A spingere affinché la sanatoria riguardi anche i collaboratori domestici c'è Assindatcolf, l'organizzazione che rappresenta i datori di lavoro del settore, che stima la presenza in Italia di circa 200 mila domestici in nero senza permesso di soggiorno. «Scegliere di non regolarizzare anche colf, badanti e baby sitter insieme ai lavoratori dell'agricoltura sarebbe un errore gravissimo», ha avvertito Andrea Zini, vice presidente Assindatcolf. «Il mancato gettito Inps e Irpef derivante dal lavoro dei 200 mila domestici con i documenti non in regola ammonta a circa 400 milioni di euro l'anno», ha aggiunto.

IL CAPORALATO
A spingere per il provvedimento c'è anche l'Anci, l'associazione dei comuni italiani. «La proposta del ministro dell'Interno di attivare percorsi tutelati di regolarizzazione per chi contribuisce allo sviluppo del nostro Paese ed è presente sul territorio ci trova d'accordo», afferma il delegato all'immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni.
All'attacco invece l'opposizione. «Il governo insiste con la sciagurata proposta di una sanatoria per gli immigrati da impiegare nel settore agricolo - ha affermato il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri -. Una vera e propria follia».
 

Ultimo aggiornamento: 14:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA