Rottamazione cartelle, come funziona e quali comuni la accettano. Roma, Milano, Firenze (e non solo) dicono “no”

Alcuni comuni hanno annunciato che non accetteranno lo stralcio per le cartelle relative all’IMU e ad altre tasse locali, in particolare la TARI

All'Agenzia delle Entrate Riscossione anche la rottamazione delle multe
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Martedì 24 Gennaio 2023, 19:45 - Ultimo aggiornamento: 22:46

Entra nel vivo la rottamazione quater dei carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 30 giugno 2022 prevista tra le dodici vie della tregua fiscale nell’ultima legge di Bilancio. L’agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) ha, infatti, reso note le modalità solo telematiche di presentazione della domanda, attraverso il sito internet  e le Faq per presentare la domanda di adesione alla nuova sanatoria che consente di rientrare in corsa al pagamento scontato anche i contribuenti decaduti dalle tre precedenti edizioni della rottamazione e dal saldo e stralcio perché non hanno saldato tutte le rate entro i termini previsti. Sanatoria che oltre a tasse e contributi non pagati potrà riguardare anche le multe stradali: in questo caso resta la sanzione e al contribuente verranno scontati gli interessi (comunque denominati, comprese quindi le «maggiorazioni») e l’aggio.

Cartelle esattoriali, rottamazione quater: come fare richiesta, domande e risposte. Le Faq dell'Agenzia delle Entrate

 

Come funziona la rottamazione delle multe

La legge di Bilancio 2023 prevede anche l’annullamento automatico, alla data del 31 marzo 2023, senza alcuna richiesta da parte del contribuente, dei singoli debiti affidati all’Agente della riscossione dalle amministrazioni statali, dalle agenzie fiscali e dagli enti pubblici previdenziali, dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, di importo residuo fino a mille euro. L’importo viene calcolato dalla data di entrata in vigore della Legge ed è comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni. La norma stabilisce che, per gli enti creditori diversi dalle amministrazioni statali, dalle agenzie fiscali e dagli enti pubblici previdenziali: lo “Stralcio” riguarda esclusivamente le sanzioni e gli interessi, compresi gli interessi di mora.

Il capitale, le somme maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e le spese di notifica delle cartelle restano interamente dovuti; per quanto riguarda le sanzioni per violazioni del Codice della strada e le altre sanzioni amministrative, (diverse dalle sanzioni irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali), lo “Stralcio” si applica limitatamente agli interessi, comunque denominati, e non annulla le sanzioni e le somme maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento. La Legge prevede, inoltre, che gli enti creditori diversi dalle amministrazioni statali, dalle agenzie fiscali e dagli enti pubblici previdenziali, possano stabilire di non applicare lo “Stralcio” (cd. annullamento parziale) e, quindi, di evitare l’annullamento automatico previsto, adottando uno specifico provvedimento e comunicandolo all’Agente della riscossione entro il 31 gennaio 2023.

 

Rottamazione multe, quali comuni la accettano (e quali no)

Alcuni comuni hanno però annunciato che non accetteranno lo stralcio per le cartelle relative all’IMU e ad altre tasse locali, in particolare la TARI. Fra le città che hanno già detto no allo stralcio ci sono Milano, Roma, Bologna e Firenze, Piacenza, Verona e Bari, mentre non hanno ancora preso una decisione Napoli e Torino, che propongono la Rottamazione quater come alternativa. Sanatoria valida invece per i Comuni di Acerra, Arezzo, Lecce, Pistoia, Lucca. «Si tratterebbe in sostanza di ridurre servizi alle persone per 60 milioni l’anno per cinque anni, servizi come l’assistenza ai disabili, il trasporto pubblico, gli asili nido», spiega il sindaco Roberto Gualtieri. Per il comune di Milano, invece, provvedimenti come lo stralcio «disincentivano i comportamenti virtuosi e contrastano con il principio di equità nei confronti dei cittadini, la stragrande maggioranza dei quali adempie ai propri obblighi di contribuzione al sostenimento della spesa pubblica».

 

L'anci in allarme

Quanto all’Anci, associazione dei Comuni italiani, ha mosso dei rilievi alle norme relative alla tragua fiscale, nella misura in cui lo stralcio parziale delle cartelle di importo fino a mille euro “non sembra centrare l’obiettivo di liberare il magazzino dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dai crediti più vetusti”, che era in fondo il motivo per cui la sanatoria è stata introdotta. La misura dunque appare come una specie di “rottamazione unilaterale” di carichi iscritti a ruolo, che potranno continuare a sopravvivere in quanto non pagati. Criticata anche la tempistica, che fissa la scadenza per non aderire al 31 gennaio. Una scadenza troppo vicina anche per convocare i consigli comunali e deliberare la mancata adesione.

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