Ecco come difendere i propri risparmi in tempi di turbolenze

Lunedì 22 Ottobre 2018
Venerdì scorso, prima che Moody’s rendesse noto il suo downgrade sulla stabilità del titolo italiano, lo spread, il differenziale degli interessi tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco, si è fermato a quota 301 punti (dopo essere schizzato a 340), mentre il rendimento dello stesso decennale è arrivato al 3,52 per cento. Un anno fa eravamo oltre la metà. C’è molta incertezza su quale sarà la risposta che gli investitori daranno questa mattina in apertura delle contrattazioni. Tutti sono concordi che non ci sarà il panico, ma gli analisti sono divisi. C’è chi dice che il mercato ha già scontato la bocciatura dell’agenzia di rating. In questo caso potrebbe esserci un rimbalzo sull’azionario. Ecco come i risparmiatori, possono difendersi dall’aumento dello spread. 

Per il mutuo attenzione ai tassi variabili
Chi ha unmutuo a tasso fisso avrà ripercussionimarginali, legati per lo più all’aumento delle commissioni dovuto alla difficoltà delle banche di rifinanziarsi. Con un’impennata dello spread avrà maggiori ripercussioni chi ha scelto un prestito a tasso variabile. L’interesse è tecnicamente legato al tasso interbancario Euribor, oggi negativo, calcolato sui livelli di transazioni tra i singoli istituti e fissato da un pool di grandi banche. Le quali, però, scontano l’aumento della pressione sui bond nelle loro operazioni di rifinanziarsi. Se i costi delmutuo crescono, si può guardare alla surroga. 

Borsa, a soffrire le partecipate dello Stato
Dopo il rush dell’anno scorso, Piazza Affari da mesi brucia capitalizzazione. Anche perché sconta il peso dei titoli bancari, i quali a loro volta perdono valore ogni volta che aumenta la tensione dei titoli di Stato, visto che detengono insieme alle assicurazioni quasi la metà del debito pubblico. Da maneggiare con cura anche le azioni delle partecipate, che con le loro cedole sostengono il Tesoro a pagare l’indebitamento. Gli esperti consigliano dimuoversi con cautela e di diversificare per esempio con i beni rifugio (l’oro), future sui petroliferi o i fondi con un portafoglio differenziato.

Titoli di Stato, meglio scadenze brevi
Più c’è pressione su un Paese e più gli investitori chiedono condizioni più onerose per sottoscrivere il suo debito pubblico. In quest’ottica l’aumento dello spread fa abbassare il valore del titolo e aumenta la rendita. Chi cerca investimenti più sicuri sull’obbligazionario deve guardare a scadenza medio-brevi. I risparmiatori che hanno in portafogli Btp e Bond hanno due strade: tenerli fino a scadenza, sperando che salgano nel frattempo inflazione e crescita del Belpaese, oppure venderli -ma rischiando unaminusvalenza - sfruttando gli ultimi scampoli del Quantitive easing della Bce.

Conto corrente, attenzione alla liquidità
Con l’aumento dello spread le banche, vista l’esposizione sui Btp e Bot, potrebbero aumentare i costi fissi per recuperare liquidità. Gli esperti, in questa fase, consigliano di non tenere più di 100mila euro sul proprio conto: oltre quella soglia non vale più la garanzia pubblica sui capitale e potrebbe scattare il Bail in. In più è meglio diversificare il rischio con prodotti diversi. In casi estremi, ma con l’aiuto di un professionista, si può anche ipotizzare di aprire un conto all’estero (è legale) oppure di guardare ad altri strumenti “non residenti” come trust, fondazioni o fondi.

Polizza sicure ma lo spread non fa bene
Quanto incide sulla rendita della polizza? Secondo l’Ania, la Confindustria delle compagnie, un innalzamento superiore al dovuto dello spread potrebbe «riflettersi sui rendimenti corrisposti a 20 milioni di clienti, che a loro volta hanno sottoscritto polizze rivalutabili. Cioè quelle che a scadenza corrispondono l’intero capitale, perché garantite tramite la costituzione delle cosiddette “riserve tecniche”, cioè fondi dedicati e finanziati con i premi degli assicurati con i quali si sottoscrivono titoli di Stato. Va ricordato che il settore assicurativo investe circa 300 miliardi in Btp e Bot.

Prestiti più cari se la tensione durerà a lungo
Esclusa la raccolta tra i propri clienti, le banche che erogano finanziamenti reperiscono il capitale necessario sul mercato o chiedendolo a loro volta in prestito alla Banca centrale (quindi con tassi bassissimi) oppure direttamente sul mercato, dove il peso dell’aumento dello spread si fa sentire. Vista la loro esposizioni sul debito sovrano, è facile immaginare che gli istituti aumenteranno i costi fissi e gli interessi, con il risultato che si alzino le rate, e restringeranno le condizioni per accedere al credito, creando quel fenomeno che si chiama credit crunch. Ultimo aggiornamento: 15:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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