PENSIONI

Riscatto laurea con lo sconto per chi ha meno di 45 anni: ora si può presentare domanda

Sabato 9 Marzo 2019

Via alle domande per il riscatto della laurea con le nuove regole fissate dal cosiddetto decretone che contiene le norme su reddito di cittadinanza e quota 100. A poter sfruttare lo sconto saranno gli under 45 che non hanno contributi versati prima del 1996. L'Inps ha pubblicato nei giorni scorsi la circolare con le istruzioni per procedere.

Per un triennio, fino al 2021, in via sperimentale, si potrà chiedere anche il riscatto di altri periodi, con un massimo di cinque anni, non soggetti a obbligo contributivo (come ad esempio l'aspettativa non retribuita). Potrà fare domanda per riscattare la laurea con un onere agevolato (poco più di 5.200 euro per ogni anno secondo i calcoli dei consulenti del lavoro) chi non ha contributi versati prima del 1996, non ha pensione ed è iscritto all'assicurazione generale obbligatoria (dipendenti, autonomi o gestione separata).

LA CIRCOLARE
In sostanza il provedimento varato dal governo gialloverde «ha introdotto - si legge nella circolare - in via sperimentale, un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione e ha previsto una diversa modalità di calcolo dell'onere di riscatto dei periodi di studi universitari, da valutare nel sistema contributivo, nel caso di domanda presentata fino al compimento del quarantacinquesimo anno di età».
«L'eventuale acquisizione di anzianità assicurativa anteriore al 1° gennaio 1996 - continua l'Inps - determina l'annullamento d'ufficio del riscatto già effettuato, con restituzione dell'onere al soggetto che lo ha versato senza interessi».

Si possono riscattare al massimo cinque anni. I periodi interessati devono e essere precedenti il 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decreto. Sono escluse per valutare il primo e l'ultimo contributo versato le casse per i liberi professionisti o gli ordinamenti previdenziali di stati esteri.

Il periodo da ammettere a riscatto non deve essere coperto da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria. Sono riscattabili soltanto i periodi non soggetti a obbligo contributivo. L'anzianità contributiva acquisita per effetto del riscatto è utile ai fini del conseguimento del diritto a pensione e anche per la determinazione dell'entità dell'assegno. I periodi oggetto di riscatto saranno valutati con il «sistema contributivo».

LA RETRIBUZIONE
La base di calcolo dell'onere da versare per il riscatto è costituita dalla retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda. La quota da pagare per riscattare gli anni di laurea può essere versata in unica soluzione oppure in un massimo di 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi per la rateizzazione. In caso di interruzione del versamento delle rate, precisa ancora l'Inps nella circolare, sarà riconosciuto l'accredito di un periodo contributivo di durata corrispondente all'importo versato.

Per i lavoratori del settore privato, la domanda può essere presentata anche dal datore di lavoro. In questo caso è possibile destinare al riscatto anche i premi di produzione eventualmente spettanti al dipendente. In tal caso, l'onere versato è deducibile dal reddito di impresa e da lavoro autonomo. La domanda di riscatto può essere presentata anche dal datore di lavoro.

Sul tetto dei 45 anni comunque da tempo la discussione è aperta, con una parte della maggioranza che preme per alzare il limite. La Lega, fra le proposte di modifica al decretone, ha presentato infatti un emendamento alle Commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera per cancellare il requisito consentendo così a chiunque di usufruire della norma e poter quindi aumentare il monte contributivo ai fino della pensione.
j.o.

Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 22:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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