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Rinnovabili, investimenti a rischio con blocco iter autorizzativo

Rinnovabili, investimenti a rischio con blocco iter autorizzativo
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Giovedì 22 Settembre 2022, 18:30
(Teleborsa) - A dispetto della crisi energetica, la strada per la crescita delle energie rinnovabili appare ancora lunga e tortuosa e gli investimenti sono bloccati, a causa di problemi di natura autorizzativa. L'Italia avrebbe bisogno di installare almeno 100 GW, il doppio di quanto previsto dal Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) al 2030, ma l'obiettivo è ancora lontano.

Secondo un'analisi sui dati pubblici del MiTE, effettuata da Alleanza per il fotovoltaico, che rappresenta gli operatori del settore, sarebbero più di 500 i progetti di energia rinnovabile bloccati dalla burocrazia e in attesa di autorizzazione di VIA Nazionale (Valutazione di Impatto Ambientale). E due terzi dei progetti è costituita da impianti fotovoltaici, che nella maggior parte dei casi si trovano ancora alle fasi preliminari. Si rischia di perdere gli oltre 10 miliardi di investimenti stanziati dalle aziende del settore senza alcun onere per lo Stato.

"Non possiamo permetterci di perdere investimenti privati nel settore energetico proprio ora, quando il Governo è impegnato a stanziare ingenti risorse economiche per sopperire agli aumenti del costo dell'energia e sostenere imprenditori e famiglie", sottolinea Alleanza per il fotovoltaico.

"Tale blocco rischia di rivelarsi drammatico per il Paese. L'aumento dell'energia prodotta da fonti rinnovabili - si sottolinea - è una necessità strategica per il Paese in chiave economica, sociale ed ambientale e come tale deve trovare una sua programmaticità. Il suo sviluppo non può più essere gestito con procedure straordinarie" e soprattutto "è necessario che i parerei di MIC e soprintendenze - forniti in fase di valutazione - non prevedano una opposizione netta e indistinta a qualsivoglia progetto, anche qualora non sussistano vincoli effettivi".

"Obiettivo comune deve essere quello della decarbonizzazione, della riduzione della dipendenza da importazioni di fonti fossili (anche in un'ottica di indipendenza dalla Russia) e del contrasto al cambiamento climatico, ad oggi principale minaccia per il nostro paesaggio".

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