REDDITO DI CITTADINANZA

Reddito, per genitori di bimbi sotto tre anni nessun obbligo di accettare offerta lavoro

Venerdì 18 Gennaio 2019
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Reddito, per i genitori di bimbi fino a tre anni nessun obbligo di accettare offerta lavoro

Per uno dei genitori in famiglie con bimbi fino a 3 anni non sussiste l'obbligo di accettare un'offerta di lavoro. Il decretone che contiene le misure per il reddito di cittadinanza prevede la possibilità di «esonerare dagli obblighi» legati al reddito «i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di soggetti minori di tre anni». La misura, che sembra valere anche per i genitori single, nel caso di una famiglia prevede che un altro componente contatti il centro per l'impiego. Secondo quanto si apprende, per i dettagli servirà un decreto attuativo.

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La platea del reddito di cittadinanza non cambia: tutti i nuclei familiari che rientrano nei requisiti stabiliti, pari a quasi 1,8 milioni, circa 5 milioni di individui, possono fare domanda e ricevere il sussidio. Lo sostengono fonti di Palazzo Chigi, che spiegano come le stime della relazione tecnica siano solo «un aggiustamento statistico». Si tratta quindi - viene sottolineato - di un'ipotesi statistica secondo la quale l'85% dei nuclei familiari che hanno diritto al RdC ne farà effettivamente richiesta.

La precisazione che arriva da fonti di Palazzo Chigi sulla platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza riguarda una tabella della relazione tecnica che accompagna il decretone approvato ieri dal Consiglio dei ministri, secondo la quale i nuclei familiari coinvolti sarebbero 1,32 milioni, di cui 164 mila stranieri. Secondo la stessa tabella, in totale, i nuclei di soli stranieri sarebbero pari a 256 mila: di questi, 92 mila non avrebbero le condizioni per accedere al reddito in quanto non «lungosoggiornanti» e non residenti da almeno 10 anni nel territorio italiano. Numeri che appunto però sono frutto di un aggiustamento statistico, secondo le medesime fonti di Pazzo Chigi.

Camusso. Sul reddito di cittadinanza «continuiamo ad essere di fronte ad uno strumento complicatissimo con marchingegni che restano complicati», secondo il segretario generale uscente della Cgil, Susanna Camusso. «C'è un atteggiamento che dovrebbe preoccupare tutti ovvero quello che si utilizza un erogazione assistenziale per determinare i modelli di comportamento delle persone, che non è un gran modo per affrontare il tema della libertà e delle diversità», afferma Camusso.

Furlan. «Il decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza ha bisogno di profonde correzioni ed in ogni caso non cambia il nostro giudizio sulla manovra, che rimane insufficiente sul piano della crescita, degli investimenti,
delle infrastrutture, delle misure per creare nuovi posti di lavoro oltre a penalizzare pensionati, donne, Pubblico impiego e scuola». Lo scrive la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Boccia. Ora «è inutile continuare con le critiche già note in merito al reddito di cittadinanza e altri aspetti, occorre guardare avanti. A maggior ragione dato il rallentamento globale dell'economia, essendo il nostro un Paese con forte vocazione all'export». Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, dopo l'ok al decretone. «Ora occorre andare oltre la manovra economica e aprire un tavolo di confronto sull'incremento dell'occupazione del Paese, perché questi strumenti siano un vero ponte di collegamento per l'incremento dell'occupazione».

Renzi. «Ieri esultavano come se avessero fatto una rovesciata al novantesimo. Già, peccato che era nella loro porta. Quello di ieri non è un decretone è un autogol». Lo dice Matteo Renzi in un video postato da Venezia. «Salvini e Di Maio - afferma l'ex premier - prendiamoli sul serio. So che sembra impossibile farlo, anche ieri ne hanno dette di tutti i colori: hanno detto boom economico; abolizione della povertà, Rinascimento europeo. Tutte baggianate. Ma prendiamoli sul serio, facciamo finta che il reddito di cittadinanza e quota cento siano davvero la rivoluzione di cui loro parlano: bene, adesso non resta che aspettare. Hanno fatto delle misure economiche che per noi sono sbagliate concettualmente, perchè vanno contro il lavoro, perché fanno pagare ai giovani le pensioni. Ma loro le hanno fatte, adesso - conclude Renzi - vediamo se queste misure aiuteranno l'Italia a crescere. Con noi il pil era negativo ed è tornato positivo, con loro, secondo me, grazie a queste misure, torneremo in recessione».

Martina. «Hanno abolito il lavoro e il prezzo più caro lo pagheranno i giovani, le donne e chi oggi lavora in condizione di fragilità». Così il candidato alla segreteria del Pd Maurizio Martina. «La verità è che noi rischiamo di trovarci l'Italia di qui a qualche settimana tecnicamente in recessione, e questi pensano alle loro bandiere propagandistiche perché hanno l'ansia della campagna elettorale delle Europee. Non si governa così il Paese», aggiunge.

Meloni. «Siamo pronti a promuovere un referendum per abrogare, in tutto o in parte, la follia del Reddito di Cittadinanza e a costituire i comitati per la raccolta delle firme per abolire questo pessimo provvedimento». Lo scrive nel suo intervento su Libero quotidiano il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

 

Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 07:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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