REDDITO DI CITTADINANZA

Reddito, l'Inps mette on line il modulo per chiedere il sussidio

Mercoledì 27 Febbraio 2019
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L'Inps ha pubblicato sul sito il modulo per chiedere il reddito di cittadinanza.

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Il modulo è composto di 4 pagine di spiegazione e 5 di dati da compilare. Numerose le richieste: oltre al rispetto dei
requisiti, chi fa domanda deve dichiarare di aver compreso tutti i passaggi necessari, i motivi di decadenza e le sanzioni in cui si incorre. Nel modulo si ricorda anche che «in caso di esaurimento delle risorse disponibili» l'entità del beneficio sarà «rimodulata».

Il reddito di cittadinanza, disciplinato dal decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, è un sostegno per famiglie in condizioni disagiate finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Consiste in un beneficio economico accreditato ogni mese sulla carta "RdC", una nuova carta prepagata, diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il reddito di cittadinanza assume la denominazione di pensione di cittadinanza. Per sapere come si presenta la domanda, quali sono i requisiti, gli adempimenti e l’importo, e per avere ulteriori informazioni su questo beneficio economico, è possibile consultare il manuale del reddito di cittadinanza.

All'Inps, ancora senza presidente, intanto è tutto pronto per iniziare, dal prossimo 6 marzo, a ricevere le domande per il reddito di cittadinanza. Ad assicurare che la macchina per l'avvio del nuovo sussidio è in pieno movimento è lo stesso istituto di previdenza. Anche la procedura informatica è stata già realizzata e l'Inps sarà in grado già da metà aprile di trasmettere alle Poste il flusso degli ordinativi di accreditamento sulle carte emesse per avere il sussidio.

 

Per rendere pienamente operativa la macchina del reddito di cittadinanza saranno comunque necessari almeno altri 15 atti, tra decreti attuativi, a partire da quelli su piattaforme web e monitoraggio delle spese, e intese con le Regioni, dai navigator ai Patti per il lavoro. Tutta da costruire anche la struttura dei controlli, per la quale servirà coinvolgere il Garante della Privacy e, con apposita convenzione, la Guardia di Finanza. 

Alcune norme secondarie erano già previste dal testo originario del decretone, altre sono state aggiunte nel primo passaggio al Senato, a partire da quelle legate alla tutela della privacy. Alcune non sono obbligatorie ma eventuali, come la possibilità, con decreto attuativo, di aggiungere tipologie di spese che si possono sostenere con il reddito - rispetto a quelle già previste dalla carta acquisti - o di modificare l'entità dei prelievi di contanti. O ancora le modalità per presentare la domanda assieme alla dichiarazione sostitutiva unica. Per consentire l'accesso dei cittadini alla Dsu precompilata è previsto comunque un ulteriore decreto attuativo, sentiti Inps, e Garante.

 

La macchina dei controlli non sarà invece pienamente operativa prima di fine aprile, termine entro cui adottare un decreto di concerto con il Mef e sempre sentito il Garante, per il monitoraggio delle spese. Va inoltre stipulata una convenzione con la Guardia di Finanza mentre l'Inps dovrà adottare un provvedimento ad hoc, sentito il Garante, per l'acquisizione delle informazioni necessarie a verificare i requisiti di accesso al beneficio.

Sempre entro aprile il ministero guidato da Luigi Di Maio dovrà anche stilare la lista dei Paesi extra Ue dai quali non è possibile ricevere documentazione su patrimonio e composizione del nucleo familiare, uno dei paletti aggiunti al Senato. Entro luglio poi andrà adottato il decreto per la suddivisione del beneficio ai vari componenti del nucleo familiare, che riceveranno la loro parte ciascuno con una card. Luglio è anche il termine che hanno i comuni per attivare «le procedure amministrative per l'istituzione» dei lavori socialmente utili, fino a 16 ore, per i percettori del reddito. C'è poi la partita con le Regioni, senza scadenza specifica ma con l'urgenza di essere chiusa per fare partire la riforma dei centri per l'impiego. I governatori andranno sentiti sia per l'assunzione dei navigator da parte dell'Anpal, sia per predisporre un modello il Patto per il Lavoro, e un accordo servirà anche per stabilire i casi di esonero dagli obblighi.

Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 18:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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