Reddito di cittadinanza, più della metà assegnato a “finti poveri”. La Caritas: va cambiato

L’aiuto solo al 44% di chi avrebbe assoluto bisogno. In difficoltà 2 milioni di famiglie

Reddito di cittadinanza, più della metà assegnato a finti poveri . La Caritas: va cambiato
di Francesco Bisozzi
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Martedì 18 Ottobre 2022, 00:02 - Ultimo aggiornamento: 00:07

No, la povertà non è stata abolita grazie al reddito di cittadinanza. Il sussidio dei Cinquestelle finora è stato percepito da 4,7 milioni di persone, ma secondo la Caritas raggiunge poco meno della metà dei poveri assoluti, ovvero il 44%. Risultato? Nei centri dell’ente, distribuiti su 192 diocesi, gli assistiti nel 2021 sono cresciuti del 7,7% rispetto all’anno precedente. Il XXI Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale, intitolato «L’anello debole», è stato diffuso ieri in occasione della Giornata internazionale di lotta alla povertà e scatta una fotografia precisa dei limiti del reddito di cittadinanza, limiti da cui il prossimo governo dovrà ripartire per migliorare l’aiuto e renderlo più efficace. Anche per il presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, è necessario «un aggiustamento». E la Caritas avverte: «Sarebbe opportuno assicurarsi che fossero raggiunti dallo strumento tutti coloro che versano nelle condizioni peggiori, partendo dai poveri assoluti. Accanto alla componente economica dell’aiuto vanno garantiti adeguati processi di inclusione sociale».

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LE CRITICITÀ

Sono trascorsi 4 anni da quando Luigi Di Maio festeggiava sul balcone di Palazzo Chigi dicendo che non ci sarebbero stati più poveri in Italia. Ma sembra passata una eternità. Nel frattempo da più parti sono state evidenziate criticità legate anche natura dello strumento. «Il reddito non può essere allo stesso tempo uno strumento di contrasto alla povertà e quindi di pura assistenza e un ponte verso il lavoro» ha detto ad esempio Luca Bianchi, direttore di Svimez.

Nel 2021, indica il rapporto della Caritas, la povertà assoluta conferma i suoi massimi storici toccati nel 2020, anno di inizio della pandemia da Covid-19. Le famiglie in povertà assoluta risultano 1 milione 960 mila, pari a 5.571.000 persone, ovvero il 9,4% della popolazione residente. L’incidenza si conferma più alta nel Mezzogiorno (10% dal 9,4% del 2020) mentre scende in misura significativa al Nord, in particolare nel Nord-Ovest (6,7% da 7,9%). Il rapporto prende in esame le statistiche ufficiali sulla povertà e i dati di fonte Caritas, provenienti da quasi 2.800 centri di ascolto sparsi su tutto il territorio nazionale.

Ricorda l’ente: «Come spesso ribadito negli ultimi anni, il contrasto alla povertà oggi, da una parte, richiede di considerare il fenomeno della povertà per come si presenta allo stato attuale e nelle sue trasformazioni nel tempo e, dall’altra, di monitorare e valutare il funzionamento delle misure contro la povertà esistenti». Il fatto che il reddito di cittadinanza non arrivi ai poveri assoluti, aggiunge la Caritas, non equivale a dire che la misura premi persone che non ne hanno diritto: «Chi riceve il sussidio risponde ai requisiti previsti che però individuano una platea di beneficiari che, oltre ai poveri assoluti, si estende anche a persone in povertà relativa».

Il punto è che con i criteri attuali (soglie di accesso per livelli di reddito e patrimonio e anni di residenza in Italia) viene esclusa una quota consistente di poveri assoluti, composta soprattutto dagli stranieri, dalle famiglie numerose e dai poveri residenti al Nord. Intanto sono stati spesi circa 25 miliardi per il reddito di cittadinanza. In pista dal 2019, lo strumento ha eroso quest’anno già 5,3 miliardi e, di questo passo, ne prosciugherà attorno agli 8 entro Natale. Ad agosto i nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza o della pensione di cittadinanza sono stati 1,18 milioni in totale, corrispondenti a 2,5 milioni di persone coinvolte, per un importo medio erogato a livello nazionale di 549 euro.

 

LA PLATEA

Al 31 dicembre del 2021, vale la pena ricordarlo, i beneficiari del reddito di cittadinanza ritenuti attivabili per il lavoro erano più di un milione, ma di questi solo il 20,1 per cento risultava occupato. Più nel dettaglio, la platea dei percettori del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza è composta da 2,2 milioni di cittadini italiani, 221 mila cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno Ue e 88 mila cittadini europei. Circa 1,7 milioni di beneficiari si trovano al Sud e nelle isole. Eppure, rileva la Caritas, tra il 2020 e il 2021 l’incidenza della povertà è cresciuta più della media per le famiglie con almeno 4 persone, le famiglie con persona di riferimento di età tra 35 e 55 anni, i bambini di 4-6 anni, le famiglie degli stranieri e quelle con almeno un reddito da lavoro. Anche per questo i numeri del reddito di cittadinanza non tornano. 

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