REDDITO DI CITTADINANZA

Reddito di cittadinanza, non servirà la domanda per avere il sussidio

Domenica 21 Ottobre 2018 di Francesco Pacifico
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Reddito di cittadinanza, non servirà fare domanda per avere il sussidio

Nessuna domanda al centro per l'impiego o all'Inps per ottenere i 780 euro mensili. Otto ore a settimana di lavoro volontario a favore del comune di residenza. Non meno di cinque milioni di poveri coperti dalla misura. E soprattutto, per erogare i soldi ai destinatari, la nascita della Carta di cittadinanza: non più attraverso il bancomat come si pensava in un primo tempo, ma uno strumento che sarà l'evoluzione della social card.

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In attesa che il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, finisca di scrivere la proposta di legge da presentare in Consiglio dei ministri e in Parlamento (dovrebbe essere un collegato), prende sempre più forma il reddito di cittadinanza, il sussidio destinato a disoccupati e inoccupati, che dovrebbe partire dal prossimo marzo. Intervenendo dal palco di Italia 5 Stelle, il premier Giuseppe Conte ha prima confermato le risorse per il provvedimento - 10 miliardi, dei quali oltre miliardo ai centri per l'impiego - quindi ha delineato meglio la platea, spiegando che non si possono «avere oltre 5 milioni di poveri: è un problema di giustizia e stabilità sociale. 
 


Un governo che fa politica con la P maiuscola non può disinteressarsi di questo problema». Sempre dal Circo Massimo ha aggiunto altri particolari il viceministro all'Economia, Laura Castelli. La quale ha annunciato che, rispetto alle anticipazioni, non sarà più necessario presentare al centro dell'impiego o all'Inps una domanda per ottenere il sussidio. «È una misura - ha spiegato - che cambia il modo di pensare, una rivoluzione culturale per un Paese nel quale non si deve andare a chiedere allo Stato una cortesia. Non sarà il cittadino che dovrà vagare chiedendo «Scusa, io ho diritto al reddito?», ma sarà lo Stato a venire da voi e dire voi avete diritto al reddito di cittadinanza. Un nuovo paradigma in cui lo Stato ti prende per mano e ti accompagna, ti ridà dignità». Da ambienti di governo fanno sapere che al ministero dell'Economia, che sta collaborando con quello del Lavoro, hanno quasi completato la ricognizione per individuare i beneficiari, andando a spulciare i redditi Isee presentati nell'ultimo biennio.

I DETTAGLI
Sempre tra via XX settembre e via Veneto avrebbero anche stabilito il sistema per erogare i soldi: non più attraverso il bancomat, ma con una badge apposito che dovrebbe chiamarsi Carta di cittadinanza. E che dovrebbe funzionare sulla stessa infrastruttura - quelli gestita da Inps, Poste e Agenzia delle Entrate - e forse anche sullo stesso circuito, entrambi ancora funzionanti, utilizzati per la social card. Uno strumento simile è necessario per tracciare e vincolare i 780 euro all'acquisto di beni e consumi di prima necessità e prodotti in Italia. Altri elementi sul reddito di cittadinanza li ha forniti Nunzia Catalfo. La presidente della commissione Lavoro del Senato ha confermato che l'assegno sarà parametrato anche al numero dei componenti del nucleo familiare (il tetto massimo dovrebbe essere essere di 1.170 euro), che saranno obbligatorie 8 ore settimanali di volontariato nel comune di residenza e la frequenza a dei corsi professionali organizzati dai centri per l'impiego. «Per ogni cittadino - ha concluso - ci sarà un solo sportello di riferimento e è in costruzione un sistema informativo al quale si potrà accedere dal computer o dal telefonino per fare la ricerca del lavoro».

Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 23:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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