Faq Recovery Fund: domande e risposte, dalla scuola alla sanità, dal turismo alla cultura

Faq Recovery Fund: domande e risposte dalla scuola alla sanità, dal turismo alla cultura
di Francesco Bisozzi
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Mercoledì 9 Dicembre 2020, 13:22 - Ultimo aggiornamento: 16:36

Cielo plumbeo sulla bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza che illustra come verranno utilizzati i fondi messi a disposizione dell’Italia dal Next Generation Eu. E non solo per le tensioni sulla task force di 300 tecnici che sotto la guida del premier Giuseppe Conte, del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e di quello dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, dovrebbe avere il controllo sui progetti da finanziare.

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Quattro linee

Il Pnrr si articola su quattro linee (modernizzazione del Paese, transizione ecologica, inclusione sociale e territoriale, parità di genere) e contempla sei missioni, a ognuna delle quali è stata assegnata una quota sul totale delle risorse. Ma non mancano le zone d'ombra. Vago per esempio il piano sulla scuola. Nettamente inferiori alle attese le risorse che la bozza destina alla sanità. Il turismo e la cultura, due settori gravemente colpiti dalla crisi pandemica, sono stati praticamente esclusi dalla torta.

Mobilità

Per quanto riguarda la mobilità il governo punta sull'Alta velocità al Sud, il che costituisce un segnale positivo, ma si dimentica dei porti. Bene il potenziamento delle misure a sostegno dell’efficientamento dell’edilizia privata e il progetto di digitalizzare la Pa. Nel documento ha trovato spazio anche la riforma fiscale, tramite cui il governo punta ad alleviare la pressione sui redditi medi. La bozza ricorda che nel periodo 2021-26 l'Italia potrà accedere a circa 65,4 miliardi di euro di sovvenzioni e 127,6 miliardi di euro di prestiti, ovvero 193 miliardi complessivi. All'area dedicata alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica andranno 74,3 miliardi, alla digitalizzazione e all'innovazione saranno destinati 48,7 miliardi, al settore delle infrastrutture per una mobilità sostenibile 27,7 miliardi, per istruzione e ricerca saranno spesi 19,2 miliardi, il capitolo sulla parità di genere ne assorbirà 17,1, appena 9 la sanità. E i conti subito non tornano, visto che il ministro Roberto Speranza lavora a un piano industriale di tutt'altra portata, 65 miliardi di investimenti previsti, di cui una trentina per rafforzare la sanità territoriale. La bozza prevede di destinare più nel dettaglio circa 4 miliardi all'assistenza di prossimità e il resto a innovazione, ricerca e digitalizzazione dell'assistenza sanitaria.

Diritto allo studio

Per il potenziamento della didattica e del diritto allo studio è pronta una fiche di 10 miliardi di euro. Obiettivo: ridurre le disparità territoriali e di genere per quanto riguarda la quantità e qualità dell’istruzione ricevuta, rafforzare le competenze digitali del personale scolastico e degli studenti e aumentare le loro conoscenze linguistiche e la diffusione delle discipline scientifiche. Ma il piano per la scuola, a giudicare da quanto si legge nella bozza, è lontano dall'essere definito.

Pa

Altri dieci miliardi verranno investiti per digitalizzare la Pa, dotare le amministrazioni di infrastrutture digitali adeguate, aumentare la capacità di archiviazione, stoccaggio ed estrazione dei dati da parte dei singoli enti, sviluppare e diffondere le piattaforme che sfruttano le tecnologie digitali per erogare i servizi ai cittadini.

Rivoluzione verde

Per quanto riguarda la macro-area della rivoluzione verde e della transizione energetica spicca la dote prevista per l'efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici, pari a 40,1 miliardi di euro disponibili. Il potenziamento delle misure a sostegno dell’efficientamento dell’edilizia privata e in particolare l’estensione del superbonus al 110 per cento per l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico delle abitazioni private avranno la precedenza. Capitolo trasporti: l'Alta velocità e la manutenzione stradale 4.0 inghiottiranno stando alla bozza 23,6 miliardi. Un obiettivo chiave è estendere l’Alta velocità al Sud per migliorare la connettività del paese. Ma per l'intermodalità e la logistica integrata, attraverso cui si punta a migliorare la competitività e la produttività dei porti tricolori, ci sono sul piatto appena 4,1 miliardi di euro. Ancora meno per la cultura e il turismo, solo 3,1 miliardi di euro, che eppure come riconosce la bozza stessa sono «due dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia».

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