Rai, l'ad Fuortes: «Il canone è una risorsa incongrua, in Europa con 90 euro è il più basso»

L'ad: "Le risorse da canone sono anche molto incerte"

Rai, l'ad Fuortes: «Il canone è una risorsa incongrua, in Europa è il più basso d'Europa con 90 euro»
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Martedì 18 Gennaio 2022, 11:59 - Ultimo aggiornamento: 17:02

«La governance deve essere affiancata da un sistema che garantisca risorse certe e adeguate». Dopo l'intervento in commissione di Vigilanza, l'amministratore delegato Rai, Carlo Fuortes, torna a chiedere in Parlamento stanziamenti che consentano alla tv pubblica di affrontare le prossime sfide. 

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Rai, l'ad Fuortes: «Il canone è una risorsa incongrua»

«Il canone è una risorsa incongrua rispetto agli obblighi e alle attività che la Rai svolge ed è tenuta a svolgere», attacca l'ad, rimarcando che si tratta dell'ammontare più basso in Europa. Nel mirino ci sono le trattenute che vengono applicate prima dei trasferimenti a Viale Mazzini, che privano l'azienda di una buona fetta di risorse. L'occasione è l'audizione in commissione Lavori Pubblici al Senato nell'ambito della discussione sulla riforma della Rai. In collegamento video anche la presidente della tv pubblica, Marinella Soldi, che si concentra sulle ipotesi di revisione della governance. «È necessario - sottolinea - garantire indipendenza e autonomia della governance Rai nell'ambito di un mandato ben definito e di durata maggiore rispetto a quella attualmente prevista».

I riferimenti

Il modello di riferimento è quello della Bbc, che va adattato al contesto italiano. Da un lato, dunque, un mandato quinquennale, in linea con la durata del contratto di servizio, dall'altro un allargamento della partecipazione alla governance anche ad altri strati della società, come il mondo accademico, scientifico, della cultura o del terzo settore, che si affiancherebbero ai rappresentanti delle istituzioni. «Va anche risolto il nodo della personalità giuridica mista - aggiunge Soldi -, essendo la Rai una società di diritto privato che riveste al contempo natura di organismo di diritto pubblico». I disegni di legge presentati in commissione dalle forze politiche saranno analizzati e ridotti in un unico testo dai relatori Salvatore Margiotta del Pd e Adriano Paroli di Forza Italia. Tra un paio di settimane riprenderanno le audizioni, poi a febbraio dovrebbe essere pronta la nuova bozza del ddl.

Le reazioni

«È stata un'interlocuzione interessante - sottolinea Margiotta - che ha approfondito il tema delle risorse finanziarie dell'azienda e del mantenimento o meno dell'attuale sistema duale canone-pubblicità». Su quest'ultimo aspetto, Fuortes sostiene che «è assolutamente possibile avere un finanziamento solo attraverso il canone, ma dovrebbe essere aumentato rispetto agli attuali 90 euro». «Non credo che il sistema duale, canone e pubblicità, possa incidere sulla qualità della nostra programmazione - argomenta l'ad -. La Rai vuole essere rilevante e universale, l'obiettivo non è avere più pubblicità ma arrivare a tutto il Paese. È chiaro che se siamo universali la pubblicità è interessata a noi, ma è un effetto secondario». Fuortes, rispondendo alle domande, sottolinea anche che «la rete territoriale Rai è un grandissimo valore di questa azienda», che va difesa come la sanità o l'istruzione. Proprio sulla decisione di cancellare l'edizione notturna della Tgr si è acceso uno scontro con l'Usigrai che ha indetto una giornata di sciopero e avviato un'azione per comportamento antisindacale nei confronti dell'azienda.

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