PENSIONI

Pensioni, quota 100 e opzione donna: l'Inps chiarisce i dubbi

Mercoledì 17 Aprile 2019 di Luca Cifoni
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Pensioni, quota 100 e opzione donna: l'Inps chiarisce i dubbi

Ape sociale e volontario, indennità di disoccupazione, requisiti contributivi e altro ancora: con un messaggio alle sue strutture interne (numero 1551 del 16 aprile) l'Inps ha chiarito alcuni dubbi sulle regole di pensionamento con Quota 100 ma anche sulla nuova Opzione donna e sulla pensione anticipata come recentemente modificata dal "decretone". Vediamo le principali risposte indicate.

A proposito di Quota 100, l'istituto previdenziale ricorda che questa facoltà non è disponibile per militari e appartenenti alle forze dell'ordine (che hanno proprie regole). Tuttavia chi ha svolto la sua ultima attività lavorativa in un ruolo diverso può certamente usare il nuovo canale di uscita sfruttando i versamenti fatti quando era in divisa, se non ha conseguito nessun'altra pensione prima di cambiare lavoro.

Un punto che era rimasto in sospeso è quello relativo ai periodi in cui è stata percepita la nuova indennità di disoccupazione (Naspi). L'Inps chiarisce ora che la relativa contribuzione è valida ai fini del requisito dei 38 anni richiesti per Quota 100, ma non dei 35 necessari per la pensione di anzianità, per la quale i periodi di malattia e disoccupazione sono esplicitamente esclusi. Siccome per Quota 100 sono richiesti sia i 38 anni sia (nelle principali gestioni pensionistiche) i 35 anni dell'anzianità, i contributi relativi alla Naspi possono evidentemente essere validi solo per i 3 anni residui.

Quanto ad Ape sociale e volontario, viene ribadito che i due tipi di anticipo non sono compatibili con Quota 100. Quindi l'interessato potrà fare domanda, ma al momento dell'erogazione della pensione si vedrà revocare l'indennità (per l'Ape sociale) oppure nel caso di anticipo volontario l'erogazione della somma sarà sospesa e la banca invierà un nuovo piano aggiornato per la restituzione del finanziamento. Inoltre potrà accedere a Quota 100 senza particolari formalità chi avesse già maturato il diritto ad un'altra prestazione pensionistica.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, che hanno una "finestra" più lunga degli altri lavoratori diendenti (sei mesi invece di tre), questa continua ad applicarsi anche se l'interessato ha già cessato l'attività lavorativa prima della presentazione della domanda. Al contrario chi lavorava nel pubblico e poi è passato nel privato prima di andare in pensione avrà un periodo di finestra di tre mesi.

Relativamente a "opzione donna" l'uscita anticipata per le lavoratrici che accettano il sistema di calcolo contributivo, i periodi di Naspi non sono validi per il requisito contributivo dei 35 anni e non è nemmeno possibile usare il regime di cumulo dei periodi assicurativi. Le lavoratrici che hanno conseguito il diritto ad un'altra forma di pensione possono accedere all'opzione donna attraverso la rinuncia al precedente trattamento.

Infine a proposito della pensione anticipata (per la quale servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) viene chiarito che sarà conteggiata ai fini dell'assegno anche la contribuzione eventualmente versata nel periodo della finestra di tre mesi, durante il quale è possibile lavorare purché sia cessata l'attività come dipendente. La finestra di tre mesi per la pensione anticipata è stata istituita dal "decretone".

 

Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 16:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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