Statali, domanda entro fine mese per uscire con Quota 100 nel 2019

Lunedì 24 Giugno 2019 di Luca Cifoni
Statali, domanda entro fine mese per uscire con Quota 100 nel 2019

Ancora pochi giorni per i dipendenti pubblici che intendono ottenere entro il 2019 il prepensionamento con Quota 100: dovranno dare entro la fine del mese il preavviso di sei mesi alla propria amministrazione e presentare la domanda di collocamento a riposo; altrimenti la data in cui potranno lasciare il servizio slitterà al 2020. La norma che prevede un termine di sei mesi nel pubblico impiego era stata pensata per evitare che le strutture dello Stato, come pure quelle della sanità e degli enti locali, restassero all’improvviso prive di personale per il flusso di pensionamenti, che si aggiungono a quelli accessibili con le regole ordinarie. Nonostante questa cautela, si sono verificati problemi in alcuni settori (ad esempio tra gli infermieri, che soffrono di un cronico sottodimensionamento). Regole particolari valgono per la scuola: in questo settore, nel quale per ovvi motivi la data di uscita è fissata per tutti al primo settembre, la domanda di uscita andava presentata entro il 28 febbraio: nonostante l’impegno dell’Inps gli interessati temono però che le pratiche non potranno tutte essere definite entro l’estate: questo ritardo, se confermato, potrebbe avere conseguenze anche sulla tempestiva sostituzione dei docenti in uscita, con eventuali ricadute negative sull’avvio dell’anno scolastico.

Tornando alla generalità dei lavoratori pubblici, i sei mesi di anticipo hanno in realtà un doppio significato: corrispondono come detto al preavviso da dare all’amministrazione, ma anche al tempo che intercorre tra la data di maturazione dei requisiti e quella in cui si può effettivamente accedere: si tratta della cosiddetta “finestra”, che nel mondo del lavoro privato è limitata a tre mesi. Va ricordato però che nel caso dei lavoratori pubblici, a differenza dei privati, l’accesso alla pensione può avvenire in qualsiasi giorno del mese e non necessariamente il primo. Così ad esempio se un lavoratore ha maturato il diritto il 20 giugno (perché in quella data ha compiuto i 62 anni oppure ha raggiunto i 38 di contributi), potrà effettivamente lasciare il servizio il 20 dicembre. Sempre naturalmente che abbia presentato la domanda con il preavviso richiesto.

I REQUISITI
I “pubblici” rappresentano un terzo delle circa 150 mila domande di pensionamento con Quota 100 che sono state presentate finora. Un numero complessivo consistente, ma in rallentamento rispetto alla prima fortissima risposta degli interessati al nuovo canale di accesso al pensionamento. Un fenomeno comprensibile, perché nelle prime settimane si sono affrettate a fare domanda le persone che avevano maturato i requisiti negli anni precedenti, una parte delle quali era stata a suo tempo bloccata dall’inasprimento dei requisiti deciso con la riforma Fornero; in seguito il flusso delle richieste ha iniziato a regolarizzarsi. Il governo prevede che proprio a causa del meccanismo delle finestre il numero effettivo di nuove pensioni con Quota 100 risulterà alla fine inferiore alle stime: la spesa potrebbe attestarsi intorno alla metà di quella prevista: circa 2 miliardi invece dei 3,8 previsti. È probabile che la tendenza ad un utilizzo del nuovo canale inferiore alle attese prosegua anche negli anni successivi; ma per avere certezze su questo punto serviranno ulteriori verifiche.
 

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