Prima casa, più tempo per le agevolazioni: verso la sospensione dei termini fino ad ottobre

Il nodo delle concessioni balneari: FdI propone lo slittamento delle gare

Prima casa, più tempo per le agevolazioni: verso la sospensione dei termini fino ad ottobre
di Luca Cifoni
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Venerdì 20 Gennaio 2023, 22:18

Più tempo per i contribuenti che devono sfruttare i benefici fiscali per l’acquisto della prima casa. Un emendamento al decreto Milleproroghe sospende di nuovo, fino al 30 ottobre, i relativi termini, che erano stati congelati a seguito del Covid e poi avevano ripreso a scorrere. Nello stesso provvedimento, che è all’esame del Senato, stanno trovando posto varie proposte di maggioranza sul nodo delle concessione balneari: l’ipotesi, che anche il governo valuta con attenzione, è far slittare in avanti l’attuale scadenza del 31 dicembre di quest’anno entro il quale dovrebbero essere completate le gare.

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LE ALIQUOTE

Le novità in materia di casa sono invece contenute in un emendamento presentato dalla Lega, che farà parte dei cosiddetti “segnalati” e dovrebbe ottenere il via libera dell’esecutivo. Il tema è quello agevolazioni che scattano al momento dell’acquisto di un’abitazione. Imposta di registro e Iva (nel caso di acquisto dal costruttore) sono normalmente dovute in misura proporzionale con aliquote rispettivamente del 9 e del 10 per cento; se però l’acquirente non possiede altri immobili le aliquote scendono al 2 e al 4. Nel corso degli anni il fisco è venuto incontro ai contribuenti allargando le situazioni in cui scatta il beneficio. Così chi acquista e già possiede un’abitazione ha un anno di tempo per rivenderla, mentre ci sono diciotto mesi di tempo per trasferire la residenza nel Comune in questione, se già non vi abita (è una condizione richiesta per l’agevolazione). Inoltre se si vende e poi si acquista entro un anno si conserva quanto già pagato sotto forma di credito di imposta; infine ci sono sempre dodici mesi di tempo per procedere all’acquisto di un altro immobile quando si è venduto e non si vuole perdere il precedente vantaggio. Con l’arrivo del Covid si era deciso di fermare l’orologio, perché la particolarissima situazione di fatto bloccava o ritardava la possibilità di concludere le transazioni: questa sospensione è stata poi prorogata fino al 31 marzo 2022. Ed è proprio da qui che ripartirà la norma del Milleproroghe, se effettivamente approvata: il nuovo congelamento sarà valido per il periodo dal primo aprile dello scorso anno fino al 30 ottobre 2023 e dunque in questo periodo si potranno usare i mesi che già non sono già stati “consumati” in precedenza, sempre nell’ambito dell’anno o dei diciotto mesi previsti. Siccome però è possibile che l’Agenzia delle Entrate si sia già mossa per recuperare le somme corrispondenti ai benefici non più spettanti, è previsto che siano fatti salvi gli atti eventualmente già notificati; e se nel frattempo gli interessati avranno versato quanto dovuto, non sarà possibile ottenere il rimborso.

LE PROCEDURE

Sul dossier balneari la situazione è fluida. Si tratta di venire incontro alle richieste delle categoria, a cui tutti i partiti della maggioranza si dichiarano sensibili. E quindi di far slittare le date fissate per la messa a gara delle concessioni. La scadenza è quella del 31 dicembre 2023, con possibilità di arrivare alla fine dell’anno successivo solo per comprovate difficoltà tecniche dei Comuni che devono avviare le procedure. Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, ha presentato un emendamento per sospendere i termini fino ad una nuova riforma. Forza Italia invece aveva annunciato proposte di slittamento di uno o due anni. In entrambi i casi la volontà di ascoltare le richieste delle imprese del settore dovrà fare i conti con i vincoli interni e con quelli europei: da una parte una sentenza del Consiglio di Stato fissa proprio il 2023 come scadenza ultima, dall’altra le norme attualmente in vigore sono inserite nella legge sulla concorrenza la quale a sua volta è collegata al Pnrr.

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