Prestiti, proroga fino a giugno: mercoledì vertice al Tesoro per definire la nuova estensione delle garanzie di Stato

Prestiti, proroga fino a giugno: mercoledì vertice al Tesoro per definire la nuova estensione delle garanzie di Stato
di Umberto Mancini
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Lunedì 17 Gennaio 2022, 09:26 - Ultimo aggiornamento: 12:21

Proroga almeno fino a giugno delle garanzie pubbliche sui prestiti concessi alle imprese. Una estensione della moratoria che dovrebbe finire nel decreto Milleproroghe oppure nel decreto Sostegni e che riguarda un volume di crediti per oltre 200 miliardi.
Il prolungamento delle garanzie, scaduto a fine anno, consentirebbe di superare l'attuale impasse legata alla nuova ondata pandemica, al rincari dell'energia e delle materie prime e quindi alla crisi di liquidità che non poche realtà produttive devono affrontare. Mercoledì sono previsti una serie di incontri al Mef per mettere a punto il provvedimento anche dopo il pressing dell'Abi e di tutte le associazioni imprenditoriali, da Confindustria alle organizzazioni che rappresentano gli artigiani e le Pmi, che spingono per una soluzione immediata. Una emergenza messa in luce proprio da una lettera indirizzata dal presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, al ministero dell'Economia e che a Palazzo Chigi considerano assolutamente prioritaria.

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Le tappe

«Faccio mio il grido di dolore che arriva dal mondo delle imprese e concordo con le criticità sollevate dall'Abi - ha spiegato la vice ministra Laura Castelli - perché in questa fase, in cui l'emergenza sanitaria sembra ancora non arrestarsi, dobbiamo continuare ad accompagnare le imprese per evitare un peggioramento della situazione economica e per fare in modo che non vadano persi gli effetti delle misure di sostegno adottate in questi anni».
Insomma, nonostante le turbolenze legate alle scelte per il Quirinale, si va verso la proroga delle misure introdotte nel 2020. Misure per aiutare le aziende in crisi che, come noto, hanno attivato prestiti garantiti dallo Stato per continuare a svolgere la propria attività e che oggi si trovano ancora in oggettiva difficoltà e fanno fatica a riprendere i normali pagamenti.
Anche per Lega e Pd la misura salva aziende potrebbe essere inserita nel Decreto Milleproroghe, continuando «così a garantire i settori più colpiti».

Le prospettive

L'idea che circola al Tesoro, per ora accantonata ma comunque sempre sul tavolo, sarebbe comunque quella di allungare i termini fino a fine anno, ma in questo caso sarebbe necessario l'ok della Ue perché il meccanismo del Temporary Framework copre fino a giugno.

Ma di che cifre si tratta? In particolare, per le piccole e medie imprese, a fine dicembre corso, sono state ben 1.575.749 le operazioni effettuate in Italia per un importo finanziato di oltre 220 miliardi di euro. Gli ultimi dati, diffusi dalla task force sulla liquidità e relativi alle sospensioni al 31 dicembre, termine entro il quale ci si poteva avvalere delle moratorie assistite da garanzia pubblica, parlano esplicitamente di 36 miliardi. Non si sa ovviamente chi sarà effettivamente in grado di ricominciare a rimborsare le rate a partire da fine gennaio, ma a giudicare dalle preoccupazioni emerse da Confindustria e Confcommercio, tanto per citare due esempi, non bisogna farsi troppe illusioni.

Le soluzioni

Ma il veicolo del Milleproroghe potrebbe rivelarsi poco efficace perché, secondo molti osservatori, non può prevedere una nuova copertura finanziaria necessaria per prorogare le moratorie e le garanzie sui prestiti. Maggiori probabilità sembra avere il nuovo decreto Sostegni a patto però che siano trovate ulteriori risorse rispetto a quelle che saranno necessarie per varare i ristori per i settori più colpiti, come turismo e discoteche. Di certo la settimana che si apre sarà decisiva per trovare una soluzione. L'attenzione del mondo bancario e imprenditoriale è focalizzato su tutti i possibili strumenti legislativi che il governo o il Parlamento potrebbero utilizzare per introdurre le modifiche alla legge di Bilancio. In assenza di interventi la crisi di tante realtà produttive sarebbe definitivamente segnata. Il presidente Patuelli sul tema è chiarissimo: «l'assommarsi delle crisi pandemica ed energetica di reintrodurre integralmente le norme d'emergenza varate opportunamente dalle istituzioni europee e nazionali negli ultimi due anni».

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