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Poseidon, Bellanova spinge: «Il gasdotto opera strategica». E il progetto è già pronto

La viceministra: intervento decisivo. Edison: quattro anni per finire i lavori e stavolta c'è anche il sì dal territorio

Poseidon, Bellanova spinge: «Il gasdotto opera strategica». E il progetto è già pronto
di Francesco G. Gioffredi
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 30 Marzo 2022, 00:20 - Ultimo aggiornamento: 12:48

Fare presto e avviare quanto prima il cantiere del gasdotto EastMed-Poseidon. Magari riducendo i tempi di realizzazione dell’opera, per consentire all’Italia di diversificare gli approvvigionamenti di gas e ridurre la dipendenza da Mosca. «Ho sostenuto l’importanza strategica del Tap, e credo che altrettanta ne possa avere la realizzazione del Poseidon», dice la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Teresa Bellanova. Mancherebbe però la firma del governo italiano all’accordo internazionale. Torna in gioco il progetto, “l’altro Tap” con approdo sempre nel Salento e capacità di 10 miliardi di metri cubi all’anno, possibile raddoppio e gas in arrivo dal bacino Levantino al largo di Israele, Cipro ed Egitto. E cala il sipario sulla “stagione dei no”: la politica va in pressing, il territorio e gli enti locali non alzano le barricate, Edison (quota italiana della joint venture italo-greca Igi Poseidon) continua ad “affinare” il progetto a Otranto, annunciando che «il tratto italo-greco è pronto per la fase realizzativa, avendo ricevuto tutte le autorizzazioni».

Dall’Ambasciata di Israele in Italia spiegano che «tutti i partner del progetto sono in attesa dei risultati definitivi dello studio di fattibilità, che dovrebbe essere completato entro la fine del 2022. Non c’è dubbio che l’attuale crisi in Europa stia rinnovando l’interesse per il gas del bacino orientale del Mediterraneo. In ogni caso, l’avanzamento del progetto richiederebbe l’integrazione della firma del governo italiano all’accordo già firmato dai Paesi coinvolti».

I passaggi

Insomma: manca un ultimo passaggio. «Parliamo di una infrastruttura – dice Bellanova, salentina e copresidente di Italia Viva - che potrà giocare un ruolo importante nella definizione della Puglia e del Mezzogiorno come piattaforma logistica nazionale, a patto di muoversi tutti quanti nella stessa direzione. E qui vale la pena introdurre due considerazioni. La prima: non si dà un rinnovato ruolo all’Italia in questo scenario mediterraneo se non si recupera compiutamente il gap di sviluppo e di dotazione infrastrutturale. La seconda: non dobbiamo e non possiamo più permetterci il lusso della faticosa lentezza degli iter e dell’esecuzione delle opere».

Il progetto è autorizzato dal 2010, l’accordo sulla fornitura del gas è del 2017. L’ultima proroga del decreto autorizzativo obbliga a dare l’avvio ai lavori entro ottobre 2023. Nel frattempo, il clima internazionale è molto più favorevole. Edison fa sapere che «la fase progettuale di EastMed è prevista completarsi quest’anno e, in seguito alla decisione finale di investimento, la realizzazione complessiva di EastMed-Poseidon avrà una durata di 4 anni». Inoltre, «entro la fine del 2022 prevediamo il completamento delle attività di design e di sviluppo». I contratti per la fase realizzativa «sono stati negoziati e potrebbero essere assegnati a breve». E quanto al confronto con gli attori istituzionali: «Lo sviluppo del progetto è stato trasversalmente sostenuto dalla Comunità Europea e dai Paesi coinvolti dall’opera (Israele, Cipro e Grecia), tant’è che è stato inserito nella quinta lista dei progetti di interesse comune (Pci). Una scelta ribadita a inizio 2022 dal Parlamento europeo».

L’appello a sbloccare EastMed-Poseidon arriva anche da una parte del Pd: «Chiediamo al governo di riprendere il procedimento. È importante adoperarsi su questo tema, accogliendo i benefici della storica amicizia con lo stato d’Israele», sostengono l’eurodeputata Pina Picierno, il deputato Alberto Losacco e il consigliere regionale Fabiano Amati. Disco verde pure del territorio salentino. «Il progetto – spiega il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi – è autorizzato da tanti anni. E la comunità locale si è sempre espressa favorevolmente: 15 anni fa il progetto fu presentato per la prima volta dall’amministrazione comunale. Non c’è mai stata opposizione all’infrastruttura. Noi siamo sempre stati in contatto con Igi Poseidon, che ha avviato la caratterizzazione del sito dove sorgerà la centrale di misurazione».

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