Ue taglia stime Pil Italia: nel 2020 +0,4%. Gualtieri: contiamo su crescita più alta

Giovedì 7 Novembre 2019

La Commissione europea ha tagliato le stime di crescita dell'Eurozona, riducendo in particolare quelle della Germania e dell'Italia, che restano al palo a causa della frenata dell'export e della crisi del commercio mondiale. Fra i rischi anche quelli legati alla Brexit.

Bruxelles conferma per l'Italia un Pil allo 0,1% nel 2019 ma rivede al ribasso le previsioni del 2020 che indicano un Pil allo 0,4% a fronte dello 0,7% indicato nelle stime di luglio. Per il 2021 si attende una crescita in linea dello 0,7%.

Peggiorate anche le previsioni sul deficit strutturale, indicato al 2,5% nel 2020 dal 2,2% atteso per il 2019, e sul debito pubblico, atteso in crescita al 136,8% del Pil l'anno venturo ed al 137,4% nel 2021. A peggiorare i conti pubblici contribuirebbero anche il Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Le previsioni Ue «sono molto in linea» con quelle del Governo, «sul 2019 sono le stesse», e riguardano «una situazione che abbiamo ereditato», anche se «in realtà dati più recenti dell'Istat ci dicono che si potrebbe chiudere anche a 0,2. Sul 2020 lo scostamento è molto limitato, ma noi pensiamo che la nostra previsione sia corretta, e anzi
prudente, e quindi contiamo in una crescita maggiore nel 2020»: così il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.

Una "combinazione di shock" - afferma Bruxelles - sta frenando la crescita del Pil dell'Eurozona, che viene indicato ora all'1,1% dall'1,2% risultante nelle previsioni di luglio. E per il 2020 riduce la stima di 0,2 punti all'1,2% dall'1,4% precedente, mentre si indica per il 2021 una espansione analoga dell'1,2%. Considerando l'Unione allargata dei Ventotto, si indica una crescita all'1,4% per tutti e tre gli anni, anche in questo caso limata leggermente al ribasso nper il 2020.

Ad essere più penalizzati sono i Paesi più esposti all'export, ad esempio la Germania, per la quale le stime di crescita vengono tagliate allo 0,4% per il 2019 (era +0,5%), vale a dire la seconda crescita più bassa dell'Area della moneta unica dopo l'Italia. Per Berlino però la crescita sarà dell'1% nel 2020 e 2021.

Confermate le stime di crescita della Francia che, meno esposta alle fluttuazioni del commercio internazionale, si vede confermare un PIL all'1,3% nel 2019, anche se la previsione è stata rivista al ribasso all'1,3% dall'1,5% nel 2020.

 

Ultimo aggiornamento: 18:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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