Pensioni, a novembre l'assegno aumenta: ecco come (e di quanto) tra bonus, conguagli e rivalutazioni

Un assegno più generoso del solito questo mese tra bonus da 150 euro e anticipo del recupero dell’inflazione

Pensioni, a novembre l'assegno aumenta: ecco come tra bonus, conguagli e rivalutazioni
di Roberta Amoruso
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Martedì 25 Ottobre 2022, 17:12 - Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 00:42

È già online nella sezione MyInps il cedolino dei pensionati di novembre in pagamento precisamente il 2 novembre. Un assegno più generoso del solito questo mese tra bonus da 150 euro e anticipo del recupero dell’inflazione. Non solo. per molti pensionati potrebbe arrivare anche l’atteso conguaglio Irpef. Ma andiamo con ordine. La prima novità molto attesa riguarda il bonus da 150 prevista dal Decreto Aiuti.

IL BONUS DA 150 EURO

Il bonus comparirà nei cedolini di coloro che nel 2021 hanno percepito un reddito (non solo di pensione) inferiore a 20.000 euro. In questo caso, si considerano tutti i redditi ai fini Irpef, con l’esclusione della casa di abitazione, l’eventuale trattamento di fine rapporto o di fine servizio e gli arretrati soggetti alla tassazione separata. Il versamento sull’assegno di novembre avviene in automatico, senza quindi bisogno di farne richiesta. È destinato a tutti i percettori di trattamenti pensionistici, sia diretti che indiretti, come pure su assegno sociale e pensione d’invalidità civile. Se ne ha diritto anche per i trattamenti di accompagnamento alla pensione, quale ad esempio l’Ape Sociale. L’importante è che il trattamento in oggetto decorra dal mese di ottobre.

IL CONGUAGLIO IRPEF

E ancora, con il cedolino di novembre, potrebbe esserci il riconoscimento del credito Irpef risultato dall’ultima dichiarazione dei redditi. In particolare, arriverà a coloro che hanno inviato la dichiarazione dei redditi con modello 730/2022 nelle ultime settimane di settembre, a ridosso della scadenza. Dunque, il mese di novembre è destinato a chiudere tutti i conguagli, quindi i crediti, che verranno aggiunti al cedolino aumentando la pensione, come pure per eventuali trattenute nei confronti di coloro per cui dalla dichiarazione dei redditi è risultato un debito Irpef.

ANTICIPO DELLA RIVALUTAZIONE

Infine, sempre a novembre, è previsto il secondo passaggio del meccanismo di rivalutazione delle pensioni riconosciuto dal decreto Aiuti bis che prevede un incremento del 2% come anticipo della rivalutazione in programma a novembre 2023. Il primo aumento è già scattato a ottobre e che questo mese sarà della stessa misura: ad esempio, per una pensione di 1.000 euro c’è un incremento di 20 euro, mentre per un importo di 2.000 euro al mese ci sono 40 euro in più sul cedolino.

IL CONGUAGLIO DELLA RIVALUTAZIONE

Un’altra importante novità del cedolino della pensione di novembre riguarda il conguaglio della rivalutazione 2022. Allora, infatti, le pensioni vennero aumentate di un 1,7%, salvo poi accertare un tasso definitivo dell’1,9%. Deve esserci, quindi, un adeguamento dello 0,2%, nonché il riconoscimento degli arretrati di quanto non erogato da gennaio. Il conguaglio, inizialmente previsto per gennaio 2023, è stato anticipato a novembre, quando appunto le pensioni aumenteranno di un ulteriore 0,2% (sotto una certa soglia). Per una pensione di 1.000 euro, quindi, è previsto un incremento di 2 euro (lordi), che salgono a 4 euro per chi ha una pensione di 2.000 euro. Cifre molto basse, ma bisogna considerare anche gli arretrati: considerando che si va da gennaio a ottobre, si tratta di 10 mensilità, quindi si va dai 20 ai 40 euro in più per coloro che hanno una pensione compresa tra i 1.000 e i 2.000 euro.

 

LA RIVALUTAZIONE

A sancire il nuovo meccanismo di adeguamento della pensione all’inflazione è stato, il 4 agosto scorso, il provvedimento del governo Draghi con l’intento di sostenre i pensionati nel contrasto all’impennata dell’inflazione e al rincaro delle bollette energetiche. Nel dettaglio, infatti, l’articolo 21 del Decreto Aiuti bis prevede i seguenti due interventi: rivalutazione dello 0,2% (risultato della differenza tra l’1,7% di inflazione stimata e l’1,9% di quella effettiva) per tutti i pensionati a recupero dell’inflazione del 2021 con anticipo al 1° novembre 2022; corresponsione per le mensilità di ottobre, novembre, dicembre e tredicesima di un incremento della pensione del 2% per i pensionati che percepiscono un assegno di importo massimo pari a 2.692 euro ovvero 35 mila euro l’anno», spiega una nota dell’Inps. «Dal mese di gennaio 2023 scatterà la rivalutazione per tutte le pensioni, calcolata sui dati provvisori dell’inflazione 2022 che attualmente è in forte crescita», prosegue l’Istituto. «I trattamenti pensionistici erogati dall’Inps vengono sottoposti annualmente - continua la nota - a una revisione degli importi in modo che risultino più adeguati al costo della vita. Questa revisione è detta perequazione ed ha l’obiettivo di proteggere il potere d’acquisto delle pensioni rispetto all’aumento del tasso di inflazione. La perequazione viene applicata a tutte le tipologie di trattamento pensionistico erogate dalla previdenza pubblica, indipendentemente dall’essere integrate al trattamento minimo. Solitamente la perequazione viene applicata nel mese di gennaio di ogni anno sulla base degli incrementi dell’indice annuo dei prezzi al consumo accertati dall’Istat. Ad esempio, per l’anno in corso la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni è pari all’1,7% dal 1 gennaio 2022», spiega ancora l’Inps. «Ricordiamo però che - spiega l’Inps - la rivalutazione delle pensioni non può superare un certo limite per evitare di rappresentare un costo eccessivo per lo Stato e per questo oltre una certa soglia viene applicata in maniera parziale. Aumenti: di quanto saranno e a chi spettano? Con le nuove misure previste dal Governo gli assegni pensionistici aumenteranno in misura differente a seconda dei diversi scaglioni di reddito».

COME CONTROLLARE

Per aiutare i propri utenti a fare chiarezza sulle nuove misure e su come cambiano gli assegni pensionistici, Inps mette a disposizione una serie di strumenti digitali facilmente accessibili. Tra questi ricordiamo la possibilità di consultare online il cedolino della pensione. Il servizio permette di verificare in tempo reale l’importo dei pagamenti delle prestazioni pensionistiche liquidate dall’Istituto ogni mese e quali sono le voci e le ragioni per le quali tale importo può variare. Dunque, in tema di rivalutazione anticipata della pensione, sarà possibile controllare il proprio cedolino e i relativi aumenti previsti dalla nuova normativa», continua la nota dell’Istituto. «Disponibile anche da dispositivi mobili, il servizio a cui si accede dal sito inps.it tramite autenticazione con Spid, CIE o CNS, permette di consultare -spiega l’Inps- diverse utili funzioni tra cui la visualizzazione del cedolino e il confronto tra diversi cedolini, in modo da avere sempre sotto controllo gli importi degli assegni mensili e la propria situazione pensionistica». «Non solo. In ottica di rendere sempre più accessibili, moderni e inclusivi i servizi per gli utenti sono disponibili le nuove funzionalità dell’App IO, la piattaforma unica per i servizi delle pubbliche amministrazioni, tra cui le notifiche per le disposizioni di pagamento di prestazioni pensionistiche», conclude la nota dell’Inps.

IL PAGAMENTO

Solitamente le pensioni vengono pagate il primo giorno bancabile del mese, quindi tra il lunedì al sabato per chi ha l’accredito in posta e tra il lunedì e il venerdì in banca. Non sono però compresi i festivi: ecco perché questo mese le pensioni verranno pagate con un giorno di ritardo, quindi il 2 novembre (anziché il 1°). Chi vorrà andare a ritirare l’assegno presso gli uffici postali, Poste italiane ha confermato il pagamento a scaglioni, seguendo il criterio dell’ordine alfabetico. Nel dettaglio, l’ordine dovrebbe essere il seguente: mercoledì 2 novembre, dalla lettera A alla lettera B; giovedì 3 novembre, dalla lettera C alla lettera D; venerdì 4 novembre, dalla lettera E alla lettera K; sabato 5 novembre, dalla lettera L alla lettera O (solo al mattino); lunedì 7 novembre, dalla lettera P alla lettera R; martedì 8 novembre, dalla lettera S alla lettera Z.

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