Parlamat, il Tar respinge il ricorso di Citi per annullare il delisting

Giovedì 28 Marzo 2019
Autobotte presso lo stabilimento 
Parmalat di Collecchio
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di Citi per «l’annullamento previa sospensione dell’efficacia» del delisting di Parmalat, in quanto, secondo la banca d'affari, avrebbe pregiudicato le sue pretese creditorie nei confronti della società di Collecchio. Questo dice l’ordinanza del Tribunale amministrativo, che ha trattato collegialmente il ricorso della banca americana in camera di consiglio. Dopo aver ritenuto e motivato come non fondata l’eccezione di difetto di giurisdizione proposta, il Tar ha dunque ritenuto che «non è possibile rilevare con sufficiente certezza la sussistenza dei «profili di fondatezza del ricorso» che costituiscono il presupposto per la concessione della tutela cautelare nelle controversie assoggettate al rito abbreviato» come quella giunta alla sua attenzione. Alla stregua di tutti i ragionamenti, allo stato per il Tar resta che «l’operato della Consob appare immune dai dedotti vizi di legittimità, essendosi esplicato nei limiti della garanzia della chiarezza e completezza delle informazioni pubblicate e della loro idoneità a «consentire ai destinatari di pervenire ad un fondato giudizio sull’offerta», nonché nel rispetto «degli obblighi legislativi»; e «neppure sussiste il periculum in mora nella forma del «pregiudizio grave e irreparabile», né tanto meno in quella della «estrema gravità e urgenzà», pregiudizio che «è comunque passibile di adeguata tutela risarcitoria». Dunque, niente da fare, l'addio di Parmalat a Piazza Affari è confermato. Borsa italiana ha revocato i titoli Parmalat dalla quotazione nel mercato telematico azionario a decorrere già dal 5 marzo, data in cui è stata perfezionata la procedura di squeeze out con il conseguente trasferimento a Sofil della proprietà di tutte le azioni Parmalat ancora in circolazione. Il titolo Parmalat, infatti, non risulta più presente sul listino milanese © RIPRODUZIONE RISERVATA

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