Panucci al convegno Unadis: ingenti risorse per la riforma della Pa

Barbara Casagrade, segretario generale Unadis
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Venerdì 21 Maggio 2021, 16:10

“La prossima sarà la settimana delle semplificazioni. Ogni ministero è chiamato a uno sforzo comune. Solo in un sistema gerarchico si raggiungono i risultati ed è chiaro chi fa che cosa. In questo contesto la riforma della Pubblica Amministrazione, necessaria per la realizzazione del PNRR, a cui sta lavorando il ministro Brunetta, deve certamente mettere la dirigenza nelle condizioni di fare la propria parte. Per me le parole chiave sono merito, efficienza, valutazione, trasparenza. Dobbiamo alzare l’asticella della qualità. I sistemi regionali e locali devono essere coinvolti ma all’interno di un apparato unitario, che vede al centro lo Stato. Sarà importante una leale collaborazione fra i vari livelli di governance”. È con queste parole che il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Maria Stella Gelmini, ha aperto l’evento organizzato da Unadis, l’Unione nazionale dei dirigenti dello Stato, che si è tenuto oggi, venerdì 21 maggio, in videoconferenza e durante il quale si è discusso della gestione del PNRR, della Riforma della Pa e della selezione della dirigenza pubblica.

L’occasione che è data alla pubblica amministrazione in questo momento è storica. Lo ha spiegato bene, intervenendo durante il dibattito, il capo di gabinetto del ministro della Funzione Pubblica, Marcella Panucci. “Ci sono ingenti risorse per avviare la Riforma della Pa: è la prima volta in cui puntiamo su una riforma amministrativa accompagnata da investimenti importanti: investimenti sulle persone, sulle infrastrutture tecnologiche. Ma senza la dirigenza pubblica nessun percorso dell’innovazione si può fare, perché sono loro, i dirigenti, che devono avviare i processi organizzativi e di semplificazione. Ritengo necessaria la valorizzazione del ruolo gestionale dei dirigenti”.

Ha risposto all’invito dell’Unadis anche il presidente Aran, l’agenzia negoziale della pubblica amministrazione, Antonio Naddeo, il quale si è soffermato sull’unitarietà della dirigenza, impegnata in diverse amministrazioni pubbliche, centrali e territoriali, ma con obiettivi e visione comune. “Una sezione autonoma della dirigenza nel CCNL deve essere prevista solo per legge”. Naddeo ha anche affrontato il tema dello smart working e di alcuni errori del passato da non ripetere, come “individuare dal centro i parametri, vanno piuttosto comprese le specificità”. Per il presidente dell’Aran il ruolo del dirigente è “determinante, in tutti i contesti di cui stiamo parlando”. E sulla valutazione “serve più responsabilità”.

Il sindacato dei dirigenti ha risposto con il suo segretario generale, Barbara Casagrande, la quale ha affrontato diversi argomenti che stanno a cuore alla dirigenza in questo particolare momento per il Paese. Bisogna chiedersi, per Casagrande, come selezionare le persone? E i dirigenti, per gestire al meglio l’occasione che è data dal PNRR? “C’è bisogno in questo momento in cui dobbiamo passare dal PNRR ai cantieri di quelle che il sociologo Aldo Bonomi chiama “passioni calde” e di dirigenti che sappiano far emergere la “generatività resiliente” anche del mondo privato e del terzo settore che cova sotto la cenere della pandemia. Occorre selezionare persone motivate, come funzionari e come dirigenti, che abbiano voglia di lavorare per lo Stato, che si sentano orgogliosi di servire la nazione”.

Per attrarre i migliori abbiamo bisogno di chiarezza nelle retribuzioni, il tetto retributivo va eliminato e le retribuzioni devono essere eque: va eliminata la giungla retributiva e vanno pagate in maniera omogenea le medesime funzioni. Serve un contratto ad hoc per la dirigenza, dato che solo noi organizziamo uffici e siamo responsabili dei risultati finali, che vorremmo misurati anche in termini di outcome”. Serve prospettare percorsi di carriera: va superato il “periodo di prova” quinquennale che è chiesto ai dirigenti per la progressione di fascia, che precarizza la funzione, e vanno aperte all’interpello tutte le posizioni, anche di capo dipartimento”.

Occorre “garantire aggiornamento professionale continuo, anche tramite i crediti formativi” e un nuovo sistema di valutazione. Per poter semplificare, per poter gestire al meglio le risorse umane e economiche Casagrande suggerisce la proroga della norma che “circoscrive la responsabilità dei dirigenti al dolo”. La pandemia ha messo a dura prova la pubblica amministrazione che si è dovuta riorganizzare. “Ma grazie al nostro lavoro il Paese non si è fermato. Lo smart working ha avuto uno slancio importante grazie alla pandemia, c’è stato un impulso grandissimo. E abbiamo scoperto che vissuto bene, a regime, ci permette di lavorare anche meglio”. Unadis ha ricordato che nella pubblica amministrazione si accede per concorso e che per gli esterni devono comunque essere svolte procedure selettive e comparative che accertino conoscenza e competenza. Eccezioni ampiamente motivate di colleghi dirigenti come nelle Agenzie fiscali – che ancora lottano per il giusto riconoscimento di un ruolo - non devono indurre in equivoco sulla norma. Nell’attuale momento pandemico, è ammissibile un temporaneo incremento della percentuale di accesso dall’esterno, purché i criteri siano meritocratici e seri. Unadis condivide la sfida del Paese per il PNRR e ricorda che solo con il sindacato si potrà affrontare e vincere: il sindacato è parte istituzionale necessaria, una “porta aperta, che aiuta a superare il limite, dove la parete è muta”.

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