Ora legale, stanotte lancette avanti di un'ora: «Nel 2019 risparmio di 100 milioni»

Sabato 28 Marzo 2020

Ora legale da domenica 29 marzo. Le lancette degli orologi alle 2 andranno spostate un'ora in avanti (gli smartphone ovviamente lo fanno in automatico). Un cambiamento che arriva in piena emergenza coronavirus con la maggior parte degli italiani costretti in casa dalle norme restrittive per arginare il contagio dovrebbe creare meno disagi del solito. 

Per effetto dell'ora legale, nei prossimi 7 mesi in Italia avremo benefici per il sistema. Benefici che nel 2019, secondo quanto rilevato da Terna - la società che gestisce la rete elettrica nazionale - hanno determinato un risparmio pari a 505 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 190 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di Co2 in atmosfera per 250 mila tonnellate e a un risparmio economico pari a circa 100 milioni di euro. Il beneficio nel 2020 potrà tuttavia essere influenzato dalla riduzione dei consumi registrata in questo periodo di chiusura delle attività per effetto dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

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«Entrerà l'ora legale, con una modifica che può portare in alcuni la necessità di una fase di adattamento, ma i ritmi più calmi imposti dalla vita spesa in casa per l'emergenza legata al nuovo coronavirus, potrebbero giocare a favore, rendendo il cambiamento meno impattante», spiega all'agenzia Ansa Enrico Zanalda, presidente della Società italiana di psichiatria (Sip) -. In casa è bene mantenere i ritmi abituali: il fatto che tutto sia chiuso di sera e non si possa uscire ci avvicina a uno stile di vita più simile a quello dei nostri avi, che non andavano fuori al ristorante o a teatro - prosegue Zanalda -. Certo, la tv può rimanere accesa anche tutta la notte, ma si ha la possibilità di guardarla in altri momenti della giornata. In più, credo che non essendoci l'impegno, per molti, dell'alzarsi alla stessa ora per andare a lavorare o a scuola il cambio dell'ora dovrebbe essere meno fastidioso».
 
Complessivamente, dal 2004 al 2019 il minor consumo di elettricità per l’Italia dovuto all’ora legale è stato di circa 9,6 miliardi di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di oltre 1 miliardo e 650 milioni di euro.
 
Nel periodo primavera-estate i mesi che segnano il maggior risparmio energetico sono aprile e ottobre. Spostando in avanti le lancette di un’ora si ritarda l’uso della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi l’effetto ‘ritardo’ nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate e fa registrare valori meno evidenti in termini di risparmio elettrico.
 
Intanto questa potrebbe essere una delle ultime volte in cui avviene il passaggio all'ora legale. In Europa si discute da tempo infatti una riforma. Il Parlamento europeo sostiene la fine del passaggio da un regime all'altro. In base a una risuluzione approvata nel marzo scorso, il 2021 potrebbe essere infatti l'ultimo anno con un cambio stagionale dell'ora nell'Unione europea, con gli stati membri che manterranno il diritto di decidere il proprio fuso orario. Nel testo si precisa che i paesi dell'Ue che decidono di mantenere l'ora legale dovrebbero regolare gli orologi per l'ultima volta l'ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l'ora solare dovrebbero spostare gli orologi per l'ultima volta l'ultima domenica di ottobre 2021. I deputati hanno chiesto comunque che i paesi Ue e la Commissione coordinino le loro decisioni per garantire che l'applicazione dell'ora legale in solo in alcune nazioni non perturbi il mercato interno.

In risposta alle iniziative dei cittadini, nel febbraio 2018 il Parlamento aveva chiesto alla Commissione di valutare la direttiva sull'ora legale e, se necessario, presentare una proposta di revisione della stessa. A seguito della valutazione, che ha ricevuto 4,6 milioni di risposte con l'84% favorevole a porre fine ai cambiamenti di orario, la Commissione ha presentato la proposta, che dove ancora essere concordata tra il Parlamento e il Consiglio per entrare in vigore.

Dalla homepage del sito Terna è visibile la “curva di carico”, che rappresenta l’andamento del consumo di energia elettrica in Italia in tempo reale.

Ultimo aggiornamento: 29 Marzo, 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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